Presentazione con nome, gruppo e … dove si andrà in vacanza (perdonate ma stavolta non ho fatto foto 🙁 )
Romeo Gaspaccio e in vacanza in Sicilia (mi suggeriscono di vedere Favignana dove c’è Tomas Jo che lavora … ma li siamo già passati anno scorso…?); Laura -Gaspaccio- e produttrice e andrà a Favignana appunto a trovare Thomas Jo; Luca -Gaspaccio- ancora non lo sa ma sta facendo il filo all’idea di andare a Favignana; Maria -Gaspaccio- magari ci andrà ma al momento non è in programma; Valentina -Gasrage- andrà alla Maddalena nel suo monolocale (di solito va a settembre ma affitta anche a chi è interessato …), lei va in aereo e poi si muove in corriera (c’è anche terrazzino… e qui molti si sono risvegliati dal letargo); Andrea (marito di Maria), anche lui si accoda a quanto ha detto Maria; Federica è di Cà Ossi e partecipa alla sua prima plenaria e spiega che va al Conero la settimana successiva; Valerio, marito/compagno di Federica va con lei?; Irene -Gaspaccio- tornata da Budapest tre giorni prima e andrà a fine giugno in Trentino e a seguire al mare qui da noi a Cesenatico per qualche giorno; Andrea -Gaspaccio- non sa se andrà in ferie … ci penserà vorrebbe andare in Sardegna … e forse abbiamo fatto il primo contratto con Valentina.
Al momento ci teniamo tutti stretta Valentina perché ha una buona offerta per le vacanze! ?
Passiamo all’ODG
Alessandro per semi di zucca: apriamo ordine anche se, al momento non si riscontrano altri partecipanti alla visita in azienda.
Veniamo al cuore della plenaria con il racconto e la raffica di domande a Laura.
Laura è di origine contadina; aiutava sempre suo padre e strappa il sorriso ricordando che quando andò alle elementari conosceva già i soli numeri numeri pari (grazie al calibro che usava per preparare le cassette di varie pezzature di frutta).
I genitori erano originari delle colline e negli anni 70 si trasferirono a Villagrappa, dove avevano principalmente pesche e vigna (solo frutticoltura). Conferiva tutto alla “cooperativa” ma poi il padre ha iniziato a dissentire con la piega che avevano preso e conferiva ai mercati di Milano tramite autotrasportatori di Forlì che periodicamente portavano ai mercati la loro frutta. Ricorda che allora l’economia era veramente circolare, a Villa Rovere assemblavano le padelle di legno mentre all’Infia di Bertinoro si approvvigionavano del cestini da frutta ed i camionisti riportavano le cassette vuote chiudendo il giro. In estate nella pausa scolastica ha sempre fatto la stagione della frutta con i genitori.
Completati gli studi nel 1989 si distaccò dalla terra seguendo altri percorsi lavorativi.
Nel 2008 ha deciso di tornare al settore primario e cambiare situazione abitativa e lavorativa resettando la sua vita. Si è approcciata con Jacopo a coltivare ortaggi biologici a Pian di Spino (bei tempi quelli delle cassette…). Da poco Jacopo aveva un figlio e quindi aveva bisogno di aiuto anche per sviluppare altre attività che non fossero il conferimento unico a cooperativa; proprio in quel contesto conobbe i GAS ed iniziò a smazzare cassette miste di verdura … deformazione che poi le è rimasta a tutt’ora ?
Conosceva Stainer per i suoi scritti pedagogici e nel 2008 inizia a leggere le sue conferenze riguardanti il suo approccio biodinamico. In questo contesto conosce Pietro che stava anche lui leggendo ed approfondendo Stainer e … scoccò la scintilla cultural amorosa. Ha poi lavorato con Cristina Benericetti dal 2011 al 2016, iniziando a progettare il proprio orto per poi realizzare dal 2017 il progetto orto in cassetta all’interno della coop.Bio val Bidente (appena i figlioli lo hanno permesso perché cresciuti). Per questo è stato importante il contributo di Pietro che, collaborando con “veterinari senza frontiere” per tanti anni, aveva visto ed introiettato tante modalità e idee anche all’estero. Dal 2019 ha integrato i propri prodotti con quelli di altri suoi vicini/amici nei listini che prepara sempre con l’attenzione di evidenziarlo attraverso colori differenti.
Fino a marzo 2020 aveva un punto di consegna degli ordini a Forlì nel maneggio Raggio di Sole vicino al centro urbano dove consegnava le cassette, a Meldola si appoggiava al Gaspaccio o direttamente a casa di qualche ordinante e comunque era sempre aperta a chi andava a casa sua su prenotazione.
Durante la pandemia ha iniziato a fare consegne a domicilio partendo dal Ronco restando a sud della Via Emilia fino a San Martino in Strada il mercoledì pomeriggio (di solito sospende a Luglio ed agosto per assenza di ordini). A Meldola solitamente consegna il venerdì. Tiene fermo il punto dei rifiuti zero riciclando gli imballaggi e le cassette. Spiega che il principale punto di forza è nel raccogliere solo quanto ordinato per cui la verdura è sempre fresca e non deperisce e riduce comunque gli scarti (che comunque sono sempre in ottica “circolare” e quando la verdura cresce troppo ed i relativi scarti … vanno ad alimentare le galline). Trapianta a scalare e, chiaramente, non ha ogni tipologia di verdura puntando a fare rete con altri produttori. Raccoglie sempre nelle condizioni di “maturazione” ottimale.
Laura ci racconta poi delle tante tipologie di insetti invasori sempre nuovi, facendoci anche un focus sulle cavallette che si spostano e, particolarmente dopo la trebbiatura collinare, sterminano tante coltivazioni.
Racconta come sia arrivata a coltivare ortaggi fino a circa 8000 metri quadrati di terreno, senza trattore e con alto contenuto di “agrifitness” (questa è una bellissima definizione della ginnastica campagnola) sino all’estate del 2021 quando le cavallette sono riuscite a ripulire tutto nel giro di una giornata…ha perfezionato un decotto di aglio e peperoncino+ zeolite con particolare attenzione al dosaggio per non bruciare le piantine trapiantate, ma sono trattamenti da fare ogni giorno se si vuole che abbiano efficacia. Iniziando il trapianto dell’orto invernale a metà agosto e con i trattamenti di cui sopra ogni giorno è riuscita a salvaguardare il suo orto anche nel periodo di luglio e agosto (periodo in cui arrivavano le cavallette)
Nel 2023 l’alluvione gli ha dato un’altra botta rovinando la serra e allagando praticamente la totalità dell’orto, essendo casa loro sede di Armonie Animali APS, inizialmente partita da veterinari ispirati con approcci olistici per arrivare anche a altre figure legate alla cura e salute dell’uomo e quindi della terra, è stata fatta una raccolta fondi che gli ha permesso di riacquistare pompa irrigua, tubi, manichette, escavatore per rifacimenti fossi, e quindi di riprendere l’attività agricola bonificando il terreno a porzioni e non chiedendo nessun tipo di aiuto pubblico.
Laura ci racconta anche di come un importante problema di salute sorto a settembre 2025, limita la sua attività, facendole decidere di chiudere l’azienda agricola e di fare diventare l’orto in cassetta parte del progetto collettivo Lab’Arca (il nome della loro casa è la barca, perche’ era la casa del barcaiolo che faceva attraversare il fiume) grazie anche ai diversi amici che le hanno permesso di continuare l’attività e completare il raccolto invernale. Dalla primavera sta riprendendo a coltivare questa sua passione anche un po’ contro il parere dei medici, ha ripensato ad una nuova modalità di vita per salvaguardare la sua salute e continuare ad occuparsi dell’orto. Gli ultimi controlli sono stati positivi anche se al momento rientra tra le “categorie protette”, quindi Pietro ha ridotto i viaggi lunghi all’estero per aiutare maggiormente sul campo quindi il progetto orto seppur ridimensionato sta avanzando riadattandosi. Infatti con il marito Pietro ed amico Andrea collaborano con un Ente di formazione per gli agricoltori che si chiama “Dinamica” di Forlì e si occupa di tutti i corsi di formazione obbligatori a pagamento ed anche corsi di formazione finanziati dalla Regione proprio sul settore agricolo ed il progetto Lab’Arca (casa, orto, galline, compost, didattica) sta diventando un luogo dove Pietro ed Andrea fanno da docenti a corsi di permacultura, orto naturale, allevamenti domestici, ecc
Anche sulle uova collabora con vicini specie nei momenti di maggior richiesta o minor produzione (in special modo Milena e Bruna) raccontando di come un gallo possa adempiere ai suoi doveri con circa 10 galline e le piace accompagnare chi le fa visita in pollaio e nei campi per rendersi conto di persona di cosa significhi coltivare la terra in modo rispettoso
I trattamenti ammessi in agricoltura biologica non sono persistenti quindi vanno fatti anche ulteriormente più frequenti rispetto all’agricoltura convenzionale.
Si rattrista spiegando che la maggior parte dei contadini sono per lo più inconsapevoli e si affidano a tecnici che possono essere cinici (che hanno un occhio puntato al loro ricavo piuttosto che alla salute collettiva). Sempre più però sono i coltivatori consapevoli ed interessati ad approfondire ciò che gli viene proposto.
Anche il papà, negli anni 70, lasciava la frutta che consumavano e trasformavano in famiglia, in una “punta” di podere dove i trattamenti non li faceva o li limitava allo strettissimo necessario per raccogliere qualcosa.
Su richiesta ci spiega dello studio fatto da IRST in collaborazione con il biodistretto invitando ad andare a leggerlo visto che è stato anche pubblicato su pubmed o chiedere a Lisa maggiori chiarimenti perché lo seguì molto da vicino. Spiega l’importanza del fatto che la sperimentazione non venne finanziata da case farmaceutiche. Dallo studio sono emersi risultati importanti sul miglioramento del microbiota con l’attenta alimentazione … siccome poi la curiosità è donna, ma può anche essere “maschia”, ecco qua una sintesi dello studio fatta con copilot. Questa analisi è costata questo consumo energetico e di acqua per cui stasera … non mi farò la doccia per recuperare e per il piacere di chi ballerà nella pista dei “Chiari di Luna” 🙂 
Valentina ci racconta che gli studi sul microbiota nelle popolazioni mondiali danno i migliori riscontri su quelle popolazioni senza cibi elaborati e che hanno mantenuto alimentazione tradizionale (esempio Africani…).
Su richiesta dei partecipanti, Laura informa che presto avrà i piselli, zucchine chiare e scure, cetrioli, pomodori da loro seminati e provenienti unicamente da libero scambio semi (hanno piante in piu se a qualcuno servono) a settembre fagiolini, fagioli borlotti, bietole, cavoli, radicchio, porri, zucche, coltivando un orto da famiglia allargata. La cassetta mista è altamente preziosa perché aiuta anche noi consumatori a scoprire nuove verdure e ricette.
Alle 23:10 circa realizziamo la ricchezza della serata e ci avviamo alle nostre dimore consegnandoci a Morfeo.
Saluti radiosi