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Riflessioni Cri Gasrage | 08 Mar 2013 03:51 pm

CONVENZIONI TESSERA INGASATI

Ciao!!! all’ultima riunione del sottogruppo GASRAGE si parlava di “sfruttare” la nostra bellissima tesserina associativa per eventuali convenzioni/sconti con alcuni negozi/fornitori/altre associazioni che non necessitavano di una vera e propria referenza.
Naturalmente i requisiti dovevano essere l’interesse comune e la vicinanza alla nostra filosofia gasista (cioè, per intenderci, non è che andiamo a chiedere sconti da Mcdonalds 🙂 o all’IKEA )
Si era parlato, per fare esempi, dell’Apebianca, di Naturasì, della Mandragola a Meldola, della Gelateria Bio, Bottega del Mondo, della Ines di Bertinoro, Borgo Etico a Cesena ….. insomma chiedere a qualcuno di loro se erano disponibili a farci uno sconto, in nome dell’associazione 🙂 e magari a fronte di pubblicità sul nostro sito …..
Altra ideuzza: visto che tra noi ci sono diversi professionisti, se qualcuno di loro fosse disponibile/favorevole/interessato, a fare convenzioni con gli ingasati
Oppure: scambio di servizi/favori, tipo banca del tempo …. era venuta fuori ancora tempo fà, una cosa del genere (mi sembra dalla Lombardi), però occorrerebbe una lista delle nostre professioni.
Tutto ciò però presuppone che tutti i sottogruppi siano muniti di tessera!!!
Voi cosa ne pensate?? a che punto siete con il tesseramento ?
Ne parliamo in una plenaria tutti insieme?
Intanto questo articoletto potrebbe essere utile per raccogliere un pò le idee se siete d’accordo…..

13 commento a “CONVENZIONI TESSERA INGASATI”

  1. il 08 Mar 2013 alle 15:57 1.Cri Gasrage said …

    Io ho provato a mandare un messaggio a Borgo Etico che ha accettato entusiasticamente di farci uno sconto sia sui prodotti che sui corsi che tengono da loro.
    Girerò poi la mail privatamente, perchè forse non è il caso di scrivere sul blog (che possono vedere tutti) che tipo di sconto ci applicano

  2. il 08 Mar 2013 alle 17:11 2.daviglo Ca'Ossi said …

    Mah,
    io se devo dirla tutti ho un po’ di dubbi sulla questione della tesserina. Ancora di più su quella di aprire il nostro blog alla pubblicità esplicita (cioè in realtà tramite i nostri post di apertura ordine ecc. già citiamo esplicitamente i nostri amici fornitori, ma se cominciamo a fare banner e riquadri pubblicitari, non so… mi pare che si scantoni un po’ a livello di principi e anche di immagine rispetto al senso del nostro GAS, ecco).

    Per quanto riguarda la tessera tramite la quale accedere a sconti ecc. i dubbi permangono. Insomma, abbiamo già i portafogli pieni di tesserine per sconti, raccolte punti e cavolate varie. Io vedo e vivo il GAS come una cosa diversa da tutto questo (sì, lo so, che il GAS ha lo scopo di fare commercio in modo più sano, ma, ecco, a me piace non pensare il GAS come una struttura prettamente commerciale). Non so spiegare bene (forse qualcuno coi miei stessi dubbi ci riesce meglio di me, non so…)

    Banca del tempo: invece su questa sono favorevolissimo. Penso proprio che dovremmo farle (anche se non so con quale tempo e con quali energie). Però anche qui, forse la banca del tempo ha più senso se uno mette a disposizione degli altri non le competenze che ha già per lavoro, ma magari altre competenze che ha e/o che vorrebbe sviluppare e che non ha modo di esprimere. In questo modo la banca del tempo diventa uno strumento che arricchisce chi presta la propria opera al di là del fatto che in cambio riceverà altre opere, ecco…

    Un abbraccio

    Davide

  3. il 08 Mar 2013 alle 19:00 3.andrealice Gasrage said …

    credo che nessuno al gasrage abbia pensato a pubblicità sottoforma di banner ma solo di una paginetta con l’elenco dei nostri amici anche commerciali che accettano di fare un po’ di sconto ai gasisti. i fondo apebianca borgo etico e gelateria bio (parlo per me) sono posti che comunque frequento, anche eproprio perchè sono in sintonia con una certa filosofia e non con quella prettamente commerciale (ad esempio a me naturasì non piaceva ma poi ognuno ha le proprie opinioni).
    dite la vostra ma per carità sarebbe una cosa “in piccolo” non la raccolta punti alla conad che paghi più i prodotti però poi ti regalano i piatti!!
    🙂

  4. il 08 Mar 2013 alle 20:56 4.Pietro Meldola said …

    Anche io sono sulla linea di Daviglio, la storia delle tessere mi ha un pò avuto.
    Se uno fa la tessera ingasata per avere gli sconti e non partecipa alla vita sociale del gruppo come la sistemiamo ? L’idea vale comunque la pena di un ragionamento.
    Per tutti gli esercizi che eventualmente contatteremo dobbiamo fare una visita “aziendale” tipo come per i nostri fornitori? Mandiamo una scheda da compilare ? Il km zero (molte volte rappresenta la chimica di casa) sta diventando un sinonimo di bio.
    abbracci
    Pietro

  5. il 08 Mar 2013 alle 22:56 5.Romeo G. Meldola said …

    ANche io non sono particolarmente lanciato verso la tessera sconto … se proprio devo sbattermi vedrei bene qualcosa tipo los conto che cammina … lo SCEC … eravamo partiti, Anche la Mandragola li accettava e poi purtroppo si è arenato … ma meriterebbe tornare a parlarne … magari in una plenaria … probabilmente allargheremmo in modo ugualmente sano le convenzioni e soprattutto eprmetteremmo a chi fa lo sconto che non sia qualcosa di fine a se stesso potendo poi usare questo sconto da qualcun altro e generando un sano “circuito” locale e … non solo 🙂

    Saluti radiosi

  6. il 09 Mar 2013 alle 11:57 6.PaoloR Gasrage said …

    Se ci fosse in una vetrina il cartello “azienda certificata dagli ingasti” entrerei con fiducia.
    La possibilità di avere un protocollo ingasato renderebbe facile analizzare meglio i nuovi fornitori e nn basandosi come ora su simpatia e conoscenza.
    Non pare una idea sconvolgente chiedere a qualcuno se ci fa uno sconto (chi proprio non lo tollera potrà semore pagare il prezzo pieno) visto che la tessera c’è già.
    Questo cii permetterebbe di creare un gruppo qualità che puà darsi da fare in queste analisi lo scopo non è avere uno sconto a naturasì o l’apebianca anzi spero proprio che non siamno quelli i nostri obbiettivi ma avvicinare al metodo gas aziendine che sì conoscono i gas ma non hanno la forza e/o la possibilità di organizzarsi come vorremmo noi, avere un pool di produttori con cui ci sia fiducia reciproca (carlo mi pare abbia qualcosa in mente).
    Mi pare di capire che solo il gasrage ha il problema di trovare cose da fare ai tanti volenterosi che si affacciano in sede hehe
    P

  7. il 09 Mar 2013 alle 12:43 7.ClaudiaMatteo Ca'Ossi said …

    ricordo appena entrata nel gas una plenaria in cui si parlava di tessera sconto per Mengozzi, e che era stata rifiutata proprio perchè poi c’era il rischio che si andasse lì senza passare dal GAS o qualcosa del genere. Secondo me merita più di una riflessione ed è interessante l’idea di Paolo, del “controllo qualità” ma non è alla base di Ape Bianca e Borgo Etico? allora tanto vale andare a fare la spesa direttamente da loro senza passare dal GAS. ma se avete così tanti gasragisti cui dare qualcosa da fare.. com’è che quando si chiede chi vuol seguire questo si fa fatica a trovare volontari? Noi comunque a ca’ossi manco la tessera di carta abbiamo … E comunque è giusto accennarlo qui sul blog, ma lo è ancor di più parlarne direttamente di persona in plenaria, vediamo quando riusciamo.. sta plenaria la vogliono tutti!! poi se ci sono solo 20 persone ne riparliamo eh? (intendo della socialità)

  8. il 09 Mar 2013 alle 21:27 8.Pietro Meldola said …

    Oltre a Daviglio mi accodo a Romeo, lo scec può essere interessante anche per i fornitori, coinvolgerli non sarebbe male, lo sconto sono soldi che non girano, lo scec rappresenta un valore concreto che gira
    abbracci
    Pietro

  9. il 09 Mar 2013 alle 21:29 9.Pietro Meldola said …

    ps: e se i volenterosi si dessero da fare a promuovere lo scec e ad organizzare (con calma !) un incontro con i nostri fornitori ?

  10. il 10 Mar 2013 alle 23:17 10.Saretta (Meldola + Produttore) said …

    Ricordo anche io perfettamente di aver suggerito una tessera di riconoscimento per venire da noi a far la spesa anni anni fa’… anche perchè chi fa’ la tessera deve partecipare alla vita del gas , non è che la fà e poi vuole solo gli sconti?? comunque il mio suggerimento è nato perche’ piu’ volte ho avuto e ho la sensazione che qualcuno venga da noi e dica di essere parte del GAS, ma sinceramente non ne sono affatto sicura…probabilmente perchè magari uno si è iscritto alla newsletter e quindi pensa di aver diritto allo sconto… NOI FACCIAMO IL 10% a tutti quelli che lo dicono ma non abbiamo niente che provi il fatto che effettivamente partecipi attivamente al gas! e vi assicuro che c’e’ tanta gente che dice di far parte del gas che viene a far la spesa da noi! mah….! 😀

  11. il 11 Mar 2013 alle 14:45 11.AndreaM Meldola said …

    I meldolesi che hanno già scritto si sono dimenticati di dire che noi non abbiamo tessere…
    Comunque io sono più per spingere lo SCEC!
    Salut

  12. il 12 Mar 2013 alle 10:15 12.ClaudiaZ Gasrage said …

    Non si pensava ad una pubblicità con banner effetto Las Vegas, l’idea era quella di fare una pagina con una tabella con il nome dell’azienda, il tipo di sconto che fa e il link testuale al loro sito. Ci sembrava un piccolo scambio di favori e un modo per far conoscere realtà anche poco conosciute.

    Al momento entrare a far parte del nostro gas ha un costo di iscrizione non bassissimo, non credo che ci sia la fila di persone che pagherebbero una tessera solo per avere degli sconti. E se anche fosse avremmo solo favorito la scelta di alimenti più sani e rispettosi dell’ambiente, che è uno dei nostri obiettivi. Poi da cosa nasce cosa, non mi pare che anche allo stato attuale tutti vedano il gas allo stesso modo, c’è chi si sbatte e c’è chi fa solo “acquisti”, è normale.

    Oltretutto non mi pare che riusciamo ad avere proprio tutti tutti i prodotti che ci servono (almeno, io no, vedi legumi, frutta secca….), qualche cosa al di fuori del gas spesso la si compra, se il rischio è quello di andare al discount, bhé, mi pare che l’idea delle convenzioni non sia così brutta.

  13. il 12 Mar 2013 alle 22:16 13.LuisaCR Gasrage said …

    Ciao, per me l’idea di una convenzione potrebbe senz’altro rientrare nel novero delle buone pratiche ingasate. E come dice Claudia, in alcuni casi potrebbe sicuramente rappresentare una valida soluzione per l’acquisto di bene più “rari”.

    Luisa

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