L’ultima volta che avevamo scritto di TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita) e NGT (Nuove Tecniche Genomiche) era febbraio scorso su questa discussione.
A quanto pare il Consiglio dell’Unione Europea, oltre all’impegno sul fronte del riarmo e della militarizzazione, sta ora cercando di trovare la quadra anche su di un accordo sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA); naturalmente sotto al segno della tanto declamata “sostenibilità“.
Bello leggere che si vuol garantire la “solida protezione della salute umana ed animale” che viene addirittura grassettata nell’articolo!
Io, nel mio percorso di “innovazione agricola” personale, sto addirittura tornando all’idea di non usare più mezzi meccanici e nutrire l’humus superficiale del mio orto con la sola pacciamatura mentre i nostri legulei europei invece puntano (con queste belle terminologie e normative) a dare a chi coltiva la terra “strumenti migliori per innovare e continuare a produrre sano e sicuro per i nostri cittadini” (come dice il ministro danese dell’Alimentazione dell’agricoltura e della pesca nel virgolettato….).
A questo punto l’ideona risolutiva … facciamo due categorie di NGT così strutturate:
NGT 1 – Piante equivalenti a quelle tradizionali e convenzionali e che pertanto non debbono essere etichettate in modo riconoscibile negli scaffali dei supermercati ed il consumatore non ne sarà al corrente;
NGT 2 – Piante che hanno “modificazioni genomiche più complesse o meno equivalenti a quelle naturali” che invece sono assimilate ai vecchi OGM. Si annoverano qui quelle piante che hanno tolleranza agli erbicidi e la “produzione di una sostanza insetticida nota”. Queste per fortuna sono soggette ad autorizzazioni, tracciabilità e monitoraggio e debbono essere etichettate e dovrebbero, pertanto, essere riconoscibili nei supermercati.
Naturalmente si dovrà nominare un gruppo di esperti in materia di brevetti che vigili su queste piante NGT!
Sulle conclusioni di questo accordo provvisorio si legge, a mio modo di vedere, l’auto accusa finale:
L’accordo riguarda piante che contengono modifiche minime del materiale genetico (mutagenesi mirata) o inserimenti di materiale genetico dalla stessa pianta o da piante incrociabili (cisgenesi, compresa l’intragenesi).
Modifiche minime del genoma che, essendo grassettate nella stesura sul sito, infondono sicurezza 🙁
Si parla poi di mutagenesi mirata e Cisgenesi e intragenesi che sono comunque e sempre modifiche al DNA originario della pianta indotte artificialmente, da umani in camice bianco in un laboratorio, per accelerare caratteristiche gradite nella pianta o vegetale risultante.
Ma perché non lasciar fare tutto dalla natura (polline, insetti, clima, humus, ecc.)?
Possiamo comunque stare tranquilli che stavolta ci sono buone possibilità che l’accordo di massima diventi definitivo visto che le principali associazioni di categoria degli agricoltori lo hanno accolto praticamente all’unisono in modo enfatico.
Noi che si fa? proviamo a parlarne ai nostri produttori e arricchire il punto di vista per decidere quali azioni portare avanti?
Se anche qui riceverò meno di 5 commenti significa che … meritiamo quello che ci accadrà!
Saluti radiosi
4 risposte su “TEA e NGT …novità dal Parlamento Europeo … sono novità buone, cattive o neutre per te?”
Io sugli OGM sono da sempre diviso. Su TEA/NGT ho sentito alcune trasmissioni di divulgazione scientifica che mi hanno spiegato meglio il processo. La modifica genetica gli esseri umani la fanno da millenni, tramite gli incroci; ora sono cambiate solo le tecniche e queste di adesso sono meno invasive rispetto ai “vecchi” OGM (che poi anche lì, OGM era un termine ombrello che conteneva tante cose diverse, alcune obiettivamente mostruose, ma altre molto meno).
Da un lato, ciò che mi crea più preoccupazione sono i brevetti, perché questo implica che una manciata di aziende avrà in mano il futuro alimentare dell’umanità. Dall’altro, però, la possibilità di aumentare le rese, riducendo l’uso di acqua, pesticidi e fertilizzanti di sintesi può significare sfamare più persone, con meno inquinamento del suolo e delle falde e usando meno risorse. Per dire, la riduzione delle aree agricole in Italia causata dall’agricoltura intensiva (con tutti i suoi danni) ha, dall’altro lato causato lo spopolamento delle aree montane e l’aumento delle aree forestali in Italia. Più foreste = più biodiversità (in montagna) a fronte di: più campi intensivi = meno biodiversità in pianura. E però, ad esempio, adesso il lupo (specie ombrello) scorrazza dagli appennini alle Alpi perché trova aree forestali continue in tutta la penisola.
Come in tutte le cose, anche questa realtà è complessa, i punti di vista da cui guardarla sono molteplici e la realtà non è mai tutta bianca o tutta nera.
Riassumendo la mia opinione scelgo l’opzione “per me questa è una notizia neutra” (e comunque tanto, come dici tu, la cosa è in moto e non saremo noi a fermarla, quand’anche lo volessimo).
Qui il parere più elevato del mio, quello di slow food: https://www.slowfood.it/laccordo-per-la-deregulation-dei-nuovi-ogm-va-bocciato-nelle-aule/?PILASTRI=Advocacy&INTERESSI=EUFoodPolicies,GMOs&ATTIVITA=Article
Dovevamo avere questi risultati miracolosi di sfamare l’universo con meno acqua e meno terreni con i primi OGM … e abbiamo devastato degli ambienti una volta produttivi rafforzando le infestanti e gli insetti. Continuiamo pure a crederci Dio e portare in laboratorio qualcosa che può essere fatto tranquillamente dalla natura nei tempi che lei ritiene più opportuni e rapportati alla nostra essenza di uomini che la vivono in questo tempo.
Vedremo chi detiene questi brevetti e come sempre, seguendo i soldi, capiremo chi vuol scegliere il nostro destino pensando di esserne padrone.
Saluti radiosi
Qui si parla di mercosur e anche di Tea per dare un lancio a quello che noi facciamo 🙂
https://t.me/vogliodecidereio/5196/6792
Se non hai telegram … meglio che te lo installi … oppure cerca su facebook la pagina 9mq
Saluti radiosi
Così sui due piedi la faccenda mi inquieta parecchio.
Poi, prima di prendere posizione, sarà bene che mi faccia un’idea più ampia sull’argomento.