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Mi presento 29 gennaio: Alessandro per Conserve resistenti – Laura per Bottega del pesto – Simone per Il Castagnolo – Pietro per Quinzan

E dopo che mio figlio ha perso per due punti la sua partita a basket a Forlì, con appena mezz’ora di ritardo e bello trafelato arrivo che sta quasi terminando la presentazione delle conserve resistenti.

Vedo che la trasmissione è registrata quindi mi metto comodo ad ascoltare ma poi … non riesco a lasciare libera la tastiera … mi aiuta a capire meglio in fondo … quindi ecco a voi 🙂

Non potevo perdermi i primi 30 minuti e così me li sono rivisti e mi si è ristretto il cuore riascoltando la storia dei migranti sentendo Eleonora (qui la presentazione dei fornelli resistenti fatta in precedenza quindi non sto a ripetere). Penso che “Accendere il GAS sotto i fornelli” sia la miglior sintesi (arrivata da Roberto a coronamento del discorso di Eleonora) per riepilogare le novità ascoltate.

Andrea Pirozzi del Gas di Pesaro aggiunge, al precedente racconto, che Tito (il famoso maestro pesarese che vive a Trieste) cura anche un podcast che si chiama Silos; non me ne vogliate ma a questo non sono in grado di arrivare con la mia ignoranza informatica. Se mi dite nei commenti sotto come ascoltarlo prometto che ci provo 🙂

Dopo le cipolle donate dalla poco di buono, arrivano le zucche ad un prezzo, meno che politico, di Davide della Saracca! Da queste deriveranno dei vasetti di crema di zucca naturalmente … resistenti!

Alessandro ribadisce che le zucche arrivano da Davide che, appunto, partecipa al giro dei “frutti al mare” (il giro Marchignolo); ne ha donate una quota mentre per un’altra praticamente ha richiesto unicamente rimborso spese per carburante e fatica fisica di manodopera.

Eleonora spiega che il 26 dicembre ha fatto una spedizione (con il Santo Marito) a Trieste e nel tragitto hanno fatto una serie di soste per caricare dai vari gas donanti (Poco di Buono a Rimini, Faenza e perfino Parma … ognuno ha arricchito di valore, di alimenti e di amore questo viaggio).

Lasciatemi dire che è semplicemente divino questo legame che si è via via creato tra i vari gas ed i produttori, semplicemente fantastica la pensata di Alessandro di Semi di Zucca che non si è fermato al reperire le cipolle dalla cooperativa Poco di Buono ma che ha perfino allargato il tiro anche a produttori romagnoli!

Passiamo alla bottega del pesto di Laura Rondini che è presentata da Enrico Rovida del GAS Birubò che ci racconta di come il suo Gas si è imbattuto in questa prelibatezza.

L’azienda nasce con lo zio (ora novantenne) nel 2001  come avveniristica idea (per quei tempi): vedendo che vendevano delle mozzarelle on line suggerì al fratello di Laura di provare con il pesto e così, a Capolungo (Genova) nasce il laboratorio di produzione. La parte di vendita on line era troppo avveniristica e non spiccò il volo ma il passaparola ha comunque fatto la sua parte e tanti clienti, anche dalla parte opposta di Genova, sono diventati fedeli mantenendosi fino ad oggi. Anche il papà di Laura ha aiutato nella fase iniziale; ritirandosi il nonno ed anche il padre è stato il momento di Laura di scendere in azienda. Quattro anni fa,  ha cosi deciso di trasformare l’aiuto saltuario in una collaborazione stretta abbandonando il suo lavoro. Si occupa prevalentemente dell’etichettatura e dei social e della gestione degli ordini e degli aspetti contabili. Il pesto a Genova lo fanno tutti e per ognuno il proprio è il migliore (ogni scarrafone è bello a mamma so 🙂 .

Laura ed il fratello utilizzano basilico fresco raccolto e lavorato nelle 24 ore … e assicura che sono pochi che hanno questa “politica” … il basilico è DOP (da considerare che per essere DOP deve essere coltivato entro i confini della regione Liguria). Spiega che diversi produttori di pesto raccolgono in estate il basilico e lo mettono in cella frigorifera tritato in olio e sale e poi via via che vanno in produzione prendono questo “pastone” e lo lavorano aggiungendo gli altri ingredienti.

Siccome loro sono così artigianali, chiaramente, è tutto più genuino anche come packaging. Loro puntano al mercato di nicchia con una produzione che si mantiene artigianale. Sotto Natale, ci spiega, ha dovuto rifiutare delle vendite perché … mancava la materia prima. Si rifornisce da due serre che sono a Sant’Ilario (100 metri dietro al negozio e da un altro agricoltore di Pra). La varietà di Pra ha foglia molto piccola e tenera e il colore è mediamente più chiaro.

Sul pesto di Noci sono ancora più “piccoli” e ridotti come produzione e hanno solo due formati.

Domani (venerdì ndr), ad esempio, produrranno con 5 kg di basilico e comunque si limitano alla produzione in base agli ordini ricevuti. Producono il martedì ed il venerdì solitamente.

Il Basilico non necessita di trattamenti particolari pur anche in serra. Per i pinoli invece hanno dovuto rivolgersi anche fuori Italia (comunque mediterranei) perché ne prendono 20 kg alla volta ed i costi degli Italiani sono anche piuttosto alti proprio perché non se ne trovano; quando possono comunque si rivolgono in Italia.

Il pesto preparato così artigianalmente si può anche congelare. E’ importante, se non si usa tutto il vasetto, ricoprire il pesto di olio per evitare che prenda aria…

Il fratello di Laura si è curato maggiormente della certificazione DOP e non ha mai curato l’aspetto della certificazione bio anche perché è da solo … spera piano piano di riuscire ad affrontare anche questi aspetti.

 

 

E’ la volta di Simone dell’azienda “il Castagnolo” che produce funghi shitake freschi  ed essicati. Spiega che lui produce a Borgo Tossignano. Dice anche che lui … è la sua azienda, coltiva in solitaria su 4 piccole serre dove sistema dei ballini che sono certificati bio ma lui non ha certificato Bio per scelta personale, lo certifica la sua associazione “Campi Aperti” e chiunque va a trovarlo in azienda. Fa prettamente vendita diretta e ai mercati di Bologna oltre a qualche ristorante e locale della zona.

Alle volte non riesce a fornire, ai giri del furgoncino, tutti i GAS perché la produzione è comunque limitata. Ha formati  e tagli che vanno dai 3 etti ai 3 kg per il fresco.

Si consumano un po’ come gli altri funghi (saltati in padella con cipolla in 7-8 minuti). Stanno molto bene con le uova. Lui li suggerisce e predilige cotti alla griglia. Alle volte, in base alle condizioni ambientali e anche alla luna, sono piccoli; altre sono come un pugno. Conviene surgelarlo cotto, se proprio si vuole surgelarlo (se surgelato da crudo tende a “bagnarsi” nel rinvenimento). I ballini provengono da Treviso. Si chiama Castagnolo per il nome del podere. E’ assolutamente favorevole alle visite in azienda che rendono molto meglio di tanti racconti e certificazioni.

Lo shitake non carica particolarmente il fegato come diversi altri funghi; se uno ha delle intolleranze, comunque, l’ideale è sempre provare piccole quantità.

Il profumo è piuttosto deciso e ha un retrogusto persistente tartufato. L’origine asiatica non deve per forza far pensare che vadano mangiati con Ramen… 🙂

E’ la volta di Pietro Bandini dell’azienda Quinzan che, stasera, ci parla da una sala di incisione dopo aver sospeso la sua attività per raccontare la sua realtà.

Di lui avevo già scritto qui quindi non sto a tediarvi oltre … non posso non sottolineare il nome del nonno che mi unisce a lui: Romeo. Proprio a lui ha dedicato il Centesimino …. il migliore (parere di parte mia, naturalmente ?)
Le etichette dei suoi vini provengono da una pittrice grafica che cantava con lui, ci racconta in libertà che quando si canta con lui è impossibile non bere e da qui, assieme al talento, deriva l’allegria e la bellezza delle performance e delle … etichette 🙂

Nel gruppo dei gasisti del giro TELL ci sono “camminatori” che lanciano l’idea della “camminata dei produttori”. Il “Cammino Solidale” … che meraviglia … quante belle idee e finalmente abbiamo trovato qualcosa per fare concorrenza all’ultimo film di Zalone sul cammino di Compostela … se riusciamo a trovare un regista e un cameramen siamo in bolla!

Il 6 febbraio, annuncia Andrea, ci sarà un’atra presentazione di altri 4 produttori già individuati e così … avete già la cartolina precetto.

Adesso per favore dimmi se ti ho incuriosito e andrai a vederti  1 ora e 40 minuti di registrazione o se te ne esci appagato e soddisfatto da questo caldo ed appagante resoconto.

Anche se non commenti tanto io continuo a farli finchè ce la faccio 🙂

Saluti radiosi

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