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Ordini Romeo G. Meldola | 09 Ott 2011 06:43 am

Resoconto riunione plenaria del 07/10/2011

Ore 21:10
Alex parla dell’ultimo ordine con Ciao Latte (parmigiano) illustrando alcuni aspetti organizzativi dell’azienda che insieme abbiamo un po’ discusso verbalmente dando poi carta bianca ad Alex e Pietro per approfondire ulteriormente magari confrontandosi con veterinari colleghi di Pietro delle zone di Parma, hospital ripromettendoci di tornarci sopra meglio in una prossima discussione sul blog; comunque visto che oramai l’ordine è pronto abbiamo concordato di farlo procedere dopodiché ragioneremo sui prossimi.
Officina Naturae è nata nel 2004 dall’esperienza che era stata fatta proprio nel GAS di Rimini. Dovendo scegliere dei detersivi allora si misero a controllare gli ingredienti accorgendosi che non erano poi tutta questa bontà. Essendo laureata in Chimica Farmaceutica Silvia ha approfondito ulteriormente e ad una riunione con un esperto chiesero lui quale prodotto consigliava e lui provocatoriamente rispose che per le esigenze delle persone del GAS si poteva anche pensare di produrselo da soli e lei e Luca provarono a fare diverse prove che poi fecero provare agli amici del GAS chiedendogli una serie di ritorni tramite diverse domande. Leggendo le risposte e vedendo che pareva che i prodotti funzionassero decisero di gettarsi nell’avventura cercando di affidare a terzisti la produzione con formule ed ingredienti scelti da loro.
Il 1^ luglio 2004 arrivarono così 1000 taniche di ogni tipologia di prodotto che misero nel garage dei suoceri di Silvia avviando così una società semplice che potesse gestire la cosa dandosi tempo 1 anno per vedere se la loro scelta poteva avere un futuro. Ad aprile dell’anno successivo i primi GAS che provarono i loro prodotti li riconfermarono con un secondo ordine e gli stessi GAS aumentavano e così decisero di continuare la loro avventura.
Arrivò la linea con il burro di Kiuri importato direttamente dal nepal. Poi la linea aequa con più ingredienti da commercio equo e solidale, poi la linea Natù che veniva incontro alle esigenze di prezzo di alcune famiglie, poi c’è stata la linea in buste per ridurre i rifiuti e gli ingombri degli stessi (usando anche parte di plastica riciclata) poi arriva la linea Solara.
L’olio di cocco è l’ingrediente principale utilizzato da chi fa prodotti “naturali” ma fa tantissimi chilometri e così loro dopo tante ricerche sono arrivati all’olio di brassica (una sorta di cavolo) che si coltiva in toscana e si estrae con un processo lavorativo in Italia.
La società dopo qualche anno si è trasformata mettendo entrambi al 50% come responsabili: all’80% i clienti provengono dai GAS, è stato assunto un magazziniere a tempo pieno ed una segretaria a tempo parziale. Ora, rispetto all’inizio, si producono da soli i prodotti con una società ad hoc con alcuni ragazzi che stavano per rimanere a casa senza lavoro perché la loro realtà industriale si stava trasferendo dal Veneto in luoghi fiscalmente più agevolati dallo Stato e così ora si producono direttamente i loro prodotti liquidi salvaguardando appunto il posto di lavoro di questi tre capifamiglia che così hanno potuto continuare a lavorare.
Silvia vuole puntare più che su spiegare officina Naturae, la logica di scelta dei detersivi per darci qualche elemetno in + per una scelta maggiormente consapevole.
Uno spazzolino da denti corrisponde a 1,5 kg di rifiuti; 1 PC corrisponde ad 1 tonnellata di rifiuti ed è per questo che Officina Naturae ha fatto la precisa scelta di aumentare la plastica riciclata nei propri imballaggi per ridurre l’impatto ambientale
Arrivare alla plastica riciclata in modo esclusivo implicherebbe comunque avere flaconi verde/ grigiagnolo che non sono propriamente il massimo per l’immaginario comune per contenere dei prodotti per l’igiene personale o per lavare abiti da indossare ma lentamente la loro intenzione è proprio questa spiegandolo opportunamente ai loro clienti.
Mostrano l’impatto ambientale dell’olio di cocco raccolto lontano da noi, spremuto , stoccato, trasportato per arrivare fino a noi. Con l’olio di Brassica carinata e l’olio di oliva si è così sostituito questo ingrediente nella linea solara per ottenere i tensioattivi.
Il tensioattivo è una sorta di fiammifero, nel processo di lavaggio l’acqua scioglie lo sporco superficiale poi subentra il tensioattivo che, immaginato come fiammifero, viene attratto il gambo che si attacca allo sporco del capo, arrivando l’acqua questa viene aggancia la capocchia del fiammifero tendendo così a staccare lo sporco portando così negli scarichi il tutto.
I tensioattivi possono derivare dal petrolio, anche solo in parte (capocchia o gambo); quelli tradizionali (derivati dal petrolio) hanno il pregio di fare molta schiuma (che nell’immaginario comune è segna di azione pulente…) ed in più mantengono il composto sempre fluido anche a basse temperature
Il detersivo Officina Naturae con il freddo diventa solido e questo non è molto gradito al consumatore ma se si sceglie la naturalità si deve anche essere disposti eventualmente a portare il detersivo per qualche ora a temperatura di circa 18° in modo da farlo tornare liquido e funzionale senza alcun rischio per le qualità e proprietà del detersivo stesso.
Silvia spiega che se il nome del tensioattivo finisce con “th” allora significa che ci sono derivati del petrolio; fissato che quindi il th finale già da questa indicazione va aggiunto anche il discorso di alcuni componenti che hanno un numero finale che rappresenterebbe il numero degli atomi di carbonio: se questo numero è pari allora il prodotto è naturale, se invece è dispari allora significa che è stato aggiunto del petrolio (in natura gli atomi di carbonio si abbinano in coppia.
Vengono poi utilizzati degli antischiuma che tengono sotto controllo appunto la schiuma che sarebbe pericolosa per gli elettrodomestici. Il sapone solido è un perfetto antischiuma.
Un altro elemento costitutivo del processo è la durezza dell’acqua e questa dipende dal tipo di acqua che arriva in casa nostra.
La zeolite è un sequestrante che crea non pochi problemi alle condutture, alla fossa biologica, alla fauna acquatica. Un altro sequestrante è l’EDTA che ha effetto stabilizzante ma riesce anche a assorbire e successivamente mettere in circolo metalli pesanti che poi andando nell’acqua finiscono nella catena alimentare e quindi tornano nell’uomo con le note conseguenze che possono avere.
L’alternativa naturale è il silicio lamellare.
C’è poi il candeggiante ottico che in pratica si attacca alle trame dei tessuti (figurarsi che per staccarlo ci vogliono almeno 4 lavaggi con prodotti privi di questi agenti ottici …), al sole questo candeggiante ottico trasforma la luce ultravioletta (invisibile all’occhio) in luce visibile funzionando al pari delle luci ultraviolette della discoteca con gli abiti bianchi e dando la falsa impressione della pulizia e lucentezza del capo.
Questo sbiancante ottico però crea anche pericolose allergie ed essendo presente nel 90% dei detersivi liquidi è purtroppo troppo diffuso. Altro sbiancante è il perborato che però è teratogeno.
Il sistema sbiancante naturale è il percarbonato (una sorta di acqua ossigenata solida) che svolge le sue funzioni meglio all’aumentare della temperatura quindi per lavaggi a 40 o 60 gradi mentre a 30 gradi va praticamente sprecato.
I conservanti sono tanti, e svariati ma sono comunque sempre indicati in etichetta: formaldeide e suoi precursori (cancerogeni), parabeni (finiscono con “ben” nel nome) e hanno azione ormonosimile (confusione ormonale nei pesci…); alcool etilico, acqua ossigenata, katon e sono molto diffusi in prodotti per lavaggio manuale delle stoviglie. Questi contribuiscono sensibilmente alle dermatiti atopiche e all’aumento indiscriminato di questa patologia che si sta sviluppando in questo periodo.
Nelle etichette dei detersivi l’ordine degli ingredienti non è decrescente e non si devono indicare tutti gli ingredienti in etichetta mente è invece obbligatorio che tutte le etichette riportino il sito in cui si può andare a trovare, in ordine decrescente di presenza, i componenti del prodotto in questione (ON ha fatto la scelta da sempre di indicare ogni ingrediente in etichetta!); se poi uno non conosce le varie materie prime può andare nel biodizionario e consultare il database che Fabrizio Zago ha curato e inserito a disposizione di tutti.
Il bucato in polvere, in generale, lava sempre meglio del liquido perché si può inserirgli già il percarbonato e altri prodotti. La polvere, come detto, lava meglio soprattutto per lavaggi da 40 ° in su. Per il bucato poco sporco e delicato andrebbe bene il detersivo liquido a basse temperature mentre per il lavaggio di capi sporchi e a temperature + alte è meglio usare quello solido.
A questo punto Silvia ci propone un esercizio di lettura di etichetta di un detersivo da cui emerge, ad esempio, che il “Cellulase” (presente nella maggior parte dei prodotti per la pulizia dei capi neri) è una specie di forbice che taglia le piccole palline dei capi scuri rendendoli con un colore più gradevole e brillante con l’effetto secondario però di accorciare la vita utile degli stessi.

Arrivano poi semplici istruzioni per delle autoproduzioni.
Ci consiglia di aggiungere il percarbonato alle alte temperature nei lavaggi in lavatrice, si può usare negli ammolli precedenti per lo sporco più duro; con una soluzione di acqua e percarbonato si possono pulire le fughe delle mattonelle ed i box doccia, per igienizzare vestiti, stoviglie, water, ecc.
Lavavetri:
basta 1 cucchiaino da caffè di detersivo piatti messo nell’acqua di uno spruzzino. E inutile acquistare altri detergenti specifici … sono comunque sempre per la maggioranza assoluta acqua!
Anche il puli-tutto base si può fare allo stesso modo con diluizioni al 5%. Con un litro di detersivo universale si possono fare 20 litri di detergente!
Il detergente universale ON è stato usato anche in un nido di Bologna costruito in bio-edilizia, da successive analisi è stato dimostrato il risparmio economico nell’utilizzo rispetto anche ai detersivi tradizionali e così si è esteso l’utilizzo ad altri 17 asili del comprensorio con il controllo vigile e positivo di igiene svolto dall’AUSL.
Un altro prodotto che si presta a sostituirne tanti è l’acido citrico.
Con diluizione al 15% si può usarlo come anticalcare, ammorbidente (riducendo la durezza dell’acqua alla fine del lavaggio rende il capo più morbido per un minor deposito di calcio fra le trame, questo permette di ridurre anche il PH del capo rendendolo simile a quello della pelle quindi meglio tollerato), brillantante nella lavastoviglie, disincrostante (caldaia del ferro da stiro, macchinetta del caffè, lavaggio a vuoto di lavastoviglie e lavatrice). Come anticalcare, rispetto all’aceto è inodore e più efficace. L’aceto negli elettrodomestici secca le guarnizioni e con il nikel (quindi nell’acciaio) potrebbe sviluppare delle allergie.
Insetticida rinforzante (ricetta che hanno appreso da un cliente del nord che gliel’ha raccontata al telefono).
Riempire uno spruzzino con 1 litro di acqua e 100 ml di detersivo universale. Spruzzato sul fusto e le foglie infestate da afidi o cocciniglia, preferibilmente di sera risolverà i problemi.
Silvia suggerisce come Antiodorante (e non deodorante …) del bicarbonato micronizzato sparso sotto le ascelle, questo permette di non fare cattivo odore. L’allume di rocca, spiega Silvia, è vasocostrittore e così la ghiandola sudorifera si infiamma.

L’ultimo scorcio viene dedicato alle attenzioni: Attenzione agli eco furbi in agguato.
Biodegradabile al 100 % è una bufala perché il metodo che dimostra scientificamente la biodegradabilità ha un grado di precisione del 10% in più ed in meno quindi è impossibile dimostrare una percentuale così assoluta.
Spiega anche che quando si sceglie è meglio appurare se i prodotti sono completamente, facilmente e rapidamente biodegradabili.
Il lavaggio a freddo non sempre è così migliorativo perché potrebbe necessitare di + detersivo o di maggiore quantità d’acqua quindi diffidare quando promettono mari e monti su questo aspetto.
I consigli finali sono di tenere divisi i capi sporchi da quelli meno sporchi, pretrattare i capi + sporchi con del sapone di marsiglia prima del lavaggio in lavatrice
Tre palline da tennis di quelle bianche o da golf dentro la lavatrice permettono un migliore lavaggio perche aiutano a mantenere sgrovigliati i capi.
Alle 23:00 si passa alle domande (sono cotto pertanto riporto solo alcune curiosità che mi sono rimaste impresse…:-)
Il bicarbonato sciolto in acqua crea una soluzione batteriostatica alcalina.
Hanno diversi prodotti senza profumo per venire incontro a tante richieste di persone che hanno gravi forme di allergia

Ore 23:20 è il turno di Filippo che spiega come la coltivazione di mezzo ettaro di cece abbia dato buoni risultati ed è stato venduto tutto ai GAS. Chiaramente la quota dei terzisti (lui non ha trattore ne mezzi speciali per le lavorazioni speciali) ha inciso parecchio sul costo finale.
Quindi l’idea per la prossima stagione era quella di allargare l’appezzamento per cercare di ammortizzare meglio i costi. Ha già “preparato” due ettari di terreno prima incolto con l’intenzione di distribuirlo così: mezzo ettaro al cece, il restante voleva destinarla a un grano di varietà gentil rosso (grano tenero antico romagnolo) e il Khorasan, che viene da Bassano del grappa ed è similare al Kamut ma senza pagare royalties per l’utilizzo del marchio Kamut che comunque ha un costo elevato (150 €/q.le con una semina di 3-4 q.li ad ettaro). Userà appunto terreno incolto che non ha mai avuto fertilizzanti chimici e userà i disciplinari dell’agricoltura biologica senza comunque farsi certificare per non gravare anche di quei costi, in pratica sarà la prima certificazione inGASata e sulla fiducia 🙂
Siccome anche LUGAS ed il GAS di Ravenna sarebbero interessati a produrre la pasta con i grani locali e si sarebbe trovato, a Ferrara, il pastificio la Romagnola che ce lo trasformerebbe in pasta così riusciremmo anche a chiudere quel giro; visti alcuni precedenti con la Romagnola attenderemo però gli accordi e le garanzie che attualmente alcuni membri del LUGAS stanno perfezionano con la Romagnola. Inoltre anche il nostro forno di Dovadola si è detto interessato all’acquisto di questa produzione di grani sempreché le prove di panificazione diano buoni risultati e così già qualche garanzia in + c’è.
L’idea condivisa potrebbe essere quella di aprire una discussione specifica sul blog in cui illustriamo questo progetto e vediamo se riusciamo in qualche modo a aiutare Filippo a partire; si pensava ad un “contributo di solidarietà” di circa 10€ a gasista che sottoscriverà per “condividere” il rischio con Filippo (magari copriremmo i costi del seme …) che si trasformerebbero a fine raccolto se tutto va bene in una sorta di sacchetto premio con cui verrà ripagata la fiducia (cece, grano o farina … si vedrà meglio).
Filippo nel frattempo verrà assunto dal suo padrone di casa (che gli sta “prestando” il terreno per queste semine e così potrà regolarmente fatturarci il prodotto finale sistemando anche l’aspetto fiscale.
Purtroppo la decisione è da prenere in fretta perché entro il 20 di ottobre si deve seminare pertanto non potremo ragionare sulla cosa a mente fredda ma sono ben accette le idee di ciascuno in proposito … ragazzi, qui stiamo veramente facendo salti in avanti incredibili!

Presentazione di Momini:
Le ragazze di momini ci presentano alcuni loro prodotti (esposti in sala per dar modo di capire di che si tratta) spiegando anche la rigida selezione dei loro fornitori per arrivare a prodotti il più possibile rispettosi della natura (legno riciclato o proveniente da foreste controllate, ecc.) spiegandoci l’intenzione di riportarne una selezione in un ordine per gli inGASati con uno sconto sensibile rispetto al negozio per coprire magari qualche regalo di Natale. Purtroppo l’ora è tarda e si decide di chiudere in bellezza.

Per le prox volte dovremo preparare un contenitore per le offerte per il pagamento della sala del Villaggio visto che alla fine diversi erano già andati e si è faticato a raggiungere la cifra stabilita per l’affitto della saletta 🙂
Saluti radiosi

5 commento a “Resoconto riunione plenaria del 07/10/2011”

  1. il 09 Ott 2011 alle 13:58 1.cri Gasrage said …

    riunione davvero istruttiva, ma ho notato che, quando ci sono ospiti come TEA o OFFICINA NATURAE, la “chiaccherata” si dilunga, anche perch sono cose cmq interessanti e serie e necessitano di molta attenzione, per cui chi viene per secondo e terzo ospite si trova con un pubblico un p stanco e “provato” 🙂 . Forse sarebbe il caso o di cominciare prima (l’orario per le 20,30, ma prima delle 21 non si comincia mai…e questo vale anche per me che ero in ritardo!!!) o di mettere meno “carne al fuoco”, perch mi dispiaciuto non aver approfondito bene con Filippo, ma anch’io, come quasi tutti, ero stanca…
    La storia del farci la pasta da soli, sarebbe bella, ma non ho ben capito come fare: per es. come faccio a sapere quanto grano occorre per fare un kg di maccheroni??
    Per quanto riguarda Momini dico solo una cosa: Ieri (sabato, cio il giorno dopo la plenaria) ero al compl.del mio cuginetto di 1 anno: 4 regali su 6 erano di Momini!!!! 🙂

  2. il 09 Ott 2011 alle 16:12 2.Sarmik Gasrage said …

    Romeo grazie del verbale, ho corretto qualche errore di battitura qua e l (deformazione professionale)spero non ti offenderai.
    Baci e abbracci
    Sara

  3. il 10 Ott 2011 alle 21:57 3.ClaRo GasRage said …

    Ciao!
    Prima di tutto grazie del resoconto per noi che non c’eravamo.
    Io sono un po’ negata coi detersivi e i prelavaggi ma piano piano qualcosa imparo.

    Parlando invece di deformazione professionale….

    Gi nelle scorse riunioni mettevamo una scatolina per la raccolta soldini, ma se qualcuno a met riunione (o prima del primo speaker) non si incaricava di farlo girare di mano in mano la cifra non si raggiungeva lo stesso.
    Si entra con la voglia di salutare tutti, si esce con la voglia di andare a dormire presto e la scatolina passa inosservata. Questo almeno ci che ho notato in passato.

    Grazie ancora e alla prossima.

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