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Progetto Rwanda, un anno dopo!!

Come ogni anno provo a raccontarvi quali strade hanno permesso di percorrere le fatiche, le levataccie, le giornate al freddo e quelle di gioco che noi dell’associazione Progetto Rwanda abbiamo con gioia vissuto in questo ultimo anno.

Anzitutto, vorrei presentarvi la meravigliosa novità arrivata come un angelo nelle nostre vite l’agosto scorso, Felicia..

Progetto Rwanda, un anno dopo!! 1

 

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Incontri Riflessioni

Parliamo di Energia

Parliamo di Energia 2Due righe per fare una riflessione insieme di come la cosa ci può interessare.

Avevo proposto come argomento di una prossima plenaria appunto di affrontare il tema energia, mi piacerebbe convocare i partecipanti di una riunione di Faenza, un po’ per capirci qualcosa di Retenergie e di Co-Energia, che entrambi si appoggiano a Trenta.
I relatori a Faenza sono stati Daniela Patrucco (comitato la spezia via dal carbone, socia di Retenergie, si batte da anni contro la locale centrale a carbone ENEL di La Spezia) e Walter Ghiselli (portavoce del Gas Energia).
Questi richiedono un rimborso spese per il viaggio.
Che dite … li invitiamo? C’è interesse da parte dei GASisti?
magari dopo che qualcuno ci aggiorna sull’incontro del 1° Dicembre a Bologna di cui qua trovate l’invito alla convocazione che abbiamo ricevuto, leggete ben bene tutto!
Chi va a nome degli inGASati?
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Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti dal 17 al 25 Novembre 2012

Si avvicina la SERR, noi del GAS ci proviamo tutto l’anno a ridurre i rifiuti.. ma in città ci sono iniziative interessanti:
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Riflessioni

Sull’associazionismo ingasato…

Riportiamo qui l’intervento di Luigi girato nelle mailing-list riguardo la nascita delle nuove associazioni.
Di seguito anche i commenti.

Ciao a tutti, mi è stato chiesto di fare girare sul blog il mio intervento nell’assemblea di sabato del Gasrage. Certo che scrivere è tutt’altra cosa, per cui non è venuto proprio lo stesso, se è troppo noioso vi autorizzo a lanciare pomodori (bio).

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Riflessioni

Nato inGASato

Ecco una nuova sezione che mi piacerebbe tenere fissa, per dare qualche spunto di riflessione a chi è in attesa, ha bimbi, o è vicino a chi ne ha. E nell’inaugurare questa sezione.. scaricatevi il triangolino per la macchina qui sotto:

nato ingasato

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Allattamento … al seno?

Inserisco sul blog questa bella discussione che ha preso il via nell mailing list disinfo e che crediamo possa invece essere interessante per tanti.

E.B. suggerisce:

Ciao,
se può servire, io pensavo che il seno dovesse riempirsi di latte perchè ce ne fosse…
Invece il seno si riempie con la suzione, perché così si stimola il latte.
Quindi puoi avere i seni “sgonfi” di latte e puoi attaccare il bimbo ogni volta lo desidera, la suzione richiamerà il latte fresco fresco lì sul momento.
Infatti il fatto che il latte aumenti con la crescita del bimbo non è dato altro dal fatto che crescendo il suo fabbisogno ciuccia di più e il seno produce di più.
Quindi non perdete la speranza, e non smettete di attaccare il piccolo se non volete perde il latte…
saluti

M.M. rincara la dose:

Scusate se intervengo in qualita di signora di mezza età ancora piacente con esperienza .. di allattamento ..
confermo la suzione stimola la produzione di latte e predispone la quantita’ per la poppata sucessiva,quindi non solo c’è la produzione istantanea ma la “tetta” sa che se ha dovuto produrre 30 ml ..nella poppata successiva li fara’ gia trovare pronti e naturalmente sara’ a disposizione per eventuale aggiunta.
Vi porto il mio esempio:
1 figlio ..avevo 25 anni seno con fori piccoli… tanto latte ma che non usciva.. il piccino si stancava i muscoli delle guance a succhiare e smetteva presto ma poi aveva presto fame.
I dottori proponevano biberon integrativo
La mia nonna invece mi disse di attaccarlo sempre perche ” cun cla teta dura un scapa e lat, e che burdel l’è szinin e e fa fadiga… quand che e sara’ pio’ grand allora ut sgombra gnaquel..”
Allora io l’ho attaccato sempre ..sempre a sua domanda …avevo dei seni pienissimi di latte e lui mangiava pochissimo
è stato difficile ma dopo 1 mesetto o poco piu il piccino è diventato un ercolino e tirava 1/2 etti a botta da un seno solo ( e 3 etti me li tiravo io da portare all’ospedale per i prematuri)
2 figlio .. avevo 40 anni il seno con fori grandi …ma poco latte… il piccino col mughetto in bocca..
non ho avuto la forza di resistere a quelli che mi dicevano che ero vecchia , che il bambino dimagriva troppo , …. ho ceduto troppo presto ..ed ho cominciato con integrare il latte artificiale.
in due settimane il mio latte è sparito definitivamente anche perche’ tirare nel bibe è piu facile.

Fate vobis
ciao a tutti

ADESSO TOCCA A VOI 🙂

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Gemma Lea Venezia, nata a Meldola il 01/04/2010

Gemma Lea Venezia, nata a Meldola il 01/04/2010 3Dal titolo avrete capito che si tratta di un lieto evento, una nuova meldolese ingasata 🙂
Forse penserete ad un errore di trascrizione nel titolo ed invece Gemma Lea è nata proprio a Meldola, in casa sua dove ha fatto i suoi primi vagiti salutando gli ambienti che era abituata a “sentire” e percepire dalla pancia di mamma Laura, Lauaua per gli amici.

I miei auguri al papà Pietro li ho fatti e presto andrò a farli anche alla mamma ed a Gemma Lea se proprio non verranno prima loro al GASpaccio a salutare uno di questi sabati, ma a questo punto è doveroso soffermarsi un po’ su questa scelta forse un po’ “controcorrente” per un atto tanto naturale quale appunto la nascita ma che tanto è stato “medicalizzato”.

Anche io, a suo tempo, mi informai ma poi non se ne fece nulla soprattutto per rispetto delle volontà della mamma, l’attore principale assieme al bimbo, della “Nascita”.

Sta di fatto che i nostri Pietro e Laura hanno resistito ed alla fine con caparbietà assoluta hanno portato a termine questa fantastica avventura.

Esiste un servizio domiciliare di ostetriche Rita e Linda www.lenovelune.sm che sono a disposizione per chi fa questa scelta e che prima vengono a conoscere la famiglia e gli ambienti e che poi, a chiamata, arrivano tutte belle attrezzate (come se ci volesse chissà cosa…) al momento delle prime doglie. Questo servizio sinceramente non capisco perché sia solo parzialmente rimborsato dal SSN ( circa 1.000€ ) mentre in parte resta a carico della famiglia che attua questa scelta visto che chi decide per questo tipo di nascita poi non “impegna” i nostri ospedali che, sicuramente, hanno un loro costo non propriamente irrisorio e, visto che almeno due giorni la mamma ed il bambino stanno in Ospedale, sicuramente più alto della cifra che resta a carico della famiglia che sceglie il parto domiciliare.

La coraggiosissima Laura e Gemma stanno bene, i loro famigliari tutti gli stanno vicini, il pediatra già ha fatto la visita alla piccola Gemma così come le ostetriche hanno rivisto la mamma dopo al parto, il papà ha registrato la piccola all’anagrafe Meldolese che da 12 anni non scriveva più nei computer “Meldola” quale luogo di nascita (sembra che sia stato un imprevisto nel 1998… non una cosa voluta) mentre le nascite massive (nel reparto maternità dell’allora Ospedale Civile) risalgono a ben 35 anni fa (e qui forse qualche lettore si annovera fra i “nati a Meldola”).

Un aneddoto, io e mia moglie chiedemmo di poter donare il sangue placentare (utilizzato per cure e sperimentazioni visto l’alto tenore di cellule staminali) ma non ci preoccupammo di come la placenta stessa (probabilmente la cosa più meravigliosa con cui Madre Natura permette il ciclo della vita) venisse “smaltita”; mamma Laura e papà Pietro l’hanno piantata assieme ad una pianta, probabilmente vivrà una seconda vita collegando indissolubilmente la pianta a Gemma Lea bimba/ragazza/donna/mamma/nonna e lasciandone una traccia alla sua dipartita.
Visto che il parto a casa non è fuorilegge ma e’ regolato dalla legge reg. n. 28 del Luglio 1998 sul percorso nascita, R.ER. parto extra ospedaliero ci piacerebbe che le famiglie venissero informate anche su questo servizio.

Auguri Gemma Lea, auguri ad una nuova ingasata ora anche meldolese.net!

Saluti radiosi