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Riflessioni ClaudiaMatteo Ca'Ossi | 27 Nov 2014 10:16 pm

Forlì città civile: educare alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni

Ho ricevuto l’invito a partecipare al corso in oggetto. E’ un corso pensato per insegnanti ed educatori ma aperto anche alle associazioni e non mi sono lasciata sfuggire l’occasione! Proverò a riportare qui di seguito quel che ho appreso, con l’idea di condividere e far conoscere tante belle iniziative. Magari chi viene dal mondo della scuola ha già vissuto esperienze simili, ricche di idee ed entusiasmo, ma potrebbe trovare utile alcuni dei link o dei progetti qui sotto. Tenete d’occhio il sito dell’ambiente di Forlì e la rete Città Civili della Regione Emilia Romagna.

Naturalmente, la capacità di sintesi non rientra tra le mie corde, purtroppo.. 🙂

Il Mause (Multicentro area urbana per la sostenibilità e l’educazione ambientale) è un organo a metà tra il CDA (Centro Documentazione Apprendimenti del Comune di Forlì, il luogo deputato alla formazione degli insegnanti) e l’Ufficio Ambiente del Comune.

Il percorso nasce con la festa regionale delle Città Civili, a partire dal 12 ottobre 2013, in occasione della quale si è creata la Brenda, una specie di agenda riepilogativa di iniziative e percorsi dedicati alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni.

Il Corso, iniziato il 22 Ottobre 2014 è organizzato in 4 incontri:

Il capitale sociale e i beni comuni

La sussidiarietà

La competenza civica

Visita guidata alla Galleria a cielo Aperto di Via Giorgio Regnoli

Il capitale sociale e i beni comuni

Rita Silimbani, responsabile del CDA e Francesca Bachiocchi Responsabile del Servizio Ambiente introducono il corso parlandoci del Mause, nuovo centro di Educazione alla sostenibilità, energia, rifiuti, educazione alla partecipazione attiva dei cittadini e alla cura dei beni comuni. Sembrava logico collegare questo al mondo della scuola, mappare ciò che c’è nel nostro territorio per mettere in rete le associazioni, come lavorare coi giovani nell’ottica di Educare alla partecipazione attiva e alla cura dei beni comuni.

In quest’ottica ci viene presentata Sara Brachini del Centro Antartide di Bologna per spiegarci il laboratorio di Cittadinanza e Costituzione sperimentato in alcune scuole.

Qualche nozione teorica prima di partire:

Educazione civica: educazione alla cittadinanza attiva e alla responsabilità delle scuole, degli studenti.

Il capitale sociale (definizione dalla Sociologia)

E’ una ricchezza data da una comunità

– rapporti di fiducia generalizzata e solidarietà

– norme e valori condivisi

– reti sociali di impegno civico

(Putnam tradotto da Roberto Cartocci ne La tradizione civica nelle regioni italiane”)

Un accenno veloce alla “defunta gentilezza” di Gramellini

Alcuni indicatori sono il PIL vs BES (PIL = Prodotto Interno Lordo, BES = Benessere Eco Sostenibile – comprende PIL + Livello di istruzione + Sicurezza + Salute + Stato delle Risorse Ambientali)

Escludibilità (posso applicare a quel bene qualche limite per il suo uso, ad esempio il cancello, il prezzo)

Rivalità (utilizzo quel bene e meno ce n’è per un altro)

Comportamento Cooperativo

La Costituzione, nell’articolo 118 ultimo comma prevede il principio di Sussidiarietà:

Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”

con quel “favoriscono”, da sudditi a risorse, si dà ai cittadini la possibilità di occuparsi dei beni comuni

A Bologna è in vigore il primo Regolamento dell’Amministrazione Condivisa, quindi c’è un ufficio comunale preposto alla Cittadinanza Attiva.

Il recupero delle reti sociali: la scuola al centro del territorio

Studenti non solo cittadini del domani, ma anche del presente. Imparare Facendo. (es. Pedibus, multidisciplinarità, botanica). Il Forum delle scuole aperte raccoglie buone pratiche da tutta Italia.

Sostenibilità

Tutela dei beni comuni

Smart Cities (Non ci sono città intelligenti senza cittadini intelligenti)

ritorno alle Comunità Cooperative

Rete nazionale “Social street

Dopo queste note teoriche introduttive, entriamo nel vivo, con la spiegazione di alcuni progetti realizzati.

Progetto La città civile (Bologna, a cura di coop. Antartide)

Educazione civica, rispetto per gli altri, regole e legalità, ambiente e beni comuni.

Rilanciare il senso civico, mille sono le occasioni di incontro con la cortesia

Scuola protagonista nell’educazione di tutta la città!

Si parte dal vissuto dei ragazzi: iniziano dalla convivenza in casa e rispetto delle regole e si chiede alla classe di inventare la soluzione di un problema e pensare ad un modo per parlarne alla città. Iniziano a lavorare sui meccanismi persuasivi della comunicazione sociale.

Fotografare la bellezza e il degrado allenando lo sguardo “spesso il bello di vivere l’ho incontrato”

Ad es. le cicche (chewing gum) a terra: sono state contate e cerchiate con gessetti colorati. Al contempo sono stati realizzati volantini in cui si invitava a pensare al gesto così banale e immediato di buttare a terra la cicca (“tanto pago le tasse e quindi ho il diritto di fare ciò che voglio”) e le ripercussioni anche economiche dal momento che si deve chiamare una ditta specializzata a rimuovere le cicche sul marmo della piazza.

Fiori nel giardino della scuola con il permesso del verde del Comune.

La scuola ha adottato il poliambulatorio vicino, ed hanno allestito la sala d’aspetto con un grande planetario.

I bambini, usciti da scuola sono andati a ripulire un condominio acer.

Hanno imparato a confrontarsi con i “grandi” quali le assicurazioni, la sovrintendenza ai beni culturali per i palazzi storici, ccoprendo che c’è un comportamento diverso tra spazio pubblico e privato.

Il primo giorno di primavera dal centro anziani arriva aiuto alle scuole d’infanzia.

Problema neve:

I ragazzi hanno incoraggiato gli adulti a spargere il sale e spalare la neve nel proprio vialetto, con il progetto “Sale in zucca sale in terra” nel quale avevano distribuito piccoli sacchetti di sale.

Tutte queste esperienze favoriscono vivere il territorio conoscendolo. Gruppi di cittadini facevano da Cicerone spiegano i nomi delle vie ai ragazzi.

A novembre hanno istituito la giornata della gentilezza promuovendo

La gentilezza in 10 passi, consigli pratici per seminare una città gentile:

  • Abita parole preziose come “grazie”, “scusa” e “per piacere”. La grammatica della gentilezza inizia da parole semplici e gesti ordinari.

  • Saluta le persone che incontri in ascensore, nei negozi, sul luogo di lavoro o di studio. Il rispetto comincia dal riconoscere l’altro.

  • Sui mezzi pubblici fai sedere chi ha più difficoltà. E se in strada un anziano attraversa insieme a te rallenta e “scortalo” discretamente fino all’altro marciapiede.

  • Rispetta lo spazio pubblico come rispetti il tuo spazio privato. Separa i rifiuti e differenziali nel cassonetto giusto. Mozziconi di sigaretta o il chewing-gum vanno buttati nei cestini.

  • Fai un regalo inatteso: una poesia, una scatola di cioccolatini o una pianta per i tuoi compagni di lavoro. Un mazzo di fiori alla tua compagna non solo l’8 marzo. Al tuo compagno non solo il giorno del suo compleanno.

  • Cammina e pedala, spostati più che puoi senza inquinare, la città tutta ti ringrazierà.

  • Rispetta il tempo degli altri. Sii puntuale agli appuntamenti e, se sei impossibilitato ad andare, avvisa per tempo. Vale anche per le prestazioni sanitarie.

  • Regala tempo a te stesso e alle persone a cui vuoi bene.

  • Non cedere alla prepotenza: rispondi con un sorriso a che si mostra aggressivo, discuti in modo pacato e usa toni bassi.

  • Spegnete il cellulare quando siete con altri, nei luoghi e nelle occasioni pubbliche. Abbassate le suonerie e parlate a bassa voce.

Concorso di poesia sul rispetto della gentilezza, concorso fotografico aperto alla città, con le foto appese negli spazi ospedalieri.

Hanno promosso la Settimana del saluto (in una società sempre di corsa non c’è quasi più nemmeno il tempo per salutarsi!) le autorità simbolicamente accoglievano fuori da scuola gli studenti perchè

il saluto è salutare”

Chi saluta si riconosce in una comunità, tesse il primo filo per una relazione, fa il primo passo verso l’altro, mette il primo mattone per il rispetto tra le persone: da qui l’idea della settimana del saluto, per riflettere su questa abitudine così semplice e preziosa, e, più in generale, sul valore della gentilezza per rendere la vita più leggera.”

Han portato gli autisti degli autobus nelle classi superiori, dalle parole del Sindaco Merola

Gli autobus sono vere e proprie ‘piazze viaggianti’ dove si incontrano e convivono le varie componenti della città. Il trasporto pubblico è un vero e proprio bene comune, quando funziona bene ne traggono vantaggio tutti, anche chi non lo usa. Come tutti i beni comuni, la sua tutela e la sua qualità dipende dall’impegno di tutti: gestori, conducenti, passeggeri e altri utenti della strada 

Il coinvolgimento dei ragazzi nel raccontare la loro percezione e le loro storie di vita legate alla mobilità in città. Le testimonianze, che hanno usato strumenti diversi, come racconti, foto e video, sono confluiti poi in un blog dedicato, instamove.altervista.org/.

Riferimenti web

Manifesto della città civile

www.bettertogether.org/ 150 consigli per rilanciare il capitale sociale

Random Act of Kindness

http://www.lacittacivile.it/

Rif. Bibliografici

Quello che il denaro non può comprare”

L’Italia dei beni comuni”

Mappe del tesoro. Atlante del capitale sociale in Italia”

“Governare i beni collettivi”

La sussidiarietà

Nel secondo incontro il relatore è Fabrizio Rostelli di labsus.org che presenta il progetto Rock Your School.

Partendo sempre dall’ultimo comma dell’art. 118 della Costituzione introdotto nel 2001, i cittadini sono visti ora come una risorsa.

Si riprende il Principio dell’Amministrazione Condivisa (tra cittadini e istituzioni)

i cardini della Sussidiarietà: cura dei beni comuni.

Le parole chiavi nell’art.118 sono “autonoma iniziativa dei cittadini”, “interesse generale”, “favoriscono”.

I beni comuni non appartengono a qualcuno. Se arricchiti, arricchiscono tutti, altrimenti impoveriscono tutti. Sono beni materiali (ambiente, acqua, etc) ma anche immateriali (come la memoria).

Le Amministrazioni devono favorire il protagonismo civico, visto che non riescono più da sole. I cittadini sono portatori di capacità e professionalità per la comunità. Amministrare insieme, cittadini e istituzioni.

Quel “favoriscono” rilancia il concetto di promuovere, ma consegna anche nuove responsabilità.

E’ finito il tempo in cui i cittadini non si occupano dei problemi del proprio quartiere, della delega. Ora devono esserci i cittadini solidali. E le amministrazioni devono vedere i cittadini come alleati.

Labsus propone di sperimentare nelle scuole questo modello di amministrazione condivisa. Con Rock Your School i cittadini, i negozianti, etc, pensano alla scuola come bene comune.

Ai ragazzi viene fatta formazione sulla Sussidiarietà, Costituzione, Amministrazione condivisa, seguita dal laboratorio di progettazione condivisa degli interventi di manutenzione nella propria scuola.

I ragazzi si sono occupati della comunicazione sia verso l’esterno (quartiere, città) che verso l’interno ( i compagni di scuola): hanno redatto i comunicati stampa.

Un’idea di labsus è di provare a creare un piccolo manuale per raccogliere queste esperienze e spiegare come gli studenti debbano prendersi cura dell’ambiente in cui si vive. Senza obbligo, ma far capire che è meglio, non farli sentire sostituti dell’amministrazione in crisi di risorse, ma dovrebbero sentire lo spazio scolastico come a casa, ne hanno cura perchè è anche un po’ il loro. Se ne hanno cura loro, anche gli altri ragazzi esterni rispetteranno il lavoro fatto dai coetanei e difficilmente lo vandalizzeranno, al contrario a volte di lavori portati avanti da adulti e quindi vissuti come “imposti”.

Conviene farlo, perchè lo spazio si sente proprio, perchè migliora la qualità della nostra vita. I progetti sono stati inseriti nel POF (Piano Offerta Formativa) così gli studenti sono coperti dall’assicurazione. Gli esterni invece o si son fatti un’assicurazione per loro oppure hanno firmato una liberatoria sul fatto che gli interventi non erano particolarmente a rischio.

I ragazzi del liceo sono stati messi in connessione con i ragazzi della scuola dell’ospedale Umberto 1°, con un evento conclusivo, nel quale tutti hanno fatto intervento di manutenzione all’esterno della clinica.

All’interno del sito di labsus, si trova la mappa dell’Italia dei beni comuni con le tante iniziative del territorio nazionale cui prendere spunto per proporsi e iniziare l’amministrazione condivisa!

In una scuola, tramite siti di crowfounding gli studenti sono riusciti a comprare una stampante 3D!

In altre occasioni, non sono state richieste risorse economiche, ma esperti del Comune, giardinieri ad esempio.

La scuola di Donato è una scuola aperta dopo l’orario scolastico, fino alle 22, gestita completamente dai genitori. Uno scantinato, ripulito, consente di fare corsi sportivi, di pittura, etc. aperto alle altre associazioni di quartiere. I genitori a turno gestiscono le aperture (senza personale, senza insegnanti), la scuola è perciò popolata anche nel fine settimana!

Finiamo con qualche accenno sul progetto Rock Your City, alcuni commercianti hanno donato vernici, pennelli, strumenti di giardinaggio, etc. I ragazzi hanno avuto quindi l’occasione di “sporcarsi le mani”, e realizzare tutto in breve termine. Non solo la teoria nè solo la pratica, servono entrambe.

“Dalla delega al potere di cambiare le cose” ora questi ragazzi sono “cittadini qualificati”: se arriva una segnalazione da uno di loro, anche nelle istituzioni, i vigili etc. sanno che sono cittadini consapevoli e quindi quella segnalazione è vera!

Qui è possibile vedere uno dei video realizzati per Rock Your School, carico di entusiasmo!

Ma come hanno intrapreso questi percorsi?

Con percorsi di facilitazione applicati al gruppo classe.

Hanno analizzato le competenze:

Cosa mi sento bravo a fare? Cosa mi piace? Responsabilità condivisa, realizzabilità

Hanno utilizzato simulazioni:

Es. con le medie, hanno affrontato come fare una festa della scuola: sala, cibo, musica, siae.

Una camminata di quartiere (o di scuola) per l’osservazione e l’ascolto del territorio: chi lo vive? Outreach (estensione), interviste, brainstorming. Cosa vedo? Come guardo? Cosa manca?

Chi vive quello spazio oltre a me? Cambi di punti di vista, arricchendoli, parlare con le altre persone, coinvolgere altri attori (progettista, centro anziani etc), fotografare.

Tornando in classe hanno analizzato le criticità rilevate, i bisogni, le opportunità, gli usi del territorio e della scuola.

La progettazione avviene raccogliendo le idee (in risposta a quali bisogni) , l’accordo (quali sono le opportunità), la messa a punto, la socializzazione (chiesto l’incontro con i dirigenti). Il lavoro di gruppo e la suddivisione dei ruoli.

La fattibilità: il rapporto con le competenze, le risorse e il coinvolgimento, i permessi, la sostenibilità sul lungo periodo, la dimensione scuola.

La realizzazione: fasi e tempi, quale aiuto?, un progetto di durata, il racconto, il monitoraggio

I ragazzi restano con l’esperienza di aver fatto qualcosa – la capacità di poter incidere sulle cose dentro la scuola!

La competenza civica

Nel terzo incontro viene illustrato il progetto europeo Civico con l’intervento di Giulia Rigoli di asev.it

(Agenzia per lo Sviluppo Empolese Val d’Elsa, centro di formazione e servizi alle imprese)

Asev partecipa a diversi progetti europei (si trovano su asevinnova.it ):

PSS promozione della vita sociale degli adolescenti

PRESTO si occupa di dispersione scolastica

SCIFIED Fantascienza per aumentare nei ragazzi la voglia di avvicinarsi alle materie scientifiche.

La programmazione europea 2006-2013 si è conclusa individuando la competenza civica come una delle 8 competenze chiave per l’apprendimento permanente.

L’ed. Civica è un problema trasversale da approfondire anche negli altri altri paesi: nome diverso, programmi diversi. Emerge la richiesta di strumenti pedagogici innovativi e pratici.

Viene perciò creata una GUIDA basata sulla didattica attiva, unione degli insegnanti e studenti, creata da Polonia – Danimarca – Italia – Bulgaria (con Asev capofila).

La Guida, il sito web, il volantino sono stati tradotti in 10 lingue (quindi ad es. una lesson plan si può usare anche con la lezione di spagnolo!)

La Guida è stata testata nelle scuole di 4 stati. I ragazzi sono protagonisti delle lezioni, che però sono state accettate meglio dagli studenti più giovani (a dimostrazione anche dei diversi programmi scolastici e quindi livelli di preparazione nei vari stati). La flessibilità sta in chi la utilizza, di adattare la Guida a seconda di chi si trova di fronte. Le Lesson plan sono divise per argomenti diversi ed è interessante come viene affrontato uno stesso argomento in culture diverse.

Si vuole che lo studente si attivi in prima persona nella lezione, a scuola come nella società.

Il bisogno di educazione civica è un bisogno che emerge forte nei paesi partner.

Selezionato nel 2013 come uno dei progetti d’eccellenza sull’educ. civica, Civico non è la risposta finale, ma vuole lasciare la voglia di parlare di educ. Civica per creare cittadini migliori.

A volte la lezione frontale è sminuita, e uscire dall’aula e mettersi in cerchio pone in modo diverso il rapporto tra studenti e insegnanti.

A Forlì esiste il Punto Europa come riferimento anche per le elementari.

Si ritorna poi sulla Città Civile con Filomena Massaro dirigente dell’Istituto Comprensivo 12 Bologna e membro di ASER (Associazione Scuole Emilia Romagna)

Si deve lavorare per competenze del curricolo. In Emilia Romagna è ancora forte la percentuale di dispersione scolastica. Anche dal punto di vista degli arredi, lavorare per competenze richiede alcune modifiche. La modalità della scuola dell’infanzia (spazi, laboratori) è di esempio anche per gli altri ordini di scuole. Occorre dare molto spazio a quello che i bambini producono. La cittadinanza non è una materia aggiunta, ma diventa un modo diverso di lavorare. Ci si cala in quello che si fa in chiave interdisciplinare verso un’ecologia dei comportamenti.

Partecipazione attiva e responsabile alla vita sociale, i bambini sono cittadini di oggi, non solo di domani. Possono realizzare qualcosa di utile per la collettività. I ragazzi possono diventare un veicolo di informazione verso gli adulti e la comunità che circonda la scuola.

Co-progettazione: lavorare insieme a un’idea di città civile.

La Regione Lombardia ha fatto una ricerca delle educazioni presenti nella cittadinanza attiva (ambiente, beni culturali, sport etc, tra i beni comuni da conservare)

L’istituto comprensivo è diventato come un “centro culturale” attivo sul territorio del quartiere Savena. Le famiglie vivevano il parco solo come luogo di passaggio, non per fermarsi. Le insegnanti si sono aperte al territorio per rendere vivo il parco come luogo di incontro. I ragazzi sono gli attori del progetto, servono esperti che supportano e idee per la ricerca di finanziamenti. All’interno del parco si è creato un percorso d’arte con panchine decorate, un laboratorio per la realizzazione di scacchi con materiali da riciclo che aiuta lo sviluppo dei concetti logico-matematici. Sono state coinvolte tutte le discipline, anche se non tutte le classi hanno fatto tutto. Altre classi hanno organizzato serate sulla legalità: con il coinvolgimento dei propri figli, c’è più partecipazione anche da parte dei genitori.

E i ragazzi hanno imparato a trovare la forma di comunicazione più adatta, sapendo che tra il pubblico c’erano target diversi, con conoscenze diverse. Scelta del materiale da produrre (presentazione).

Consapevolezza di ciò che si fa. La cura di un luogo, perchè lo si deturpa con la scritta?? il murales invece viene rispettato e non deturpato. Lavorare sul bello. Alcuni Writers sono andati a parlare con i ragazzi.

Hanno fatto anche una ricerca, una contestualizzazione del periodo storico tra il periodo del pittore e le musiche del periodo. I ragazzi hanno scritto all’ufficio del Sindaco per dire che volevano sistemare i muri. Se i ragazzi sono coinvolti, trasmettono ai coetanei anche di altre scuole che quella è una cosa pubblica e la rispettano. Invece ciò che viene fatto dagli adulti è meno rispettato in quanto sentito come imposizione.

Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.Margaret Mead

Visita guidata alla Galleria a cielo Aperto di Via Giorgio Regnoli

L’ultimo incontro del corso è dedicato all’esperienza locale dell’Associazione Regnoli41

Raffaella Orazi (presidente) ed Elisabetta Celli ci raccontano cos’è Regnoli41, nata nel dicembre 2011.

La via Regnoli veniva vista come una sorta di Bronx forlivese, con il 50% di extracomunitari in centro e nella via una percentuale ancora maggiore.

I vecchi proprietari, anzichè restaurare hanno inziato ad affittare alle persone di fuori. E con le case più fatiscenti gli abitanti se ne sono andati fuori dal centro. Il tessuto urbano con persone che non parlano la stessa lingua ha fatto sì che i rapporti si siano disgregati. Negozi sempre più vuoti.. Invece Orazi vedeva la via come una ricchezza.

La Casa del Cuculo, organizzò l’evento IL RE OGGI GIRA. VOI NO? (dall’anagramma di Regnoli), perciò bussano di casa in casa per questa festa e poi per l’innovazione responsabile e successivamente la Notte Verde..Pian piano questo gruppo si è conosciuto, e utilizzando un negozio sfitto da 10 anni, appunto in via Regnoli 41, del quale il Comune si faceva da garante per pagare le utenze e per chi “usava” quello spazio, iniziano ad organizzare lì conferenze, cineforum, musica rock, filosofia pur di portare le persone e farle frequentare questa strada, farla vivere, vedere le sue potenzialità. Ma cosa realizzare? Qualcosa che si differenzi dal Centro Commerciale: tanti piccoli negozi adatti all’artigianato. Su Facebook viene lanciato un appello agli artisti e artigiani. Ai proprietari viene chiesto di abbassare gli affitti a fronte di occuparli con questo tipo di attività artigianali. E così il negozio sfitto di partenza, sede originaria dell’associazione Regnoli41 è diventato ora un’attività vera e propria con il Cosmonauta, un bar che organizza eventi culturali e non solo (dalla pagina FB: Benvenuto Cosmonauta. In questo spazio c’è molto spazio. Spazio per fermarsi. Spazio per pensare. Spazio per condividere.Spazio per fare.. ) Ora l’associazione non ha perciò più una sede, visto che era lo spazio sfitto ora diventato Cosmonauta. Non avere sede è un limite perchè questa farebbe da calamita, punto di aggregazione. Comunque le comunicazioni passano attraverso l’omonimo gruppo FB.

All’inizio i soci fondatori di Regnoli41 erano 10, ora sono più di 400.

Viene poi chiesto ai proprietari delle abitazioni delle vie di “prestare” i muri per le opere (a tema). Con materiali adatti all’esposizione all’aria aperta, vengono perciò realizzate delle opere ogni anno realizzando la Galleria A Cielo Aperto.Una mappa illustra il percorso con i palazzi decorati ma anche attività che corrispondono all’artigianato artistico e del Buon Vivere.

La prima edizione della Galleria è stata a chiamata di artisti, ma la strada ancora non era a posto e alcuni hanno detto di no, altri ni. E così hanno partecipato i giovani.

Viene realizzata un’asta da Muffa con le opere delle edizioni precedenti che va a sostenere la prossima edizione, con un avviso pubblico nazionale con opere di tutta Italia.

Non bisogna guardare alla Galleria per ogni singola opera (anche se c’è una giuria di esperti) ma anche per quello che c’è dietro. Sono molto fieri del rapporto instaurato con il liceo artistico per vivere la città in altro modo.

I membri dell’assoc. Regnoli41 sono accomunati dalla volontà di fare qualcosa di buono per la città, non eventi spot, ma hanno seguito un progetto che unisce le persone. C’è anche chi non abita o lavora nella via, ma sono persone che credono in questo progetto, per uscire da questa chiusura che “A Forlì non c’è” (in effetti viene riferito che chi non è di Forlì non capisce il perchè i forlivesi non sono orgogliosi della propria città)

Nel frattempo, nella via, 12 attività hanno aperto i battenti, 4 cantieri edili aperti, perchè le persone iniziano a crederci e tornano anche ad abitare. Se prima c’erano problemi di sicurezza, ora si convive serenamente.

All’associazione Regnoli41 serve il rapporto con le scuole, è difficile portare i ragazzi (l’associazione è eterogenea ma i membri hanno una certa età).

Durante il progetto Spazio agli spazi viene chiesto ai 112 negozi sfitti la disponibilità di ospitare mostre, artisti, idee, associazioni etc. Ma solo in 12 proprietari rispondono positivamente.

Comunque i problemi di ordine pubblico sono risolti, la gente torna ad abitare, i negozi vengono più facilmente affittati se lì vicino c’è qualcosa che pulsa, i rapporti di vicinato sono migliorati.

Alcuni esempi: la Cena in piatto zero, una tavolata lungo tutta la strada, dove ognuno si è portato non solo le pietanze, ma anche i piatti da casa, si è socializzato con i vicini senza creare rifiuti!

Dal secondo anno anche le attività extracomunitarie si sono sentite coinvolte, portando i loro piatti tipici.

Eventi all’Arena Forlivese, vera chicca in centro!

Le letture dei Volontari di Nati Per Leggere con la merenda offerta dall’assoc. Regnoli41!

Concorso fotografico “uno scatto per Regnoli”: con le fotografie, guardare la strada ognuno con il proprio sguardo. Il vincitore avrà la propria fotografia esposta nella Galleria a Cielo Aperto.

E’ una esperienza di qualità e l’atmosfera che si respira è quella dello stare insieme, hanno spiegato persona per persona per ricucire i rapporti, acquisendo così credibilità.

Tutto questo è visibile nel documentario “Forum Living”, realizzato con 7 video interviste sull’esperienza di Regnoli41 (residenti, commercianti, soci associazione), un documentario che si vuole far girare nelle scuole, non solo per le discipline umanistiche.

Regnoli41 è diventata ANCHE una social street (nome nato da via Fondazza a Bologna , l’anno dopo la fondazione di Regnoli41) In realtà Regnoli41 è un po’ di più, non è legata solo alla strada, non si richiede solo aiuto reciproco all’interno di una strada, ma anche alle altre strade, si potrebbe parlare di Social City! Ad es. già solo la Galleria a Cielo Aperto ospita opere da tutta Italia!

A questa introduzione segue visita guidata alla Galleria a Cielo aperto, con tanto di sosta alla pasticceria Napoletana (yum yum!) e naturalmente dopo queste premesse, in diversi condividiamo le idee di Regnoli41 e ne approfittiamo per associarci subito, carichi di entusiasmo!

Finisce quindi il corso sulla cittadinanza attiva e la cura dei beni comuni, che mi lasciato ricca di idee e riferimenti per i prossimi anni!!!

In questo periodo, inoltre ho avuto l’occasione di partecipare ad altri incontri sull’infanzia, tra cui il 24/10 Vinicio Ongini che ha parlato di intercultura: il posto delle fiabe in contesti multiculturali, utilizzando i personaggi ponte, che parlano a tutti, quale potrebbe essere Cenerentola. Si entra nel libro in tanti modi. Esistono 345 versione diverse di Cenerentola, hanno tutte in comune il fatto di essere emarginata. Alcuni riferimenti:

“Passeggiate nei boschi narrativi” Umberto Eco

“Fiabe Italiane” di Calvino (L’Unità d’Italia attraverso le fiabe)

Fiabe di Handersen illustrato da Fabian Negrin

Zio Lupo (che è della Romagna)

Giufà

“La gatta Cenerentola” tradotto da Benedetto Croce

“Le altre Cenerentole, il giro del mondo in 80 scarpe”

Le fiabe hanno gambe lunghe e consumano tante scarpe per spostarsi, come i migranti.

E ancora, Franco Lorenzoni presenta il suo libro “I bambini pensano grande” l’11 Novembre.

Le grandi domande dei bambini, portarli dentro i saperi dei grandi, per dare voce ai bambini.

La virtù di un insegnante è l’arte della cortesia (prendersi cura, accompagnare) del dialogo (scoprire, domande)

Dialogo=50% di chi parla, 50% di chi ascolta (Montagnair)

Il cucciolo umano è l’unico che indica con il dito qualcosa che è lontano, il dialogo è il dito puntato verso l’oltre.

Educare alla democrazia:

1) la piccola democrazia del piccolo gruppo (il diritto di tutti di parlare e quello di ascoltare)

2) la storia del mondo (come entra dai telegiornali, così com’è senza falsificare)

Educazione alla vulnerabilità [io accolgo le ferite del mondo] e la scommessa della democrazia: pensare che la scuola sia un po’ meglio della società!

Un commento a “Forlì città civile: educare alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni”

  1. il 28 Nov 2014 alle 00:11 1.Cri Gasrage said …

    madonna Claudia, ma sei una forza della natura !!! 🙂
    domani, a mente lucida, lo leggo…grazie davvero per il tuo tempo che dedichi a queste cose !!!
    ciao
    cri

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