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Senza categoria bidelli informatici | 15 Dic 2008 04:49 pm

Il superriso OGM che divide gli scienziati Brusco rialzo

ANDREA TARQUINI

Potrebbe essere l’arma per sconfiggere la fame di massa e le malattie infantili nel Terzo mondo, cure dicono i suoi inventori: il superriso transgenico che ricercatori tedeschi, view indiani e anglosassoni stanno sviluppando nei laboratori delle Filippine, potrebbe cambiare radicalmente il quadro della produzione alimentare. Ricercatori tedeschi, assistiti dalle università di Friburgo e di Zurigo, affiancano l’indiano Parminder Virk nel suo esperimento nelle Filippine, che è già a livello avanzato. Gli scienziati hanno sviluppato una nuova specie di riso, che contiene la betacarotina, elemento base della vitamina A. La novità è che hanno introdotto nel patrimonio genetico della nuova qualità di riso appunto quest’elemento che al riso è estraneo.
Il riso è il più importante alimento a livello mondiale per quantità di consumo, contiene molti elementi nutritivi essenziali, ma non appunto quegli elementi fondamentali della vitamina A. Questa è la causa di una malnutrizione e denutrizione dalle gravissime conseguenze in molti dei paesi più poveri del mondo. Nella sola India, che pure è una nazione dall’impetuoso sviluppo economico, muoiono ogni anno oltre settantamila bambini a causa dell’insufficienza di vitamina A nella loro alimentazione. E altre decine di migliaia perdono la vista o cadono vittima di altre pesantissime, irreversibili e irrimediabili mutilazioni. Nel Terzo mondo, si calcola che ogni anno i morti a causa della carenza di vitamina A siano almeno due milioni, e altre centinaia di milioni di abitanti del pianeta soffrono delle conseguenze di questa carenza alimentare: cecità parziale o totale, deficienze nello sviluppo delle ossa, indebolimento degli anticorpi e quindi della capacità di difesa da ogni infezione. L’infanzia paga ovunque il tributo più alto.
Virk e i ricercatori europei puntano ad ottenere dalle autorità filippine entro il 2012 l’autorizzazione alla coltivazione in massa del nuovo riso. Che chiamano “riso d’oro”, sia per fare pubblicità ai suoi asseriti meriti miracolosi, sia perché l’intervento transgenico che dà al nuovo superriso quelle quantità supplementari e vitali di vitamina A è l’introduzione nel suo patrimonio genetico di elementi del mais. Per cui il riso è giallo come il mais. L’operazione è condotta con l’assistenza tecnologica del gruppo agroalimentarebiotecnico svizzero Syngenta, che ha fornito ai ricercatori l’impianto dei geni del mais nel riso. Ma i critici, appoggiati da Greenpeace, organizzano una lotta dura contro il nuovo superriso. In un ufficio ad Amburgo, Jan van Aken, biologo responsabile della tecnologia genetica per Greenpeace, guida la resistenza. Secondo lui è un intervento troppo profondo e pericoloso nel patrimonio genetico naturale. Van Aken si dice a favore alle innovazioni che migliorino la situazione alimentare del pianeta, ma teme che il nuovo riso, una volta piantato in massa, spazzerà via le qualità di riso tradizionale. Per cui l’umanità sarà costretta a nutrirsi solo di riso transgenico, esponendosi a tutti i presunti rischi. E senza la certezza che il nuovo riso contenga davvero a sufficienza quegli elementi della vitamina A necessari a salvare il mondo dei poveri dalla denutrizione, a meno di non mangiarne chili e chili.
Lo scontro è duro, a colpi di mobilitazione, campagne mediatiche e cortei di massa. Chito Medina, consigliere ecologico degli agricoltori filippini, avanza il dubbio che il riso sia inadatto a culture di massa, e che tutto si concluda con più profitti per Monsanto, Syngenta e gli altri big globali del transgenico. E organizza manifestazioni dei coltivatori. «Il nuovo riso afferma Medina è un cavallo di Troia delle multinazionali». Chi ha torto? Un gruppo di scienziati dell’ateneo tedesco di Hohenheim, studiando la situazione alimentare indiana, hanno elaborato due scenari dell’introduzione del nuovo riso: uno pessimista e uno che definiscono “realisticoottimista”. Nel primo, vengono salvati in India cinquemila bambini all’anno, in base al secondo quasi quarantamila. E’ anche questione di costi. L’unità di misura internazionale degli aiuti e delle politiche contro la fame si chiama “Disability adjusted life year”, Daly. Un Daly equivale a un anno di vita perduto a causa della malnutrizione. Secondo lo scenario pessimistico introdurre il nuovo riso costerà 19,40 dollari per ogni Daly. Secondo lo scenario ottimista il costo scende a tre dollari.

[La Repubblica – Affari&Finanza]

2 commento a “Il superriso OGM che divide gli scienziati Brusco rialzo”

  1. il 16 Dic 2008 alle 18:58 1.Romeo G. Meldola said …

    Io accetto perfino i cibi transgenici se serve per salvare vite umane ma se solo si sognano di creare piante sterili per le quali si deve continuamente acquistare il seme da un qualsiasi rivenditore allora mi spiace ma sar il pi strenuo oppositore.
    Mi sono stancato dei proclami quasi religiosi che contornano determinati salvifici alimenti; qui per soldi sarebbero disponibili anche di brevettare la mente umana e farci pagare ogni volta che la usiamo. E’ ora di svegliarsi e svegliarli perch non siamo solo semplici portafogli con le gambe che vanno ad aprirsi dove loro vogliono. C’ il problema della vitamina A? non serve arricchire il riso di tale vitamina ma basta mettere nelle condizioni chi ha questa carenza di poter coltivare alimenti ricchi di questa vitamina in modo naturale … ce ne sono?

    Speriamo bene!!!

    Saluti radiosi

  2. il 22 Dic 2008 alle 16:49 2.dario.capasso said …

    Riso transgenico, ogm ed altro? Per produrre pi alimenti? E perch ancora sussiste la fame nel Mondo? Allora vuol solo dire che lor signori hanno voglia di alzare i prezzi ed abbassare la qualit?
    Mi dispiace ma non sono d’accordo.

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