Esperienza davvero “mistica” da Alessandro ed Anna, le due anime creatrici di Semi di Zucca, nonché da sempre GASisti nel GAS di Fano.
Alle 16:00 mia moglie, una coppia di amici ed io eravamo già la a conoscere il luogo magico dopo una mattinata intensa di meraviglioso mare adriatico (pulitissimo per la verità!).
Ci accoglie Anna mentre Alessandro è ancora in giro per il pollaio a raccogliere le uova … lo raggiungo e con lui ascoltiamo alcuni minuti di bottinatura di api nella malva che si è ben radicata “invadendo” il suo pollaio all’aperto ?
Lo lascio al suo lavoro e ci raggiungerà poi; ne frattempo noi iniziamo le degustazioni delle sue bevande al sambuco e alla menta (sempre al top!!!) che Anna ci ha portato in tavola.
Chiacchierando amabilmente arriviamo alle 17:00 quando ci raggiungono anche parecchi membri del Gas di Rimini, San Marino, Fano e della cooperativa Poco di Buono (più tardi arriverà anche la rappresentanza del Gas di Pesaro ?)
Ancora seduti nell’aia in circolo, rapido giro di presentazioni con le caratteristiche salienti di ogni GAS (non preoccupatevi … sono stato conciso e abbottonato senza annoiare nessuno … stranamente essenziale ?). Mi ha favorevolmente impressionato l’iniziativa del GAS di Fano in merito a corsi di cucito aperti ai gasisti e non; la “spesa sospesa” del Rigas (buoni da 5 euro che vengono pagati e lasciati a disposizione di chi attraversa momenti di difficoltà ….) e, naturalmente, le conserve resistenti … che, peraltro, già conoscevamo ?
Altra cosa che mi è rimasta impressa è Alessandro che ci spiega come sia arrivato al “settore primario” dopo aver avviato uno studio tecnico con fratello e altro socio, provato a entrare nel mondo nel microeolico con delle pale in legno che lui stesso preparava e rifiniva ma che da noi non funzionano per il poco vento (e ce ne mostra perfino una delle residue … una meraviglia che però non sono stato svelto a fotografare…) per poi, nel 2013, virare, con la moglie (sarta), verso l’agricoltura. Ci rende consapevoli che, con la piccola dimensione aziendale (circa 19 ettari tra seminario, ortaggi, Uliveto, frutteto e pollaio), l’unica maniera di sopravvivere per loro sia quella di chiudere le filiere, ad esempio del cereale e del legume producendo farine e prodotti da forno e preparando anche in diversi formati legumi e zuppe. Poi, via via, percepirò che Alessandro non può che dormire poco dedicando le nottate al laboratorio per le sue creazioni sia dolci che salate che poi vendono ai GAS e ai mercati locali che frequentano settimanalmente.
Si inizia la visita dell’orto con soste frequenti di spiegazione con Anna ed Alessandro. Ci raccontano il tipo di terreno con cui si sono interfacciati e che continuano a curare nonché le difficoltà ben ricompensate dalle soddisfazioni che ne ricavano. La rotazione colturale attenta che fanno nei vari anni con questa sequenza: frumento (duro, tenero oppure farro), legume (cece, lenticchia, ecc) e oleaginosa (tendenzialmente girasole). La casa era quella di campagna della famiglia di Anna, ristrutturata con cura (rifacendo il tetto e risistemando gli interni) con l’intenzione di stabilirsi definitivamente in questo angolo di paradiso quando i figli saranno grandi e autonomi (ora la casa di famiglia è a Pesaro). Troneggia dentro al salone una meravigliosa stufa a legna visibile anche dall’esterno ?
Anna, il figlio Matteo (nel periodo estivo di pausa universitaria) ed Alessandro portano avanti tutto con le loro forze e passione, una passione che abbiamo percepito anche in Matteo che, la domenica pomeriggio, caricato il decespugliatore in macchina, ci ha lasciato quasi subito per andare a curare il giardino della compagna che lo seguiva a ruota.
Hanno rilevato anche terreni confinanti al loro podere originario da un’azienda biodinamica, che era fornitrice del GAS di Fano, e li hanno amorevolmente portati verso il biologico. Sottolinea più volte, Alessandro, che questi terreni non sono assolutamente paragonabili a quelli della pianura padana e che per renderli fertili è importante non incidere con arature ma solo con movimentazioni superficiali del terreno, concimature con letame di cavallo e lasciando più possibile la terra protetta da uno strato di erba proprio per non dilavare i principi organici superficiali del terreno, impoverendolo.
Mostra alcuni cumuli di letame pronti per un successivo stendimento, ed altre aree dapprima concimate, e poi fresate che avevano colore simile ai nostri terreni di pianura padana.
Osservando terreni non “letamati” di recente, la terra appare tendenzialmente molto chiara; naturalmente la competizione con le erbe spontanee è un’altra delle attività tipiche dell’agrifitness quotidiano dei nostri tre eroi (l’idea dell’agrifitness dovrebbe aiutare tanti ad integrare lo yoga con questa “ginnastica agricola” che fa bene a se, all’ambiente e a chi si ciberà dei frutti della terra raggiungendo il … 3 volte win).
Degno di nota è l’utilizzo di strisce di telo di pacciamatura di materiale resistente e non impermeabile, riutilizzabile e riutilizzato in ogni stagione, che quindi permette alle coltivazioni ed al terreno di poter godere della pioggia che viene lasciata filtrare. Teli che hanno già aperture a distanza di circa 30 cm per le varie colture decise. Sotto ad ogni striscia di telo sono posati i tubi di irrigazione per la necessaria implementazione idrica nelle stagioni secche. L’acqua deriva da due pozzi in fondo alla valle e poco lontani che vengono sfruttati alternativamente, per permettere il recupero dei livelli dell’acqua, con sistema di galleggianti che Alessandro stesso ha implementato.
Il telo è fissato a terra con qualche graffetta di fil di ferro piegata ad U. Questi teli tengono ben compressa l’erbaccia e sono riutilizzabili molto di più di quelli che siamo abituati a vedere in Romagna per le fragole (i nostri molto più sottili, utilizzabili al massimo un paio di volte, impermeabili ed in pura … plastica).
Un paragrafo a parte le galline che hanno tre aree distinte recintate e lasciate naturalizzate con alcune piante distribuite nella “foresta di malva”, piante dove poi le galline stesse vanno a dormire… un capolavoro che avrà sicuramente richiesto fatica e dedizione per mantenerlo “quasi” ermetico alle volpi e agli altri predatori. Alessandro si incupisce un po’ ricordando la visita della volpe di qualche anno fa a causa di un cancello che non chiudeva bene: pollaio dimezzato; e così, da allora, ha rinforzato ulteriormente alcuni punti critici. Con i volatili (come gazze, cornacchie e corvi) invece è più difficile fare i conti e così in giro per i campi si trovano gusci d’uovo svuotati … e il ciclo della vita si richiude un’altra volta. Anna ci racconta di come lei si dedichi prevalentemente alla raccolta in campo, confezionamento delle cassette e vendita. La vendita avviene sia con consegne dirette a domicilio che in “punti di scambio” che in azienda, previo accordi; Anna stessa compone le cassette in base alle disponibilità comunicandone i prezzi. Ogni gasista può chiedere cosa non mettere nella propria cassetta.
Quando noi “alto romagnoli” ci avviamo sulla strada del rientro con Anna, come ultima tappa, tocchiamo il semenzaio da dove vedono la luce la quasi totalità delle piante dell’orto. Tetto in plexiglass, pareti con vetri scorrevoli … un gioiello di manufatto che mi da l’ultima spinta occorrente a provare a replicare qualcosa anche per me e per gli ortisti hobbisti ingasati… magari per il prossimo orto estivo potrò goderne pure io … anche se non ambisco a questi livelli?
Semi di Zucca raccoglie i semi delle sue piante replicandoli e riutilizzandoli e, comunque, selezionando con attenzione quelle sementi che acquista esternamente. Il girasole, per esempio, ci racconta che lo riacquista ogni anno.
Come non poteva mancare anche qualche altro produttore che il buon Alessandro ha contattato e che ci ha nel frattempo raggiunto:
- Acetaia Pagani: Roberto è originario marchigiano e sono in vacanza e lui si è defilato per venirci a salutare e a far assaggiare i suoi prodotti, lasciando Aura ed il figlioletto di 18 mesi al mare; la loro presentazione già c’era disponibile ma provare ad assaggiare i loro prodotti è stato veramente una rivelazione (mi faccio qui l’appunto per comprare “l’armonico” … è entrato in risonanza con il mio palato ?)
- Azienda Foglietta con Filippo e Sara: un’azienda di allevamento bovini di circa 90 ettari nelle campagne di Urbino. Bovine che pascolano estensivamente nei campi durante la stagione che lo permette; nella stagione invernale la loro alimentazione viene integrata con foraggio e mangime di produzione diretta. Non usano per scelta mais e soja. Racconta Filippo che al pascolo hanno avuto un problema qualche anno fa con lupi che hanno predato un vitellino e da allora attende almeno che il vitellino possa essere piuttosto autonomo prima di farlo uscire con la madre, che comunque continua a nutrirlo. Se non ricordo male (stavolta non ho preso appunti…), da circa 15 vacche realizzano circa 150 litri di latte al giorno (qui si spiega forse il perché del colore giallastro del suoi trasformati freschi…). Fa anche cassettine di carne assortita da circa 10 kg. Comunque non sono tanto le parole dette quanto i sapori e i gusti dei prodotti assaggiati che portano all’attesa di poterlo avere nel furgoncino …. Yogurt, formaggio primo sale e ricotta i pezzi forti che ci appuntiamo per l’acquisto quando ci riusciremo?
Si chiude il giro e, intanto che si imbandiscono i tavoli per la cena condivisa, noi inGASati meldolesi ci dedichiamo a caricare i pacchi degli ordini furbescamente fatti in precedenza ed agli assaggi vari. Non poteva mancare l’ultimo scorcio di socializzazione che culmina nell’abbraccio all’abbagliante raggio di sole riflesso nei sorrisi di Eleonora e Francesco che, naturalmente, arrivano al “momento giusto” dopo un ritiro spirituale che hanno fatto con amici …. Mi spaventa quasi pensare cos’alto saranno capaci di “ideare” questi due “vulcani” della natura Solidale!
Sempre nella fase dei saluti è la volta del Presidente del Rigas e del Presidente della Coop Poco di Buono che mi rincorrono dopo aver realizzato che … sono quello che scrive quei verbali chilometrici e prolissi ?; stranamente, non sono adirati ma sorridono e ringraziano ? Guardandoli da vicino ho visto e capito meglio la scorza dell’animo vincente di chi è riuscito a creare un circuito davvero enorme di persone che gravitano sul mondo dei GAS.
Nell’ultimo abbraccio ai proprietari di casa Alessandro ci invita alla pizzata dell’11 luglio sempre li da loro … anche questa una forma di cena condivisa dove, l’ultima volta, ha sfornato qualcosa come circa 100 pizze praticamente a “metro zero” visto che la mietitrebbia scarica il cereale raccolto proprio in prossimità dell’aia di casa … ma questa è un’altra storia?
Dopo che anche i miei amici di sempre hanno saccheggiato il punto vendita di Alessandro ed Anna, caricando come non mai la borsa della spesa … e pure con 8 uova colorate in mano per tenerle al caldo e che metteranno subito alla cova per variegare i colori del loro pollaio, oramai alle 19:30 partiamo per il rientro a casa.
Saluti radiosi
Una risposta su “Semi di zucca – visita in azienda del 07/06/2026”
Bel racconto e sicuramente bella giornata. Grazie della condivisione.