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Riflessioni Romeo G. Meldola | 05 Ott 2014 10:04 am

T-Tip, ma cos’è sta roba?

Ammetto che, ormai oltre un anno fa, quando lessi per la prima volta di questa sigla (T-Tip) non ci capii nulla pensando che le sigle in inglese servono proprio a disorientare e così evitai accuratamente di approfondire.

Piano piano ascoltando qualche registrazione disponibile su you tube (naturalmente pochissimi ne parlano in televisione … ) mi sono iniziato a fare un’idea pensando, sinceramente, che ci fosse un buon ambito di esagerazione ma via via gli elementi si sono fatti più chiari e provo a scrivere quello che ho capito.

T-Tip: Transatlantic Trade and Investment Partnership (Partenariato Transatlantico su Commercio e Investimenti) tradotto un pò meglio si potrebbe arrivare a “Trattato di liberalizzazione degli scambi e degli investimenti tra Usa e Ue” il che potrebbe dare, in prima battuta, una idea bucolica financo positiva in quanto “abbattere barriere” da quando il muro di Berlino è venuto giù, in se porta un’idea positiva di miglioramento delle condizioni ma approfondendo emerge tutt’altro.

Intanto il negoziato è segreto tra la Commissione Europea ed il Ministero del Commercio USA e non è disponibile nemmeno una bozza di questo accordo pertanto è difficile anche dare sicurezza a quanto discusso ma le intenzioni oramai sono palesate oltrechè sostenute dai principali governi europei (guardacaso il nostro compreso) come panacea per risolvere o aiutare a risolvere la crisi che oramai, pur con pizzerie ancora  mezze piene, inizia a mostrasi nella sua drammatica criticità.

Sotto attacco non saranno soltanto servizi pubblici e beni comuni; non c’è solo il rischio di privatizzazioni e svendite selvagge ma gli standard (che abbiamo sudato per raggiungere nel tempo) come la sicurezza dei cibi e della loro produzione, dell’ambiente e della sua preservazione, dei luoghi di lavoro, della chimica financo gli stessi contratti di lavoro hanno una considerazione, idee e pratiche completamente differente in Europa e in USA. Secondo te queste “liberalizzazioni” porteranno ad assumere i valori più a favore della salute o più a favore del mercato? Secondo te si prenderanno a riferimento i parametri più restrittivi o comunque più a favore della sicurezza della collettività o quelle più a favore delle industrie?

Sembra addirittura che le corporation avranno il diritto di chiamare in giudizio gli Stati che introducessero leggi o regolamenti che potessero danneggiare i loro profitti attraverso meccanismi di arbitrato internazionale andando a bypassare la giustizia ordinaria con una sorta di “giustizia privata”. Quale sarebbe la Regione o il Comune che proverebbe a dichiarasi OGM free ad esempio … chi di questi Enti potrebbe competere con Multinazionali con Bilanci che si avvicinano a quelli di uno Stato?

Insomma, ti invito ad approfondire la cosa perchè questa potrebbe definitivamente spiaggiare la nostra attività inGASata, la nostra attenzione al cibo ed all’ambiente, la nostra Società, la nostra Nazione, il Mondo!

Qualcosa potremmo porvare a farlo anche noi inGASati oltre ad aderire alla campagna …  Qui i primi appuntamenti e tutti i materiali da scaricare, inoltre ecco la mappa di chi dice no in tutta Europa http://www.stop-ttip-ceta-tisa.eu/it/

Saluti radiosi

8 commento a “T-Tip, ma cos’è sta roba?”

  1. il 06 Ott 2014 alle 11:03 1.daviglo Ca'Ossi said …

    Mah io ho letto poco (e poco si sa, visto che effettivamente la caratteristica di questa negoziazione tra UE e USA è l’assenza di trasparenza).

    Da quel poco s’è capito che oggetto dell’accordo è la
    rimozione di qualsiasi ostacolo alla libera commercializzazione di beni e servizi. Naturalmente tutto si gioca sul significato della parola “ostacolo”: gli americani tendono a includere in questo termine le leggi e tutti gli interventi normativi, l’Europa (finora) no.
    Naturalmente se il trattato dice che non devi essere ostacolato nel commercializzare i tuoi prodotti e uno stato o l’UE fa una legge che vieta di commercializzare, ad esempio gli OGM, di fatto la legge europea è un ostacolo alla commercializzazione e la ditta che vende OGM è legittimata a far causa.

    Ma bisogna capire cosa mettono dentro questo trattato, perché se davvero dovesse essere così, la sovranità europea viene completamente abrogata e lasciata al libero mercato. Perché cosa succede se uno vuole commercializzare bambini, organi umani, cadaveri, armi, pelli di animali in via di estinzione, acqua, aria? In tutti questi casi puoi far causa perché ci sono leggi europee e italiane che te lo vietano e sono quindi un ostacolo alla tua libertà di commercio.

    È un trattato molto complesso e io conto sul fatto che salti, perché il concetto di libertà medio europeo è molto diverso da quello statunitense. In Europa (e in Italia non ne parliamo) abbiamo la burocrazia scritta nel dna, la controparte europea vorrà mettere tante e tali clausole al trattato (spero), che non potranno mai essere accettate dagli americani.

    A meno che, naturalmente, non caliamo allegramente le braghe come siam soliti fare…

    Da quanto si dice qua (documento ufficiale UE, purtroppo solo in inglese): http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/july/tradoc_152699.pdf
    tutto è ancora allo stato di discussione (in particolare le Technical Barriers to Trade – Ostacoli tecnici al commercio). Il 7° ciclo di incontri è terminato il 3 ottobre, ma da quello che si legge in rete (p.es. http://www.euronews.com/2014/10/04/eu-us-trade-deal-won-t-include-european-healthcare-systems-negotiator/) i negoziatori non hanno detto molto sul contenuto della negoziazione. Vediamo se nelle prossime settimane l’Unione Europea pubblica qualche documento. Al momento la mancanza di trasparenza è la cosa più preoccupante perché la domanda che sorge spontanea è: “Perché non volete dirci quali sono le proposte sul piatto? Cosa temete?”

  2. il 06 Ott 2014 alle 15:32 2.Daniela Zenzero Candito Villagrappa said …

    🙂

    grazie Romeo, la tenevamo d’occhio ogni tanto salta fuori nei video che seguiamo, a noi interessa moltissimo, si potrebbe tenere accesa questa finestra e aggiornarla quando via via arrivano le info??? che ne dite?

    😉 buona giornatissima

    gli zenzeri

  3. il 07 Ott 2014 alle 15:31 3.Cri Gasrage said …

    Oh santa Maria!!! Non mi fate mica dormire tranquilla!!!:( non ne sapevo mica nulla !!! La mia paura e’ come dice Daviglo, che ci e’ facile calare le braghe di fronte agli usa che prendiamo sempre come esempio….

  4. il 08 Ott 2014 alle 16:56 4.simoneb Ca' Ossi said …

    Sono di parte, essendo M5S. Vi lascio 2 link, dove potete farvi una opione di parte, la parte di chi contesta fortemente questi accordi che saranno deleteri per l’economia Italiana, ma soprattutto giustificano ciò che sta accadendo nel mondo del lavoro!

    http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/esteri/2014/02/transatlantic-trade-and-investiment-partnership.html

    http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/04/ttip-la-trappola-del-libero-scambio-eurousa-caro-renzi-che-ne-pensi.html

    So che la politica deve restare fuori dagli inGASati, però noi inGASati facciamo politica, con i nostri stili di vita, con le nostre convinzioni di un modo diverso di essere consumatori, essere consumAttori (rendo giustizia a chi ha coniato questa bellissima parola, non io). 😉

  5. il 08 Ott 2014 alle 17:02 5.simoneb Ca' Ossi said …

    Questo link è meno “di parte”.

    http://stop-ttip-italia.net/info/

  6. il 15 Ott 2014 alle 13:45 6.Romeo G. Meldola said …

    Siccome Marilena del Comitato acqua instancabilemnte offre stimoli vi suggerisco anche questo bell’articolo http://www.rivistaeuropae.eu/interno/agricoltura-pesca/ttip-le-conseguenze-per-lagricoltura/

    Riporto la cosa che mi inquieta parecchio … :
    “…. In particolare, sottolinea il report, le conseguenze negative si avranno qualora l’accordo non venga accompagnato da una convergenza regolamentare su numerose questioni, tra cui OGM, utilizzo di ormoni e ractopamina per accelerare la crescita di bovini, trattamenti per debellare agenti patogeni nella carne , pesticidi e additivi alimentari. Alla base di queste divergenze vi sono due differenti approcci: l’UE usa il principio di precauzione, mentre gli Stati Uniti si affidano alle prove scientifiche per adottare restrizioni al commercio”

    Saluti radiosi e preoccupati e grazie ai pochi che hanno voluto contribuire … pochi ma buoni!!!

  7. il 20 Ott 2014 alle 10:16 7.Romeo G. Meldola said …

    Ne ha parlato anche Milena Gabanelli … c’è di che preoccuparsi … 🙂
    http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-9ed45d77-878a-4e7b-a531-df8fa39695bc.html
    Saluti radiosi

  8. il 20 Ott 2014 alle 16:48 8.Romeo G. Meldola said …

    Ulteriore integrazione … https://www.youtube.com/watch?v=uQ2u1goD3BU&feature=youtu.be

    Poveri noi!

    Saluti radiosi

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