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Senza categoria bidelli informatici | 22 Gen 2011 05:58 pm

Il pane come una volta

Come spesso accade in mailing list nascono discussioni interessanti. Cominciamo a riportarle più spesso per far partecipare e ingasare più persone.

AndreaS Caossi
Dopo le fatiche (evidentemente corroboranti?) di TEA,

vi giro questo stralcio di articolo, che molti avranno già letto (non dico dove).
il_pane_come_una_volta

E se ci muovessimo per fare qualcosa del genere?
In effetti la nostra azione si concentra molto su ricerca, informazione, discussione e acquisto…

Abbiamo un’idea delle coltivazioni a cereali della zona? Che grani usa il mugnaio di predappio Conficoni? Magari si potrebbe…

Romeo Meldola

A domanda su questo argomento ci venne spiegato che Conficconi utilizza cereali della zona ma sinceramente non so se si possa andare oltre il grano ed il farro nelle zone nostre quindi il resto viene da fuori.
Secondo me dobbiamo, nel momento in cui iniziamo a cercare, mettere in conto che qualche rinuncia sarà da fare. Ad esempio, in diverse occasioni abbiamo espresso l’idea di rimuovere il Kamut ed i suoi derivati dai “nostri” listini ma poi di fatto non lo si è mai fatto.
Sinceramente il GASpaccio si è rivolto a I Tirli oltre che per la logistica anche per cercare di premiare la produzione locale infatti Claudio oltre che panificatore è anche coltivatore del suo grano ed ultimamente ha iniziato anche ad acquistarne dai vicini . Non va a Predappio a macinarlo bensì in un mulino umbro perché alla fine fa meno kilometri ma l’intero processo: coltivazione grano, macinatura e preparazione pane è certificato biologico quindi direi che da ottime garanzie. Per contro le scelte che si possono fare sono solo tra un pane da ½ kg, uno da circa 850 gr e la spianata classica tutti con lo stesso tipo di farina (Grano).

Ogni tanto guiardo il listino di Dovadola e mi scende una lacrima (figurativa) per la quantità di scelta ma è pur vero che se si vuole veramente pensare di imboccare la decrescita occorre anche riflettere su qualche piccola ottimizzazione del processo. Ma quanti sono disponibili a rivedere tutto rimuovendo dal listino tutto quello che non è “certificabile” come prodotto locale?

PaoloR

Da semi referente di dovadola vi dico che quel listino è molto virtuale …

C’è scritto ma spesso non fanno tutti i prodotti per mancanza di materia prima o di ordini …
il messaggio è “potremmo fare anche” ….

Tirli chi è costui? perchè non metterlo tra i produttori ?
Chissa quanti fornitori ha il Gas di Meldola che gli ingasati potrebbero gradire … sarebbero vicini anche per i forlivesi…

Claudia&Matteo Caossi

Vado a memoria, perdonate eventuali errori.
Dovadola ci dà anche il pane a grano Senatore Cappelli, e scusate se è poco! Non ricordo da dove si approvvigiona ma mi pare non troppo vicino, al chè quando ci siamo visti (prima della referenza) a casa di Paolo era anche interessato al discorso farina di Montebello (avevo capito male?).
Scusa, Romeo, ma l’hai mai sentito il pane di Dovadola, è una roba libidinosa!!!!!

I Tirli, se non ricordo male, avevi detto Romeo che è di Santa Sofia o comunque da quelle parti, giusto? Direi ottimo per i Meldolesi, ma per noi forlivesi???

Dovadola ci passa a consegnare anche perchè è di passaggio per andare poi a forlì, forlimpopoli etc…

Non ho ancora avuto modo di leggere l’articolo, mi metterò in pari, ma per voi che vi autoproducete tutto (noi siamo indietro anni luce da questo punto di vista!)… tempo fa un’amica del Gas di Cesena mi ha accennato ai molinetti… per macinarsi in casa i chicchi… boh? può interessarvi?

AntonellaM Caossi

Ciao a tutti!!!
Eccomi quà a delucidarvi sulla provenienza della farina di Conficconi.
Ricordo che il nostro fornitore di farina ed è tra Predappio Alta e Dovadola (S.Martino in Avello).
Ilario è un cultore del biologico più che convinto da più di 20 anni! Io avevo avuto modo di conoscerlo personalmente nel 1995.
La farina viene macinata in un vecchio mulino a pietra che lui ha recuperato da un mugnaio che smetteva l’attività.
La sua farina di grano tenero proviene da grano coltivato prevalentemente nel suo terreno.
Il farro lo acquista da agricoltori da lui conosciuti.
Il kamut mi sembra che lo importi, se non sbaglio, essendo un grano a marchio “registrato” non può essere coltivato da chiunque.
Il riso lo acquista da risaie…mi sembra del vercellese, ma non sono sicura.
Comunque quando sono andata a ritirare la farina mi aveva fatto vedere tutti sacchi con i prodotti e le etichette con i codici di controllo.
Se volete dei dati più precisi mi informo al prossimo ordine, che devo aprire …oramai!!!
Ultimamente sono un po’ incasinata e non riesco a seguire tutte le discussioni per mail, e me ne dispiace, …sò che sto perdendo qualche colpo.
Grazie a tutti.

3 commento a “Il pane come una volta”

  1. il 22 Gen 2011 alle 18:05 1.ClaRo GasRage said …

    Ciao!
    Riguardo alla lacrima figurtiva per il listino lungo e vario del fornaio di Dovadola, vorrei aggiungere una cosa.
    Mi ricordo che il fornaio, quando venne a farsi conoscere, ci raccont varie cose e gli scapp un commento del tipo “per rimanere appetibili sul mercato tutti gli anni cerchiamo di inventarci qualcosa di nuovo da mettere a listino”.

    Credo che gli ideali siano cosa buona e rispettabile e che vadano seguiti il pi possibile, ma a volte la realt non somiglia del tutto a questi ideali. Finch gli Ingasati non basteranno ad acquistare tutto il pane del forno, mantenendo cos l’allegra famigliola Cappelletti, non credo che possiamo permetterci di giudicarli negativamente perch hanno un listino vario.
    Pu essere che ci abbiano raccontato una storia per convincerci, ma pu anche darsi che noi stessi a volte non ci accorgiamo di alcuni “problemi contingenti” che un produttore pu avere e che lo portano a non essere pienamente rispondente alle ns aspettative.

    Se questo “non essere rispondente” pensiamo sia grave (es. sfrutta i lavoratori, mette ingredienti diversi da quelli che dichiara, ecc.) decidiamo di interrompere il rapporto, ma se pensiamo che sia un “peccato veniale” magari invece di tenerci l’amaro in bocca e la lacrima figurativa nell’occhio possiamo sempre chiedergli:
    “Ho visto che il tuo listino ha tanti prodotti, come mai avete deciso una produzione cos ampia?”
    aprendo dibattiti che ci servono ad ampliare la ns mentalit o ad aiutare il produttore al ampliare la sua.
    Non forse questo uno dei vantaggi di conoscere in faccia il proprio produttore?

    Se l’argomento “listino lungo” merita o ci sono altre domande ritenute importanti sul forno di Dovadola possiamo adoprarci per invitarli a una plenaria.

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