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Riflessioni Romeo G. Meldola | 10 Gen 2015 02:13 pm

Quanto è importante andare oltre al “bio”?

Visto che proprio ieri sera si è parlato di mele e visto anche che è giusto riflettere sul fatto che il GAS non è solo prodotto bio da confrontare con il bio del supermercato … vi propongo questo bel video

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Penso che si debba andare oltre al semplice prodotto proveniente da agricoltura biologica per arrivare al prodotto di cui si consoce la vita non solo sua ma anche del produttore che lo coltiva … W li inGASati!

Saluti radiosi

4 commento a “Quanto è importante andare oltre al “bio”?”

  1. il 11 Gen 2015 alle 13:44 1.Cri Gasrage said …

    ammappete !!!
    Io sono sempre più convinta della mia scelta di fare la spesa e sono sempre più orgogliosa di noi!!!
    Grazie come sempre Romeo

  2. il 15 Gen 2015 alle 10:35 2.Acquacheta Gasrage said …

    Certo! Ci sono tanti aspetti importanti, oltre il biologico, che spesso da solo ha poco significato, in un paese di furbi come l’Italia poi.. Però un lato rifiuto l’obiezione semplicistica stile tanto male tanto peggio di chi dice: il biologico in Italia è una truffa e allora non facciamoci imbrogliare a pagare di più per prodotti che sono come gli altri.

    Primo perchè purtroppo è vero, come in ogni business, ci è entrato anche il malaffare e vediamo continui scandali, ma ci sono anche tante realtà sane che ci credono e operano seriamente secondo i disciplinari del biologico.

    Secondo perchè comunque il biologico stabilisce un (minor e miglior) livello non solo di chimica impiegata, ma anche di (maggior) rispetto per la vita degli animali, nel caso di prodotti di derivazione animale e una maggiore attenzione anche a tutti gli altri ingredienti e quindi del prodotto finale nel caso di prodotti trasformati.

    Conoscere la filiera e il produttore di persona, o tramite un GAS è veramente un passo notevole, per avere maggiore fiducia nel prodotto che si acquista.

    Inoltre poterlo retribuire molto meglio di quanto faccia la grande distribuzione e incentivarlo in tal modo a produrre magari meno ma con maggior attenzione alla qualità e salubrità del prodotto è un aspetto fondamentale.

    Mi rammarico che ancora tanti giovani, spesso laureati e spesso anche di “buona famiglia”, ma ancora purtroppo ingranaggi del sistema imperante che ci sta portando alla rovina, non riescano, pur essendo imprenditori, a svincolarsi.

    Portare avanti l’azienda di famiglia con produzioni intensive, con alto uso di prodotti chimici, vendendo solo alla grande distribuzione e puntando praticamente ad arricchirsi sempre più, allargandosi, allargandosi, senza riflettere su quante tonnellate di prodotti chimici vengono disperse settimanalmente nell’ambiente in cui la stessa persona vive con la sua famiglia non è la strada giusta..

    E noi dovremmo stimolare questo genere di riflessioni..oltrechè incentivare come già facciamo chi produce in un certo modo.

    Ciao,
    Acquacheta

  3. il 24 Gen 2015 alle 07:46 3.PaoloR Meldola said …

    E scopri che è una bufala http://www.ecoblog.it/post/141494/mele-troppo-lucide-per-essere-bio-un-po-di-chiarezza-sulle-cere-usate-per-proteggere-la-frutta grazie a Sara Mengozzi che ha segnalato https://www.facebook.com/Biomela/posts/779591408781782:0

  4. il 24 Gen 2015 alle 08:15 4.Romeo G. Meldola said …

    Ho letto attentamente l’articolo, benvengano le mele che naturalmente sono coperte di una cera per porteggerle e mantenerle … rimango sul fatto che preferisco conoscere il mio spacciatore di mele e sapere a chi vanno i miei soldi per compensare il suo amorevole lavoro per darmi un prodotto sano e naturale 🙂

    Grazie Paolo!

    Saluti radiosi

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