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RESOCONTO PLENARIA 15 OTTOBRE 2021 A brand new life for Ingasati

Verbale plenaria 15.10.2021 presso sede degli alpini di Meldola

La plenaria inizia più o meno puntuale e sicuramente bella partecipata.

Si decide che ci si presenta e, nel farlo, si dice subito se, a proprio parere il gas debba vivere o meno. (Tanto per partire leggeri…)

PaoloR Gaspaccio si chiede se, essendo cambiati noi e i consumi, abbia ancora senso la modalità di gas come l’abbiamo sempre fatta, perché siamo un carrozzone complesso che poi però in realtà opera poco. Si ordina poco, bisognerebbe valutare di essere gruppo seguendo qualche altro obiettivo, mettendo gli acquisiti in secondo piano o meglio, affiancandoli ad altro che ci fa essere gruppo e ci faccia piacere fare insieme. Serve una sede? Perchè tante cose che si facevano nelle sedi non le facciamo più e non per colpa della pandemia ma perché le nostre vite ci hanno portato altrove. Può essere una transizione lunga, magari in sei mesi ci vediamo una volta al mese e dopo sei mesi capiamo che siamo diventati qualcosa altro oppure che siamo ancora quelli di prima. Rimanere legati alle idee di quindici anni fa gli sembra anacronistico.

Luca M Gaspaccio: “Son d’accordo con Paolo sulla necessità di farci domande e chiederci cosa vogliamo fare da grandi (vecchi!). A me piace il trovarsi insieme e condividere idee e attività. Mi aggrega questo non gli acquisti. Sarei per capire cosa altro possiamo fare insieme”.

Irene Gaspaccio: “Potremmo cerare qualcosa di buono come abbiam fatto finora, possiamo tirare fuori ancora tante idee. Però è giusto che ciascuno si chieda se c’è volontà di stare assieme. Perchè si partecipa meno e viene a meno lo spirito di aggregazione che ci aveva uniti. Quando il sabato mi trovo anche solo con una persona son contenta e faccio chiacchierate che mi piacciono tanto”.

AndreaM Gaspaccio: “iI gas serve perché l’unico nemico che abbiamo tutti sono i soldi e per combatterlo bisogna dargli fastidio. Però ci vuole la gente che faccia qualcosa perché se sono sempre i soliti due tre poi si rompono i coglioni”.

Romeo Gaspaccio: “Secondo me la nostra forza è la differenza, fin dall’inizio, la multicentricità. Ognuno ha un suo punto di vista e una sua linea e questa è la ricchezza che per me ancora qui si trova. Mi piace perché c’è un confronto. Io non ho la minima esitazione nel dire che il gas deve vivere e per me la sede serve come punto di appoggio che aiuta. Ci si trovava magari più facilmente quando la sede del gaspaccio era in centro ma anche qui si può. Siamo sempre gli stessi, è vero, a darsi da fare ma perché, in fondo, siamo sempre gli stessi a essere presenti. Se apriamo un pochettino magari nuovi spunti e nuovi rompiballe ci potrebbero dare la spinta. Io mi sono spento un po’…però ho ripreso in mano il gaslateo e trovo ci fossimo dati dei principi belli e nobili. Non vedo perché dovemmo chiudere, abbiamo quell’assortimento che ci permette più o meno di accettare chiunque e questa è una caratteristica unica. Gli ingasati restano in mezzo fra gli invasati”.

Katia Caorage (neo presidenta del caorage!!): “Non sono entrata quando c’era la sede ma penso che avere un punto di ritrovo faccia la differenza, la facesse. Però credo nel gas e credo nella condivisione, nel discutere e nel parlare. Ci sono principi di base che hanno un senso e bisogna provare a portarli avanti e dargli un po’ di vitalità. Il momento non aiuta ma per me deve continuare”.

Acquacheta Caorage: “Io sono d’accordo a proseguire. Sicuramente gli strumenti e il sistema creato adesso è sovrabbondante e si può snellire perché mantenere in piedi tutto richiede tempo. Io trovo utilità anche se non sono riuscito a venire negli ultimi anni, si può provare ad attraversare questo periodo, magari lasciando indietro qualcosa. Io penso si potrebbe smettere di avere incarichi predefiniti ma lasciare che la persona prenda l’iniziativa e poi magari chieda aiuto e se l’aiuto non arriva non si fa l’ordine. Anche per me la mancanza della sede ha fatto andare in forte discesa il caorage”.

Gabriele Caorage: “Se i consumi e le modalità di consumare sono cambiati anche il gruppo e l’aggregazione sono importanti, vanno di pari passo. Se l’aggregazione va di pari passo al consumo allora tanto vale adattarsi a quelle che sono le necessità e realtà”.

Babs Caorage: “Sono molto combattuta. La sede anche per me, l’idea di incontrarsi, è importante perché così sai che ci si becca ogni tanto. Non vedo linfa nuova da nuove persone che arrivano perché sono abbandonate a se stesse e non trovano il gruppo, la comunicazione. Abbiamo perso anche quelli delle casefranche perché non ci sono stati contatti”.

AliceLibera Caorage: sono combattuta, il fatto che ci siano alternative al consumo è vero relativamente perché il GAS ha due valori aggiunti: la filiera corta ma anche il fatto che non era solo acquisto, io ci vedevo una militanza politica che ora non vedo più. D’altra parte non fare più parte di un gas mi pesa. Non mi è piaciuto cosa è successo negli ultimi mesi, ma anche nella nostra diversità credevo potessimo essere più allineati sulla questione pandemica, non solo sui contenuti ma anche nei modi. Ci sono ancora dei principi? Ultimamente abbiamo fatto solo acquisti”.

Elena Gaspaccio: “Io sono contenta della mail di Paolo. Sulla semplificazione credo abbia senso ragionare per adattare lo strumento al fine. Sul discorso acquisti effettivamente negli anni il gas è diventato uno strumento di acquisto anche un po’ marginale ma non ce la sentiamo proprio di non comprare dal gas anche solo per principio. Per me è più difficile entrare nell’ottica di Andrea di non essere sempre i soliti perché vorrei fare per il gas quello che è utile e mi piace farlo e non perché va fatto. Io ad esempio non vorrei aprire il sabato mattina perché non si concilia coi miei ritmi di vita ma ciò non significa che non sarei contenta di fare cose assieme. A Meldola il gas è uno dei pochi interlocutori cui posso sempre rivolgermi e che partecipa. Rispetto ad altre realtà è un’associazione dinamica. Io sicuramente non sarei per chiudere. Se avete voglia di fare un gruppo di lavoro per capire cosa i può fare, io ci sono”.

Mattia Caorage: “Non ho molto da dire. A livello organizzativo non ho molte proposte ma mi piacerebbe se si rilanciasse qualche attività. L’unica cosa che consiglierei è di chiudere la chat perché è fuorviante”.

SilviaG Caorage: “Tutto bene quel che è stato detto finora, non posso aggiungere molto. Ma se diciamo che il gas finisce poi che possibilità c’è di fare altro? Sappiamo quanto è complicato. Anche se stiamo vegetando da un po’ chiudere sarebbe uno spreco di energie. Noi siamo mosci a Forlì ma, aldilà di dire che chiudere sarebbe un peccato, dobbiamo decidere che cosa ci piacerebbe fare. Che sia fare incontri con la cittadinanza o adottare una pecora…diamoci un po’ di tempo ma diamoci delle scadenze per capire se stiamo vivi, prima di determinare la nostra dipartita”.

ClaudioS Caorage: “Sono arrivavo alla plenaria scarico e lo sono tutt’ora. Tengo la referenza del parmigiano ma come si è visto non gli sto dietro (quindi se qualcuno la volesse…). Io ho notato il presede/postsede (cioè la differenza tra quando c’era e quando non c’era più). Oggi servirebbe per la socialità e quindi accontentiamoci (anche di una location che non sia proprio perfetta). Perché per me era importante, era un momento in cui parlare senza whatsapp. Però ci credo ancora”.

Paobal Caorage: “Faccio fatica anche io a pensarmi senza il gas. Mea culpa perché di energie ne metto poche (ma non è vero per niente, le diciamo noi) però ci sono tante cose che senza il gas non ci sarebbero, anche provare a sostenere il commercio locale, che sarebbe un peccato che vadano perdute. Si faceva il discorso dei prodotti che si trovano nei supermercati: ma al super c’è una marea di plastica, ci sono filiere lunghe ecc. La sede è viva e vivace quando si è molti. Adesso se avessimo una sede sarebbe più complicato perché siamo meno. Quindi dobbiamo anche fare i conti con quello che siamo ora. Resto comunque molto affezionata al gas e alla possibilità di venir fuori in estemporanea (quando partono certi appelli ci si muove)”.

Davide Caorage (neo cassiere del caorage!): “Io sono scarico dal punto di vista dell’azione politica rispetto a dodici anni fa, quando siamo entrati. Però mi sento carico sul fronte degli acquisti fatti con le nostre modalità. Questa è una cosa che non abbandonerei, con l’ideale di vederci più spesso, che magari torna la voglia e la forza di dire ‘facciamo e andiamo’. Sentendovi parlare mi veniva in mente di darci un appuntamento fisso, anche senza una cosa specifica di cui parlare, per mangiare insieme e parlare. Insomma fare aggregazione. [Una plenaria destrutturata, dice Silvia]. Sull’azione politica, sul “cambiamo il mondo” sono scarico ma sull’aggregazione ci sono”.

Elena: “Facciamo qualcosa assieme tipo la conserva”. E Daniela: “Ma è proprio lì che vengono le idee più succose”.

Gloria Caorage: “Secondo la mia esperienza, per sentirsi più coinvolti bisogna smazzarsi. Mi sento più parte del gruppo quando vado da Paola a sporzionare. E’ vero che abbiamo poco tempo e è complicato ma poi è così che ti senti di essere parte di qualcosa. Lamentiamoci di meno ma vediamoci di più”.

Maurizio Caorage: “Prima di entrare nel gas avevo visto una puntata di Report in cui intervistavano Esselunga che vendeva Altromercato per l’1% del loro target. Noi siamo più di quell’1%. Io penso che noi un po’ il mondo lo abbiamo cambiato. E’ vero che l’unico vero modo che ci unisce, il nostro modo di fare politica è il nostro modo di fare la spesa. Economicamente il mio comprare nel gas è meno ma i tipi di acquisto e certi fornitori sono per me quelli anche non tramite il gas. Io investirei di più nelle cose a kilometri zero, perché ci sono realtà vicino che meritano di essere sostenute”.

Daniela Caorage: “Prima di venire qui non ne avevamo voglia però io lo sapevo che poi stando qui ti ritrovi ed è bello. Io avevo tante aspettative ma questa è la vita e sicuramente questa associazione è un esercizio di tolleranza e questo è importante. Certo vanno sfrondate le mailing list. Io sono anche dell’idea di rifare un’unica associazione anche per vedersi un po’ più tutti. Io sfronderei qualcosa, facciamoci il taglio nuovo e poi ripartiamo. Troveremo sicuramente altre cose, sicuramente lamentarci non ci porta niente. Magari andiamo a vedere a Cesena come fanno a essere grossi. L’economia oggi si può e si deve aiutare. Si possono fare scelte mirate in questo senso”.

Pietro Caorage: mi è piaciuta l’idea di aprire magari un ordine in modo informale, senza imbalsamare”. “Sì però lo puoi fare se ti coordini con il referente di un prodotto simile” replica Mattia.

Claudia: “Ufficialmente non faccio più parte del gas (gaspaccio) perché la tessera ce l’ha solo Paolo ma il mio ruolo è sempre stato quello della cacaspilli quindi parlo. Non mi sento più portata per le parole e gli ideali ma per i fatti. Un punto è vedersi una volta al mese con chi c’è c’è. E’ bello avere la sede ma era ancora più bello prima che ci fosse, quando ci si vedeva e si smistava. Io sarei per tornare a una modalità vis a vis, perché gli acquisti li possiamo fare dove vogliamo ma torniamo a fare dello ‘smistamento ordini’ un momento di aggregazione. Gli ordini che hanno senso sono quelli di lunga scadenza, di qualcosa come arance e parmigiano. Per altre cose, ha senso andare direttamente dal produttore locale perché questa gente qui ha bisogno di lavorare mentre realtà come Tea Natura campa bene anche senza di noi. Qui a Meldola c’è un negozio di una famiglia locale che vende detersivi bio sfusi e allora preferisco comprarli da lui. Piuttosto che da Girolomoni, che è un impero, compro la pasta da Bioforesta che costa un po’ di più ma è locale”.

RobertaC Caorage: “Io sto passando un periodo particolare della vita, stanno cambiando tante cose e sono meno attiva. Quest’anno rimango così compio i miei dieci anni ma… Però mi dispiacerebbe lasciare perché è una realtà cui sono affezionata. Spero che ricominciare a vedersi possa servire per recuperare energie e forze. Chiudere adesso mi sembrerebbe un controsenso, perché bisogna aiutare ora il cambiamento. E fare la spesa in modo diverso aiuta il cambiamento. Vedersi qui ha senso e magari anche farci arrivare degli ordini e sporzionarli insieme”.

MonicaP Caorage: “Siccome a me non arrivano più mail io sono arrivata qua completamente all’oscuro dell’idea di chiudere. Quindi son rimasta sorpresa, poi ho visto le vostre belle facce e mi son chiesta: ‘ma perché?’. Ma anche solo per gli ordini: far qualcosa di buono anche solo per una persona per me è cambiare il mondo, quindi accettiamo quello che siamo e ripartiamo da qui. Inoltre ho sentito stridermi dentro, in svariate occasioni, i toni in cui si esprimono le proprie posizioni, visto che non ci sono opinioni giuste e sbagliate ma ho trovato i toni un po’ aggressivi e poco accoglienti.

Finito il giro, carichi di una strana energia ci lanciamo in proproste a nastro ne ho colte quanto più ho potuto ma ci si parlava un po’ addosso. Non solo ma ho inavvertitamente cancellato un pezzo di file con un apio di varie…le riassumo sotto per qauel che ricordo. Abbiate pazienza e integrate nei commenti.

Romeo: “deve vivere il blog se vogliamo aprirci all’esterno”.

SilviaG: “whatsapp non è il canale giusto. Non parliamo di cose che non siano specificamente del gas sulle chat, di persona possiamo anche scornarci”.

Mattia: “Se qualcuno sapesse fare autoproduzioni ci si può organnizzare per farlo insieme e per condividere i sapori. Condividiamo Saperi e Sapori.

MonicaP: “Faccio parte da un po’ di un’associazione che si chiama Soffi di Terra che condivide diversi obiettivi e principi con gli Ingasati, quindi mi piacerebbe ci potesse essere una collaborazione, una conoscenza di quello che facciamo. Stiamo cercando della terra per delle coltivazioni dei ‘non dimenticati’ (e qui CARRAMBA CHE SORPRESA salta fuori che Maurizio ha della terra et voilà, il gioco è fatto)”.

Daniela: “Il pagliaio vende anche pollame e maialini”.

Romeo e Claudio: “Si può provare a fare un ordine di parmigiano con la forma intera magari da un altro fornitore, tipo Rosola. Ha formaggio bBio, di montagna, di vacca bianca e rossa”.

E le nocciole?? mi chiede qualcuno…ok arrivano anche quelle, perché Daniela si offre di aiutarmi.

E la carta igienica?? fa eco qualcun altro. Ma è senza referenza e allora ecco che se ne fa carico Romeo.

Cominciamo ad essere stanchi (e a straparlare??!!) e quindi decidiamo che sì…

ci vedremo una volta al mese, il TERZO VENERDì DEL MESE.

QUINDI APPUNTAMENTO A TUTT PER IL 19 NOVEMBRE!!!

7 risposte su “RESOCONTO PLENARIA 15 OTTOBRE 2021 A brand new life for Ingasati”

Nel rileggere mi sono emozionato …. non mi è scesa la lacrima ma mi sono emozionato 🙂
che bello percorrere questa terra insieme a voi!
E ora avanti …sento Elena e se non lo fa lei ci penso io alla carta igenica!

Saluti radiosi

Ciao a tutti .. come sapete ho avuto tanti problemi di salute e non sono riuscita a fare ordine di carta igienica e non posso proseguire ad assumermi l’impegno. Romeo se vuoi ti mando i file che usavo per l’ordine, Ciao

Io invece rileggendo mi accorgo di essere stato un pò troppo sintetico e scurrile, scusate, ma avevo la mente occupata da altri pensieri personali.
Comunque quello che volevo dire è che, secondo me, in questo periodo storico purtroppo comanda il DIO denaro e di conseguenza chi lo controlla e lo accumula smisuratamente detiene il potere addirittura andando oltre gli Stati Nazionali (multinazionali e monopoli di vario tipo). Se come dicono l’1% della popolazione mondiale detiene oltre la metà della ricchezza della terra per me è un problema, soprattutto quando questi buontemponi si preoccupano solo di farsi dei giretti nello spazio e/o di depositare i quattrini (più o meno legalmente) nei paradisi fiscali o nazioni a bassa tassazione, evitando di redistribuire un poco dei loro benessere. Se noi il 99% dei terrestri rivolgessimo lo sguardo, le incazzature (e magari qualche carezza…) verso di loro potremmo cambiare tutto, ma a parte pochi, gli altri sono occupati sempre in qualcos’altro… I GAS servono come delle gocce d’acqua che piano piano potrebbero far franare questi potentati. Certo l’importante non è solo il fattore economico, ma anche la solidarietà umana e ambientale. Però se siamo solo sempre 4 gatti (parlo di Meldola naturalmente…). Concordo con Daniela quando dice di contattare quelli di Cesena per capire come fanno loro ad essere così bravi e concordo con Claudia quando afferma che certe ditte non hanno più bisogno di noi. Proporrei di sfoltire un pò i prodotti ordinabili, soprattutto i doppioni (es. olio) visto che le forze operative non sono troppe. Sono per una mailing list unica dedicata solo a questioni ingasate, più il BLOG, mentre W.A. a me piace perchè posso leggere e soprattutto scrivere anche delle minc… senza esagerare troppo naturalmente. Inoltre per certe comunicazioni è un mezzo veloce, rapido e “garantito” ormai tutti, o quasi, abbiamo protesizzato il cellulare. Vedersi e parlare è piacevole e costruttivo e, ribadisco che sono per andare avanti, anche perchè non si molla la lotta durante una guerra (pandemia, ecc.), magari dopo… Saluti

tanto tanto ammmore … che gioia esserci di nuovo. sento energia di rinascita. in ogni cosa. crediamoci forte forte che fa solo bene! vi abbraccio e non vedo l’ora di rivederci tutti, già il progetto di piantumazione che è emerso grazie a Romeo è una figata pazzesca! sono tanto tanto contenta che rimani Alice, proprio per la cazzimma che hai…e che ci serve. sono contenta che rimaniamo tutti. e ora scusate, chiudo qui se no scrivo troppe cose poco politicamente corrette e mi oscurano 😀

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