Posts or Comments 23 November 2017

Ordini &Riunioni Acquacheta Gasrage | 26 Gen 2017 01:56 pm

Nota di Riunione – Plenaria InGASati – gen 2017

Presenti:

Romeo Gaspaccio – Roma; Marcello Villagrappa – Parigi; Elisa Villagrappa – Berlino; Gloria CaOssi – Granata;  Davide Caossi – Barcellona; Luisa Gasrage -Torino; Babs Gasrage – Londra, Silvia G CaOssi – Rennes; Cesenatico per Simone Ca Ossi;  Tamara L Ca Ossi – Roma, Paola Paobal Cà Ossi – Trieste; Matteo Ca Ossi – Siena, Claudia Cà Ossi – Sidney; Cri Gasrage – Siracusa; Viro Gasrage – Sarajevo; MarcoGasrage – Corvara; Paolo R Gaspaccio – S.Diego, Stefano Gasrage (Acquacheta in incognito) – Lucca; Maurizio Cà Ossi – Treviso; Mattia Ca Ossi – Civita di Bagno Regio, Chiara Cà Ossi -Castelsardo; Andrea Creser – Gerusalemme, Antonio Gasrage – Utrecht (Olanda)

Si propone una gita InGASata in ognuna delle città preferite (avanti eventisti..)

Romeo inizia a verbalizzare, poi diventa moderatore.

E inizia il discorso sui recenti scambi virtuali, notando come si stiano prendendo delle derive, si dia troppa importanza alle figure, agli incarichi; Presidente, Cassiere, etc. e suggerisce di ricominciare a prenderla come un gioco, questa nostra attività.

Se gli InGASati hanno resistito tanto negli anni è perché fondamentalmente si son sempre divertiti.  Forse ora ci prendiamo troppo sul serio, riversiamo nell’attività Ingasata cose che non ci competono (?).  Quindi l’invito è a cercare di prenderla serenamente.

Occorre un ragionamento approfondito sulle Sede, che ha creato qualche problema.

Scrivere è soggetto a fraintendimento, molto meglio parlarsi se si profilano dei problemi o dei malintesi.

Romeo invita quindi a riversare in Plenaria eventuali mal di pancia affinchè possano arricchire tutti, mentre per e-mail il rischio è di sfaldarsi. E se qualcuno si sente di andare via, lo dica. Spiace vedere tanti inGASati uscire sbattendo alle volte la porta per colpa di alcune mail così come si spera che possano presto chiarirsi frontalmente e rientrare con altrettanta grinta dimostrata nel tempo. Infatti è bene limitare lo scriversi e cercare piuttosto di parlarsi di persona, perché ci si comprende molto meglio, anche solo per il retrofit immediato del volto dell’interlocutore.

Poi Romeo ripercorre la nascita degli InGASati come gemmazione dal GASGAS, con un avvio non immediatamente facile.  Poi in seguito anche gli InGASati decollarono.

Cristina (Cri) conferma che il discorso delle cariche nacque fondamentalmente per l’esigenza di gestire una cassa e via via le altre figure.

InGASati o InVASati (a volte un po’ sGASati) ?

Qualcuno (Claudia, Chiara?) interviene dicendo che forse si sono infervorati gli animi per il fatto di avere un impegno con un ente e una scadenza (il rif. è alla collaborazione con il Progetto Fiesta), che poi si è dovuta prorogare (n.d.r: e di nuovo siamo vicini alla scadenza)

Davide di Daviglo dice che ne avevamo già parlato in Plenaria della nostra adesione al progetto e non era sembrato a chi l’aveva firmato (ndr. Davide e Alice a nome di Ca’ Ossi e GASrage) di stare firmando col sangue.

Per cui si era fatto il giro da Gianluca, ex-InGASato che lavorava (o forse aveva solo contatti) in una ditta di LED che però nel frattempo aveva cambiato lavoro per cui è stato necessario ricominciare le ricerche, si sono chieste offerte a tre ditte e si è cominciato a fare valutazioni, analisi, a studiare come fare.

Il punto caldo era il fatto di aprire gli acquisti anche agli esterni.

Ma perché non facciamo ordini in mod. fantasma per gli esterni propone qualcuno?

Beh, chiaramente perché questo implicherebbe una bella assunzione di responsabilità, prendendosi sul proprio conto le spese di persone anche non conosciute, per importi che possono essere anche non irrilevanti.  In questo senso nasce l’idea di estendere, di includere nel GAS persone esterne, facendole associare.

Nel Progetto Fiesta c’è l’idea di fare AUDIT energetici semplificati nelle case di famiglie con bambini: ne sono stati fatti ad oggi circa 70 su 160 (obiettivo). Di questi 70 nuclei familiari solo una parte sono interessati ad acquistare con noi dei LED.

Poi si è pensato di estendere la possibilità di fare acquisto di LED anche a persone esterne sia al GAS sia agli AUDIT ENERGETICI.

Luisa interviene dicendo che forse è stata interpretata come ostilità una necessità di chiarire le modalità e ci racconta come da sua verifiche (di cui lascia poi un estratto), in una associazione non possano esistere soci senza diritto di voto o con facoltà limitate.

Poi SilviaG precisa, a proposito dell’ingresso di nuovi soci, che è stato predisposto il Regolamento anche per Ca’ Ossi (ce ne si era dimenticati), fissando un tetto massimo di iscritti pari a 30 nuclei familiari.   Ed esprime una opinione, che sembra condivisa da diversi Caossini, di non fare modifiche in estensione volte ad  accogliere eventuali nuovi soci derivanti dal Progetto LED-FIESTA (ndr: qui occorrerà pensare bene a come far fronte ad eventuali interessati che vadano oltre il limite di saturazione dei due sottogruppi, con GASrage avente un tetto attualmente pari a 50 nuclei familiari e Caossi a 30).

Marcello di Villagrappa osserva che se fosse un esterno si chiederebbe se entrare in un GAS solo per un acquisto di LED (una tantum)..

Altre opzioni però erano già state sondate, rileva Acquacheta, come la possibilità di fare restare esterni gli esterni, con appoggio una-tantum sulla struttura del GAS, ma ciò non pareva possibile (il GAS non può prendere soldi da esterni offrendo loro dei servizi di acquisto, ma svolge tale attività in modo esclusivo per i propri soci. D’altra parte il Comune sarebbe stato in ancora maggiore difficoltà nel raccogliere denaro dai cittadini e qualora possibile, l’iter autorizzativo sarebbe stato incompatibile con i tempi del progetto).

Quindi questa (di chiedere agli esterni l’associazione al GAS per poter partecipare al Gruppo di Acquisto esteso di lampadine a LED) è parsa l’unica modalità  percorribile e avendo chiarita l’intenzione di collaborare al progetto, da parte dei sottogruppi Ca’Ossi e GASrage, si decide di provarci, mettendo in atto cautele, modi e strumenti operativi per fare funzionare tutto al meglio, vista l’eccezionalità dell’iniziativa.

Vedremo poi come andrà.

D’altra parte, come osserva Claudia di Claudia&Matteo, nelle altre città partner del progetto FIESTA, sono state lanciate altre iniziative alternative a questa del gruppo di acquisto LED. In alcuni casi i Comuni hanno aderito ad un CPG (Customer Purchasing Group) nazionale, oppure hanno fatto una semplice convenzione per offrire uno sconto presso un rivenditore per l’acquisto di elettrodomestici efficienti.

La nostra esperienza, unica nel panorama Europeo del progetto FIESTA, potrebbe offrire nuova linfa al Progetto, anche in termini di nuovi iscritti al GAS, tra i quali qualcuno magari si affeziona pure.  (E di energia ce n’è davvero bisogno.)

Poi si parla un attimo della sede (la Sede Operativa di GAsrage e Ca’ Ossi, ormai inesistente da diversi mesi) e SilviaG rileva come la sede in sé non sia il punto focale (non può, essa sola, essere causa di tutti i problemi): infatti il sottogruppo di Ca’ Ossi, senza la sede ha  maggiori e più frequenti contatti tra i suoi membri e quindi, da un certo punto di vista, si vive anche meglio senza la sede.

PaoloR osserva che se allora (nel 2006) era veramente una opportunità il GAS, oggi effettivamente ci sono tante realtà presso cui è possibile acquistare tutti i prodotti di cui ci riforniamo (mercatini, produttori che vendono direttamente, nuovi punti vendita in ambito km0, biologico, etc.). Insomma oggi che ci sono veramente tante alternative, il GAS sembra troppo complicato.

Romeo ricorda però allora la funzione che gli InGASati hanno avuto in questi anni come incubatore e propulsore di imprese etiche, locali, di prodotti di qualità (es. I Paoli, La Lenticchia, il Consorzio Valbidente, il vecchio fornitore di cassette di verdura Jacopo, etc.)

Davide di DaviGlo fa un appunto sulla leggerezza dell’essere InGASati.

Infine interviene Luigi rilevando come, va bene, siamo un gruppo di amici, ma siamo anche una Associazione con degli obiettivi ben precisi.

Quindi, va bene divertirsi, va bene scherzare, va bene prenderla alla leggera, ma è altrettanto importante che le cose funzionino, che le attività vengano mantenute in vita, dando nel tempo continuità a ciò che si inizia, ognuno per il proprio pezzettino.

Inoltre le persone, pur affezionandosi giustamente al GAS, pur avendoci speso negli anni tante energie, dovrebbero cercare di non farlo sentire troppo come proprio (il rif. è ai rapporti veterani/novelli), proprio perché, in quanto associazione per sua natura libera all’ingresso di nuovi iscritti, il GAS appartiene a tutti gli iscritti in egual misura.

(Ed inoltre il GAS contiene, nel suo Statuto anche il principio del rinnovamento, se non altro nel fatto che è fortemente auspicata una rotazione degli incarichi, almeno nei Consigli Direttivi).

Poi Luigi segnala un discorso di fatture in sospeso che viene preso prontamente in carico dai cassieri.

A questo punto (ore 22:00 circa) interviene Fabrizio Chinaglia, ingegnere dello Sportello Energia del Comune di Forlì.

Ci illustra il Bando FIESTA cui il Comune di Forlì ha aderito e la collaborazione nata su questo tema con gli InGASati.

Brevemente (si rimanda agli allegati), il progetto FIESTA è finalizzato ad incrementare l’efficienza e il risparmio energetici nonchè l’uso di fonti energetiche rinnovabili da parte soprattutto delle famiglie con bambini.

Il bando coinvolge 5 paesi europei a clima mediterraneo (Italia, Spagna, Bulgaria, Croazia e Cipro).

I 3 Comuni partecipanti per l’Italia (Forlì, Ravenna e Trieste) hanno aperto uno Sportello Energia a disposizione della cittadinanza.

L’obiettivo, per il ns. Comune, è di effettuare 160 diagnosi energetiche (nuclei familiari con bambini).  Si tratta di diagnosi energetiche blande: il Comune non vuole sostituirsi ai professionisti che operano nel settore, ma solo fornire un primo strumento, gratuito.

A seguito della diagnosi, vengono suggeriti degli interventi ad hoc per il risparmio energetico nella propria abitazione, a vari livelli:

  • conoscenza del profilo energetico dell’abitazione
  • consigli per un uso più efficiente degli impianti di riscaldamento/condizionamento in uso
  • suggerimenti di investimento. Capire se può essere più conveniente realizzare un cappotto termico o sostituire la caldaia. Ricevere informazioni sugli incentivi attualmente esistenti in questo senso.

Come viene richiesto un Energy Audit per la propria abitazione?

Si fa una richiesta on-line sul sito dello Sportello Energia del Comune di Forlì. Questa comporta la compilazione di un questionario online, che, all’INVIO finale viene trasmesso a Fabrizio, il quale a stretto giro contatta la persona per concordare un sopralluogo (durata circa 1 ora). Durante il sopralluogo si guardano le bollette di energia elettrica e gas, le caratteristiche edilizie ed impiantistiche e la apparecchiature installate (si guarda il libretto della caldaia, se c’è un termostato, valvole termostatiche, se si usano, come si usano…).

Inoltre si ricevono due biglietti per partecipare ad una lotteria.

Con l’ausilio di un software sviluppato da uno dei partner tecnici, l’auditor ipotizza, quantifica e verifica i possibili interventi nel dettaglio del caso specifico dell’abitazione visitata.

Ne viene fuori una relazione che contiene i consigli forniti su misura per la famiglia, siano essi già stati anticipati durante il sopralluogo, o considerati a valle dell’analisi dei dati acquisiti. Qualche tempo dopo la consegna della relazione l’utente viene ricontattato per dare a Fabrizio un feed-back su quanto eventualmente implementato per il risparmio energetico della propria abitazione e consentire quindi di valutare l’efficacia del progetto in atto.

Infatti da parte di Fabrizio c’è anche tutto il lavoro di rendicontazione all’Unione Europea, ai coordinatori del Progetto, su come si sta implementando il Progetto.

Esistono diversi progetti collaterali a corollario del Progetto principale degli AUDIT ENERGETICI:

  • workshop nelle scuole
  • lotteria
  • creazione di un C.P.G. (Customer Purchasing Group) ovvero, all’italiana, di un G.A.S. su apparecchiature/dispositivi per il risparmio energetico o per la produzione di energia rinnovabile

Per il CPG, le proposte possono essere le più svariate. Si era inizialmente pensato all’acquisto di condizionatori.  Ogni Comune partecipante ha la sua strategia.

Uno dei  progetti europei che ha reso possibile l’attivazione di gruppi di acquisto nazionali per l’acquisto di sistemi e impianti che sfruttino energie rinnovabili è il CLEAR (Consumers to Learn about, Engage with and Adopt Renewable): https://casarinnovabile.it/

Il CPG può essere rivolto all’acquisto di pompe di calore, impianti fotovoltaici, etc.

In Spagna ad esempio si è tentato di mettere in piedi un CPG per l’acquisto di lavatrici, ma l’iniziativa non ha avuto successo, per la mancanza di numeri sufficienti a fare un acquisto di gruppo. Si è quindi optato per semplici buoni sconto da spendere presso esercizi in convenzione.

Parlando con Claudia, abbiamo pensato, dice Fabrizio, di provarci a Forlì, con gli InGASati. Naturalmente non è una strada facile.

Per esempio, guardando meramente al risparmio energetico conseguito, a Ravenna, con l’acquisto di un unico impianto fotovoltaico, iniziativa tutto sommato semplice, si è ottenuto un risultato forse superiore a quello che si potrebbe ottenere a Forlì col CPG sui LED.

Ma ben altra è la portata a livello divulgativo e di coinvolgimento dei cittadini,sicuramente molto maggiore nel nostro caso.

Con il nostro GAS infatti è stato prima pensato già a Marzo e poi è stata fatta un proposta da parte dello Sportello Energia. Ad un certo punto, i coordinatori del Progetto Europeo hanno fatto presente a Fabrizio del termine previsto per la sigla degli accordi. Nel redigerli Fabrizio ha cercato di parlare con i referenti (di prodotto e con i responsabili del GAS). Volutamente nell’accordo firmato non era citato esplicitamente tra gli obbiettivi la finalizzazione del progetto (costituzione di un CPG e acquisto una-tantum), perché se non si fosse trovato un prodotto soddisfacente, non sarebbe stato possibile onorarlo.

A seguito dell’ultimo incontro dei partner di progetto coi coordinatori delle azioni è emersa la necessità di finalizzare l’acquisto per poter considerare soddisfatto l’obiettivo di progetto: nel senso che quanto deciso come obiettivi iniziali e ad oggi già fatto (scelta di una tipologia di prodotto, richiesta di offerte, analisi delle stesse e individuazione della migliore) non è stato considerato sufficiente per la concretizzazione degli obiettivi, a maggior ragione perché prodotti e fornitori soddisfacenti sono stati individuati.

Seguono una serie di domande da parte degli InGASati:

LuisaCR: quli sono gli obiettivi del Progetto?

Claudia: durata dello Sportello Energia?

Acquacheta: cosa finanzia il bando FIESTA?

Romeo: come si svolge la rendicontazione?

PaoloR: Date di apertura e chiusura ordine LED?

Daviglo: minimo d’ordine e scelta del fornitore?

I principali obbiettivi del FIESTA sono la divulgazione e poi il risparmio in termini di CO2 equivalenti (con AUDIT e sostituzione di lampadine).

Lo Sportello Energia è attivo per due anni, con fine vita al prossimo Settembre, ma gli audit sono disponibili indicativamente solo fino ad aprile 2017, per avere poi il tempo di relazionare.

Il bando finanzia le attività di questi due anni dello Sportello Energia.

L’apertura dell’Ordine avverrà entro il 31 gennaio 2017 per terminare a inizio marzo 2017.

Per Fabrizio basterebbe, ai fini della rendicontazione, terminare entro il 30 aprile, ma poi si profilano problemi di disponibilità articoli a listino e di validità dello stesso listino, in un mercato, come quello dei LED, in rapida evoluzione.

Sul minimo d’ordine, a seconda, del fornitore varia da 100€ a 500€ iva esclusa

I fornitori individuati, su una rosa di tre candidati, sono due: 3Mlight della provincia di Bologna e LED Revolution di Brescia.

Il primo sostanzialmente si fa costruire in Cina LED con il proprio marchio, scegliendo accuratamente i componenti e le migliori combinazioni degli stessi, minimo d’oridne pari a 100€, mentre il secondo commercializza perlopiù LED di marca Bioledex (già hanno in passato rifornito il nostro GAS), che sono tedeschi, anch’essi con passaggi in Cina, ma con un aspetto più etico, se non altro nella migliore facilità, precisione e puntualità  nel fornire informazioni e offerte ad un cliente poco strutturato e non convenzionale come il GAS.

Inoltre LED Revolution (min d’ordine di 500€ iva esclusa) non chiede un minimo di pezzi per singolo articolo (le scatole per intenderci), il che semplificherebbe molto le operazioni.

(In realtà poi al secondo colloquio anche la 3Mlight ci sarebbe venuta incontro, vista l’eccezionalità del progetto, con un ordine una tantum a campionario, cioè senza numero minimo di pezzi).

Vi è poi uno stabilimento Bioledex in Germania che produce lampadari, fari mentre per le semplici lampadine ancora non è stata completata l’internalizzazione (di cui pare vi sia intenzione).

Nella relazione comunque saranno spiegati più nel dettaglio i confronti tra i due fornitori e tra i prodotti, anche da un punto di vista tecnico ed economico.

Si parla poi di luci calde e luci fredde con le ricerche condotte in ambito scientifico, le azioni di alcuni sindaci USA e articoli comparsi recentemente sulla stampa al riguardo, che vengono fatti circolare in sala.

Pare che la tonalità di colore fredda (luce bianca e poi blu, con elevate temperature di colore) possa avere effetti negativi sulla salute (abbattimento della produzione di melatonina e alterazione dei ritmi circadiani, inibizione dei meccanismi di sviluppo dei tumori), per cui si pensa, nel listino che sarà proposto per l’acquisto, alla possibilità di limitare il listino ai soli prodotti a luce calda, oltrechè fare un po’ di selezione, visto il grande numero di articoli presenti (non solo semplici lampadine ma anche fari, faretti, lampadari, etc.).

Nasce un dibattito sul punto se lasciare il listino aperto o se limitarlo e alla fine si lascia poi il compito di valutare il da farsi a chi sta seguendo più da vicino operativamente il progetto.

L’idea è comunque di riportare tutte queste considerazioni, anche quelle di natura sanitaria, nella relazione/guida all’acquisto di lampadine a LED “Scegliere una lampadina a LED da un punto di vista tecnico, economico ed etico”, che vuole essere un piccolo aiuto per i gasisti ( ed i cittadini) ad orientarsi nel complesso mondo dei LED ed anche un esempio, per gli utenti esterni, di cosa significhi, per noi InGASati, fare acquisti in modo critico e consapevole.

Infatti, anche se non siamo esperti di illuminotecnica e abbiamo raccolto informazioni nei ritagli di tempo, su internet, nei negozi, dai grossisti, il fatto solo di aver potuto concentrare le forze per un po’ di tempo per ragionare su un singolo prodotto, con un obiettivo, forti del fatto che in un GAS ognuno si occupa di un prodotto diverso, spesso ci consente di avere una ottima visione e andare a fare una spesa oculata e consapevole a 360 gradi per tutti i prodotti che acquistiamo.

LuisaCR chiede come facciano gli esterni interessati a capire che gli InGASati sono una cosa buona.

PaoloR fa una semplice considerazione: se su Google cerchi FIESTA, trovi prima il nostro blog che quello dello Sportello Energia..

Andrea del Creser propone una serata ad hoc di presentazione degli INGASati, dal vivo, ai nuovi iscritti. E sembra, al di là di tutti i passaggi informatizzati, comunque previsti, una buona idea. E la si pensa come una possibilità che si offre, non un obbligo.

Fabrizio chiede se è stata verificata la possibilità di invio di un campionario di LED da tenere allo Sportello Energia per facilitare gli acquirenti nella scelta ma purtroppo, da verifica effettuata con il fornitore LED REVOLUTION,  ciò non è più possibile (vi è stato un allineamento con la Grande Distribuzione su questo aspetto). In passato, si ricorda, gli InGASati ricevettero un campionario, forse dalla stessa azienda, (forse mai restituito…)

Si è fatto davvero tardi, plenaria intensa, anche se rimangono sul tavolo diversi argomenti per i quali si rimanda alla prossima, fissata per il 10 febbraio a Meldola.

Buonanotte!

2017_01_13 FIESTA Energy Audit per CPG

2016_06_04 sintesi progetto FIESTA Forlì

4 commento a “Nota di Riunione – Plenaria InGASati – gen 2017”

  1. il 27 Gen 2017 alle 14:18 1.AndreaM Meldola said …

    Grazie per aver verbalizzato così chiaramente!
    Ciao

  2. il 28 Gen 2017 alle 20:49 2.babs Gasrage said …

    evvai, abbiamo trovato un ottimo verbalizzatore!
    stefano, puoi dire addio alle pause pranzo 😉

  3. il 30 Gen 2017 alle 17:54 3.gessica&alex Meldola said …

    urca … che verbalone..
    Complimentoni..
    e SuperGrazie!
    Alex.

  4. il 31 Gen 2017 alle 16:02 4.Acquacheta Gasrage said …

    In effetti è un po’ che sono a dieta, con Fiesta & co…
    😉

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