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Senza categoria bidelli informatici | 24 Feb 2010 04:03 pm

ALLARME AMBIENTE: GASOLIO E PETROLIO NEL LAMBRO

Amici InGasati,

molti di voi immagino avranno già sentito ieri e oggi del vero e proprio disastro naturale di dimensioni inquantificabili che ha colpito il fiume Lambro. Un’IMMONDA CHIAZZA OLEOSA si è riversata nel fiume, in seguito ad atto doloso, pari a 10 milioni di litri di petrolio.

L’IMMONDA CHIAZZA PROSEGUE IL SUO CAMMINO VERSO IL DELTA DEL PO E DA Lì ….. NELL’ADRIATICO?

Sul web si trovano solo notizie generiche, per non parlare del sito dell’ansa che, ora mentre scrivo, riporta l’emergenza come RIENTRATA, dicendo che sono riusciti ad arginare l’IMMONDA CHIAZZA OLEOSA mentre è invece chiaro che purtroppo i tentativi finora sono stati vani.

Qui potete leggere un articolo di cronaca abbastanza esaustivo e cisono putroppo anche numerose immagini.

Questa catastrofe al di là di tutto interessa la nostra regione da molto molto vicino e mi sono dunque permessa di scrivere un articolo.

Potete inoltre ascoltare il podcast di caterpillar di ieri 23/02/2010 dove si sdrammatizza con ironia pungente sulla tragedia ambientale.

Come InGasati credo che dovremmo quantomeno tenere alta l’attenzione sul DISASTRO.

Se avete informazioni aggiornate, o magari idee e suggerimenti su come dare una mano (io sono totalmente ignorante in materia): SCRIVETE, SCRIVETE, SCRIVETE!!!!!!!!!!!!!!!!


8 commento a “ALLARME AMBIENTE: GASOLIO E PETROLIO NEL LAMBRO”

  1. il 24 Feb 2010 alle 19:46 1.Sarmik Gasrage said …

    E’ ufficiale, il petrolio arrivato nel Po e non ci sar modo di arginarlo, visto che ogni tentativo stato vano nel Lambro figuriamoci nel Po! E’ quindi praticamente certo che le tonnelate e tonnelate di petrolio e gasolio si riverseranno nell’Adriatico con conseguenze che vi lascio solo IMMAGINARE!

  2. il 25 Feb 2010 alle 13:03 2.gessica&alex Meldola said …

    Ciao,
    Grazie Sarmik,
    ieri (24/02/10)mentre tornavo da Milano in auto sentivo Caterpillar, e infatti hanno dato la notizia che la macchia oleosa arrivata nel PO a monte di Piacenza,
    considerata la velocit dell’acqua nel Po previsto che sto liquame nerastro arrivi alla foce e quindi nell’adriatico in 6/7 giorni…
    vabb non so del petrolio gettato nel Lambro quanto ne arriver nell’Adriatico, ma magari nel tragitto si mischier insieme a tutte le altre “porcherie” che ci buttano altri e alla foce non se ne accorger nessuno….
    ovviamente dico per sdrammatizzare una questione che, ha ragione SarMik, invece alquanto seria!!
    Saluti.
    Alex.

  3. il 25 Feb 2010 alle 21:45 3.Sarmik Gasrage said …

    Ciao Alex, fai bene a sdrammatizzare un po’.
    Aggiornamento sull’immonda chiazza oleosa: OLTRE PARMA la protezione civile rassicura e dice che sperano di poter fermare l’ONDA NERA prima di Ferrara e del Delta.
    SPERIAMO BENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. il 26 Feb 2010 alle 13:51 4.PaoloR GasRage said …

    per asfaltare tutto da qualche parte dovranno pure iniziare …insomma…

  5. il 26 Feb 2010 alle 23:05 5.Pietro Meldola said …

    Solita domanda, chi paga per sistemare, chi ha fatto sto casino? Come mai i depositi stanno vicino ai fiumi ?
    Porca vacca se siamo messi male, ma come dice Paolo adesso a Milano invece che con la barca andiamo in skateboard
    Pietro

  6. il 28 Feb 2010 alle 20:47 6.Romeo G. Meldola said …

    Non ho parole, sono stato tre giorni lontano da televisione ed internet e siamo arrivati a tanto?

    Mah, penso proprio che questo non sia pi un paese che fa per me!!!

    E quando succeder con qualche rifiuto radioattivo? Giusto, quello non lascia chiazze … forse meglio accelerare la transizione al nucleare :-((((

    Saluti radiosi (Poco!!!)

  7. il 01 Mar 2010 alle 12:52 7.Sarmik Gasrage said …

    Per fortuna pare che siano davvero riusciti a fermare l’IMMONDA CHIAZZA OLEOSA prima del delta del Po’, ora il rischio per che nessuno parli degli irrimediabili danni subiti dall’ecosistema del lambro dei primi tratti del Po dove l’onda nera purtroppo arrivata, e si appiccicata lungo il letto del fiume. Il rischio che ora, passato il rischio per l’economia ittica e l’acqua potabile dei ferraresi, nessuno si preoccupi dell’innocente fauna e flora che non uscita affatto indenne dall’abominevole atto di questi luridi ecoterroristi.
    Ma ALMENO L’ADRIATICO SALVO

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