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Ordini Romeo G. Meldola | 30 Giu 2008 09:57 pm

Associazione si o associazione no?

E’ un pò che alcuni ci ragionano sopra, è giunto il momento per gli inGASati di costituirsi in Associazione Culturale oppure è meglio attendere?

Scopo di questa discussione è cercare di valutare i pro ed i contro di queste due possibili scelte (si o no all’Associazione); per completezza è bene anche valutarne i costi e gli adempimenti che risulterebbero necessari nonché l’impegno da profondere per far poi funzionare l’Associazione.

Serve poi anche cercare di trovare qualcuno che possa raccogliere gli stimoli che ognuno darà in seguito nei commenti per cercare di referenziarne in plenaria per una decisione di Gruppo quale siamo.

Intanto potresti inziare proprio tu a dire la tua nel seguito commentando, se poi addirittira ti proporrai come “tirafila” dell’argomento (per arrivare a concretizzare qualcosa in tempi ragionevoli) avrai la riconoscenza nei secoli dei secoli :-)))

In caso non ci siano altri proverò a tirare le fila io, tra un sacchetto di sale e l’altro, per vedere se riusciamo a parlarne in riunione venerdì, perlomeno affrontare la discussione …. che sarà lunga prevedo 🙂

Saluti radiosi

6 commento a “Associazione si o associazione no?”

  1. il 01 Lug 2008 alle 00:37 1.Paolo R said …

    associazione s s s

  2. il 02 Lug 2008 alle 08:20 2.Alex said …

    un tema sicuramente interessante.
    Costituirsi Associazione ci farebbe davvero fare il salto di categoria, ma io ripongo l’attenzione sul fatto che sarebbe un impegno non da poco.
    Fare uno statuto, farlo rispettare, tenere d’occhio anche l’aspetto economico-finanziario… insomma un bel po’ di aspetti da non sottovalutare. D’altra parte per se decidiamo di partecipare a progetti come quello che ci vedr coinvolti a partire dal prossimo autunno (Educazione e Formazione nelle scuole insieme a LVIA, Mani Tese ed Equamente) forse il caso di intraprendere la strada Associativa.
    Per chiudere dico che la cosa va ben ponderata, e io non ho le competenze per poter dire se ci conviene oppure no.
    Questo era il mio contributo… non vorrei essere infilato nel mini-gruppo che dovr impegnarsi su questo argomento…. quindi Romeo non cercare di infilarmici a tradimento!!!
    Saluti.
    Alex.

  3. il 02 Lug 2008 alle 09:24 3.Pietro said …

    eh eh caro Alex mi sa che sei fottuto…

    1) quali sono i vantaggi di diventare associazione ?
    2) perch diventare associazione ?
    3) chi si prende la responsabilit di diventare presidente, tesoriere ecc.
    4) diventare associazione pu essere anche un limite all’espansione ingasata
    5) in che ruolo mettiamo le gemme ingasate tipo meldola, gas del colle, gas di frampula si spera ecc.
    6) partecipare a progetti tipo con l’Lvia pu essere fatto personalmente da un ingasato, non per forza da una associazione ingasata, si ingasati dentro.
    7) non essere associazione spiazza chi vuole mettere dei recinti e dei paletti ovunque
    8) forza ingasati, provate a convincermi che diventare associazione una buona idea
    abbracci
    Pietro

  4. il 02 Lug 2008 alle 10:18 4.Luca Laghi said …

    Poich non potr partecipare alla riunione, dico la mia qui.
    –> Cosa comporta essere associazione:
    1) L’essere associazione utile se permette di raggiungere degli obiettivi utili altrimenti irraggiungibili. E’ uno strumento, come una cazzuola per un muratore. A me non vengono in mente obiettivi utili che non possano essere raggiunti senza associazione.
    2) Come tutti gli strumenti richiede manutenzione, cio uno statuto, verbali, tesorieri etc. Per tutte queste attivit so di non essere tagliato.
    –> Cosa comporta non essere associazione:
    Gli inGASati allo stato attuale sono formalmente indefinibili, perch non sono gruppo, associazione, comunit. Sono solo degli amici. Nemmeno l’identit di queste persone chiara, perch la gente va e viene in base alle proprie necessit.
    1) La mancanza di una identit non impedisce alle nostre azioni di essere compiute. E sono queste, in realt, l’unica cosa che conta. Un esempio del cavolo: se non si sapesse chi ha scolpito il David, questo sarebbe pi brutto?
    2) La mancanza di identit fa si che lo scambio di ruoli nel gruppo sia molto elastico e ognuno sia portato a dare ci che ha in libert. Due esempi: ora che Romeo avr un bimbo e dovr ridurre le proprie attivit, non dovr dare le dimissioni da niente. Silia con noi da poco, per gi bella tonica a smistare ordini.
    Insomma: questo gruppo di anarchici al contrario, che innaffia l’erba del vicino assieme alla propria, fino ad ora mi sembra regga. Se poi indefinibile … questo non un problema nostro, ma del dizionario.

  5. il 02 Lug 2008 alle 18:54 5.antonella r. said …

    ciao a tutti,la mia posizione : credo che gli svantaggi supererebbero i vantaggi:

    1) non vedo come sia possibile OBBLIGARE qualcuno per statuto a fare o non fare qualcosa per il gruppo, e credo sia questa la questione fondamentale, cio come dice Alex: innaffiare l’erba del vicino insieme alla propria.
    La tutela economica dei referenti direi molto semplicemente garantibile dalla formula “PREPAGATO”.. chi vuole qualcosa caccia i soldi prima.. e gli episodi avvenuti anche recentemente non potranno pi accadere.
    Partecipare ad eventi “politico-educativi” si pu benissimo anche singolarmente.

  6. il 02 Lug 2008 alle 19:56 6.Paolo R said …

    comunque mi pare si stia discutendo dell’ultimo dei nostri problemi…. io credo che ci siano aspetti organizzativi molto pi urgenti da mettere nero su bianco

  7. il 02 Lug 2008 alle 22:06 7.Romeo Giunchi said …

    Vero che non sar il problema dei problemi ma da qualche parte ci si deve pur fare…

    DIversi di voi sanno cosa ne penso dell’Associazione, io sono iscritto a svariate associazioni ma il fatto di fare la tessera per me il massimo che d a loro; molte volte quella tessera semplicemente ritenuto come un obolo e finita li invece noi siamo “oltre” queste cose.
    Non potremo partecipare a dei progetti magari godendo dei finanziamenti? … amen, faremo come abbiamo fatto fino ad ora … senza 🙂

    La forza in ognuno di noi, nel fatto che ci divertiamo ad acquistare ci che ci serve insieme ottenendo anche riconoscenza dal fornitore e sapendo bene da dove arrivano i nostri prodotti oltrech divertendoci insieme anche a consegnarceli a domicilio annullando in parecchi casi i rifiuti (e scussate se poco! 🙂

    Io sono dell’idea che sia meglio, come dice Paolo, pensare a cose pi importanti e accantonare il discorso Associazione per concentrarci su un regolamento che, magari, veda chi non attivo da oltre due mesi ripartire da novizio dovendo partecipare ad una riunione e magari studiando come si pu aiutare i referenti nella raccolta dei soldi.

    Io non mi sono mai divertito e non ho mai partecipato tanto ad un gruppo come da quando ho conosciuto gli inGASati, penso che i 168 + le marche da bollo per costituire l’Associazione potrebbero avere utilizzi molto pi validi ad esempio in un’adozione a distanza oppure in qualche altra cosa che possa direttamente servire al gruppo!!!

    Ma avanti pure a ruota libera, ognuno si esprima!!!

    Saluti radiosi

  8. il 02 Lug 2008 alle 23:12 8.ariella said …

    Mi sento parte di un gruppo, di questo gruppo perch sento libero da ogni forma di burocrazia, perch condivido l’approccio che ha nei confronti della vita, del mondo, delle relazioni con gli altri. l’associazione troppo schematica. il regolamento cosa diversa, perch aiuterebbe l’organizzazione del gruppo che sta diventando grande.

    Posso capire meglio il significato di “gasista attivo”?

  9. il 03 Lug 2008 alle 08:18 9.Luca Laghi said …

    A proposito della suddivisione in gruppi, noto che ci sono alcuni aspetti per i quali il gruppo cos com’ ancora troppo piccolo ed altri per cui gi troppo grande.
    Esempi di “troppo piccolo”: alla bottega della canapa abbiamo acquistato 11 maglie in tutto. Gli inGASati molto attivi sono una decina, direi, e scindere 10 persone difficile.
    Esempio di “troppo grande”: Max e Antonella hanno smistato tonnellate di arance per volta.
    Forse potremmo valutare di dividere gli acquisti solo al bisogno … per esempio dividere l’ordine delle arance in un numero opportuno di gruppi corrispondenti a pezzi di citt.

  10. il 03 Lug 2008 alle 14:30 10.max e jenny said …

    Scusate ma non riesco a non dare addosso al mio amico radioso avendo anche due posizioni opposte sulla questione.

    Delle due l’una!

    Dici prima “Non potremo partecipare a dei progetti magari godendo dei finanziamenti? amen, faremo come abbiamo fatto fino ad ora senza :-)”

    Poi poco dopo, nello stesso commento dici”…penso che i 168 + le marche da bollo per costituire lAssociazione potrebbero avere utilizzi molto pi validi ad esempio in unadozione a distanza oppure in qualche altra cosa che possa direttamente servire al gruppo!!!”

    Con questi proclami rischi la presidenza del consiglio!
    Io voglio essere il tuo gianni letta
    max

  11. il 03 Lug 2008 alle 20:25 11.Paolo R said …

    E comunque vero che certe decisioni pi facile prenderle quando il gruppo ristretto piuttosto allargato a centinaia di persone quando il numero elevato imporr un certo rigore che ora nemmeno ci sognamo

    la morale : meglio pervenire che curare

  12. il 04 Lug 2008 alle 13:04 12.monica benini said …

    condivido il pensiero di Luca.
    Anche il Gasgas per ora continua in forma libera e aperta. Pur maneggiando beni e danaro, finora ho sempre sperimentato fiducia, disponibilit, belle persone. Gli statuti ed i ruoli formali, i bilanci e quant’altro mi danno personalmente un p di allergia.

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