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Ordini Romeo G. Meldola | 11 Gen 2010 08:32 pm

Resoconto plenaria del 08 gennaio 2009

La riunione inizia con la presentazione da parte di Alex dei luminari della serata (Antonella e Pietro) e alle 21:10 si da inizio alle danze illustrando le referenze vacanti: Sale, illness Piadina romagnola, abbigliamento con Made in No, lampade a led. Siamo partiti circa in 30 “uditori” per arrivare al clou in circa 45 attivissimi partecipanti.
Antonella mette in circolo alcuni libri che consiglia sul tema appunto delle terapie naturali in modo che chi è interessato possa segnarsi i titoli.
A questo punto parte Pietro che spiega che i 5 anni di Guatemala (dal 1992 al 1997 circa) gli hanno fatto conoscere l’universo della fitoterapia mostrandogli anche le straordinarie guarigioni che se ne traevano.
Al ritorno dal viaggio del Guatemala è andato da un collega che lavorava in carcere alla Gorgona e che si occupava di curare gli animali con l’omeopatia ed ha visto ulteriori importanti successi e si è buttato anima e corpo nell’avventura della cura con questi rimedi.
La cosa che lo affascina maggiormente è che in omeopatia non c’è la malattia ma il malato. Ha fatto 3 anni di scuola di specializzazione a Firenze. A questo punto parte una bella serie di slide volte a tracciare un po’ i principi base e i principali sviluppatori di questo tipo di cure.
Riporto solo le cose che maggiormente mi hanno colpito:

Ippocrate, fondatore della medicina, ha creato le basi della moderna medicina e anche della medicina omeopatica. I principi della medicina sono comunque i seguenti.

  • Similia similibus curantur: ecco il principio dell’omeopatia per il quale il simile cura il simile 8si cura il sintomo con qualche rimedio che darebbe gli stessi effetti se assunto concentrato).
  • Contraria contrariis curantur: questo è il principio dell’allopatia per il quale serve il contrario per curare (si cura il sintomo con qualcosa che lo sopprime)
  • Vis naturae medicatrix: questa è nient’altro che la forza personale di guarigione che ogni corpo vivente ha

Hahnemann, il vero padre dell’omeopatia, è stato tirato su dando una grande importanza alla riflessione; tutti i giorni veniva chiuso dal padre in una stanza buia e gli dava un compito su cui riflettere per circa 1,5 ore. In quei tempi (fine 1700) Hahnemann, guardando i lavoratori che lavoravano sulla corteccia del chinino, si rese conto che avevano gli stessi sintomi dei malati di malaria ed allora iniziò su se stesso a provare una grande serie di essenze e altri prodotti riuscendo così a creare una grande base dati. Non potendo assumerle direttamente per non rischiare di morire ogni volta scelse di “diluire” queste “essenze” scoprendo così che a fronte di diluizioni diverse “dinamizzate” con forti succussioni si riusciva a tracciare di ogni sostanza una certa gamma di sintomi.
Kent è un altro grande che, ammalatasi la moglie, inizia a studiare la malattia capendo che la malattia non è “causa” ma “effetto”. La tosse, ad esempio, non è una malattia bensì un effetto di qualche squilibrio che è arrivato e che è da indagare.
L’organismo va preso quindi nella sua globalità e studiato per capire dove stia lo squilibrio che genera un certo tipo di malattia che appare quale segnale esterno appunto dello squilibrio. Siccome proprio con le parole cercano di distoglierci dalla verità viene ribadito che la Medicina tradizionale non è la medicina allopatica (relativamente recente – 150, 200 anni) bensì quella che vige da molti più secoli quindi quella che trova le sue cure dalla natura.
Traccia poi un quadro di quella che è la “malattia”

  • Malattia acuta: ha un esordio improvviso, si sviluppa rapidamente e la risoluzione è piuttosto spontanea nella remissione. Un rimedio perciò se ben valutato agisce in fretta.
  • Malattia cronica: esordio lento, evoluzione subdola e tendenza a permanere e perpetuarsi; la cura chiaramente è più lenta nell’azione.
  • Malattie croniche apparenti: dipendono parecchio dai limiti personali e dall’ambiente in cui si vive, lavora, dalle relazioni.; sono generalmente frutto di abitudini alimentari improprie, eccessi lavorativi, ecc.

Le malattie acute, ai giorni nostri, sono state fortemente ridimensionate (vuoi dalla maggiore igiene, dalle maggiori attenzioni e dalle mutate condizioni psico-sociali), sono però aumentate esponenzialmente le malattie cronico-degenerative, le allergie (che nel terzo mondo praticamente sono inesistenti), le malattie autoimmuni .
Negli allevamenti industriali il problema che si riscontra maggiormente in quest’epoca di spinto “sfruttamento dell’animale” è il “calore silente”: animali che non vanno più in calore e non rimangono più in cinta. Se ci si pensa non è un segnale da poco, è segno che l’animale decide l’auto-estinzione piuttosto che la scelta di continuare a procreare suoi simili con la prospettiva di farli “vivere” in quelle condizioni.

Per questo tipo di problemi (malattia cronaca apparente) l’unica soluzione è rimuovere l’effetto che l’ha scatenata.

E’ la volta di Antonella che, invece, al primo anno di medicina scoprì l’omeopatia che miracolò suo padre (anni ’90 circa) che alla visita di un medico omeopatico (Micucci) dopo un’accurata analisi medica si rese conto che un farmaco, che suo padre prendeva praticamente all’insaputa di tutti da oltre 20 anni, aveva effettivamente parecchi effetti collaterali che lo portò, in pratica, ad un morbo di Parkinson. Diversi medici ritenevano non più curabile l’avanzamento della sua malattia. Questo medico invece con una terapia omeopatica (Plumbum mi pare alla 200 CH) in prim’ordine e due anni di disintossicazione forzata (anni pieni di odiosi e perfino problematici effetti della disintossicazione stessa) lo portò di nuovo in sella alla bicicletta per allenarsi al ritmo ci circa 200 km al giorno e, poi, ad andare fino a Budapest appunto in bicicletta.
Questo è il motivo per cui si è poi specializzata studiando a fondo questa medicina così “Elegante”.
Parla alla platea anche di una altro grande dell’omeopatia: Hering spiegando la sua “teoria della soppressione” e della sua legge di guarigione naturale. Parla poi della memoria biologica che abbiamo dentro di noi che permette appunto di tracciare la vita delle persone.
Il rimedio giusto “rimedia” e questo dovrebbe essere il vero scopo dell’agire medico. Non mettere “solo delle pezze”.
Spiega un’altra importante differenza tra le due medicine: la medicina allopatica si sperimenta sull’animale e poi la si passa all’uomo; l’omeopatia invece si sperimenta direttamente sull’uomo proprio perché altrimenti non si potrebbe evolvere nella sua conoscenza in quanto è molto importante il “ritorno” che solo l’uomo è in grado di “spiegare”; anche questa medicina si sperimenta regolarmente con il “doppio cieco”.
Alla domanda sulla diluizione dei rimedi e sulla loro assimilazione all’acqua fresca Antonella spiega come Hahneman abbia “collaudato” su se stesso queste diluizioni verificando gli effetti delle diluizioni successive. Spiega appunto il concetto di dinamizzazione e di “informazione” sul composto finale delle proprietà “proprie” del rimedio originale.
Per chi invece fa domande sul costo delle terapie Pietro traccia un parallelo veterinario spiegando che a fronte di un costo di circa 250/300 € ogni capo per una mastite curata con medicina allopatica (antibiotici) si passa a circa 1 o 2 euro per la stessa mastite curata con l’omeopatia.

Per l’omeopatia la malattia fa parte integrante del vivere, gli approcci che si possono seguire sono, in estrema sintesi, due:
io sono protagonista quindi voglio partecipare attivamente alla mia guarigione,
sono affari tuoi, caro il mio medico, dammi il farmaco e fammi guarire.
Una strada è più impegnativa ma dipende da noi se vogliamo o meno affrontarla.
Alla domanda: si cura l’artrosi?
Antonella risponde: se mi fai vedere in un cassetto la tua artrosi allora si cura. In pratica non si cura l’artrosi ma la persona che ha l’artrosi!

A domande su malattie infantili Antonella spiega che il figlio è, in generale, il sintomo della famiglia quindi per la cura delle malattie occorre indagare a 360 gradi su tutto il suo nucleo.

Si sono susseguite una bella serie di domande e di considerazioni; riporto solo la mia considerazione … la ricordo meglio 🙂
Curiamo (io e Barbara) con l’omeopatia i nostri figli da quando sono venuti al mondo con risultati veramente eccezionali, a quasi 10 ed 11 anni hanno preso l’antibiotico una sola volta pur avendo frequentato ogni genere di asilo e diverse attività sportive. L’omeopatia ci ha permesso di conoscere meglio i nostri figli perché ci stimola ad osservare anche i particolari e facendo nostra la capacità di “rimediare” a loro squilibri senza delegarla completamente al pediatra o al medico specialista permettendoci di stabilire un legame forte e meraviglioso. E’ sicuramente più difficile rispetto alla scelta in voga al momento di seguire semplicemente il consiglio del medico; fa dormire meno fare qualche spugnatura rispetto al dare qualche medicinale al paracetamolo (tipo tachipirina) ma ripaga di ogni sforzo ogni volta!

A questo punto visto l’orario viene dato un po’ di tempo alle comunicazioni inGAsate conclusive.
Si vuole cercare di raccogliere le idee per i futuri incontri a tema; alcune sono già emerse circa: energie rinnovabili, incontro con atorflex, nostro produttore di scarpe, incontro con Eugea per le api impollinatrici ed i semi dei fiori; incontro/spiegazione di una qualche realtà abruzzese che potremmo aiutare a risorgere dal tremendo terremoto di anno scorso. Si creerà una specifica discussione sul blog per raccogliere le idee di ciascuno.
Antonella spiega che l’ordine del tonno a parecchi problemi perché diversi tipi di tonno sono esauriti
Romeo spiega che alla consegna dei prodotti Made in No lascerà la referenza della stessa per curare una nuova avventura “sementiera” in favore di chi vuole (e può…) ancora “seminare” qualcosa per il proprio sostentamento diventando attore principale dell’atto di sfamarsi 🙂
Traccia anche un primo bilancio di massima del 2009 inGASato che a fronte di un 2008 che si era chiuso con circa 40.000 € di movimento vede il 2009 più che raddoppiato ma a raccolta dati ultimata provvederà a illustrare dati definitivi in specifica discussione.
Alle 23:15 circa l’incontro viene concluso.

Saluti radiosi

7 commento a “Resoconto plenaria del 08 gennaio 2009”

  1. il 12 Gen 2010 alle 16:16 1.FrancescaM La finestra sul...GAS said …

    bravo Romeo!!!

  2. il 12 Gen 2010 alle 21:32 2.gessica&alex Meldola said …

    Grazie Mille Romeo,
    ottimo resoconto…
    a breve pubblicher l’articolo per raccogliere idee e proposte per le prossim riunioni.
    Ricordo anche che il 12 Febbraio la giornata di M’Illumino di Meno, e come sottolineato in riunione anche quest’anno gli InGasati (grazie Antonella) aderiranno alla grande!

    Saluti.
    Alex.

  3. il 13 Gen 2010 alle 10:21 3.daviglo CaOssi said …

    Grazie tante a Romeo e una Ola per il nuovo spazio messoci a disposizione per le riunioni: fantastico!! Guardate come siamo belli!!

    ciao
    Gloria e Davide

  4. il 14 Gen 2010 alle 19:54 4.antonellaM CaOssi said …

    Grazie mille di questo splendido resoconto!
    Con la bimba piccola faccio fatica a riuscire a partecipare agli incontri serali…e mi dispiace!
    Ma cos un po’ come se avessi partecipato anche io!
    Grazie di nuovo!
    Antonella

  5. il 15 Gen 2010 alle 09:07 5.Pietro Meldola said …

    Grazie mille Romeo
    abbracci
    Pietro

  6. il 16 Gen 2010 alle 16:57 6.Andrea M. Meldola said …

    Ma che bravo!
    Grazie Romeo.
    Ciao

  7. il 16 Gen 2010 alle 22:02 7.MammaRocco Villagrappa said …

    Grazie a Romeo e a tutti per la partecipazione.
    Antonella.

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