Categories: Riflessioni

GAS in finanziaria 2016 – perplessità!

Dopo avervi girato la mail che era girata in lista nazionale dei GAS volevo precisare meglio il mio pensiero anche per confrontarmi con voi.

Nella finanziaria 2016 al comma 391 compare un “bizzarro” e soprattutto parziale concetto di GAS:

A decorrere dall’anno 2016 e’ istituita la carta della famiglia, destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o da cittadini stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre figli minori a carico. La carta e’ rilasciata alle famiglie che ne facciano richiesta, previo pagamento degli interi costi di emissione, con i criteri e le modalita’ stabiliti, sulla base dell’ISEE, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. La carta consente l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziativa. I soggetti che partecipano all’iniziativa, i quali concedono sconti o riduzioni maggiori di quelli normalmente praticati sul mercato, possono valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari. La Carta famiglia nazionale e’ emessa dai singoli comuni, che attestano lo stato della famiglia al momento del rilascio, e ha una durata biennale dalla data di emissione. La Carta famiglia nazionale e’ funzionale anche alla creazione di uno o piu’ gruppi di acquisto familiare o gruppi di acquisto solidale nazionali, nonche’ alla fruizione dei biglietti famiglia e abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici e di altro tipo.

Pare a me chiaro leggendo il costrutto dell’articolo che il concetto che ne viene è prettamente se non unicamente quello del risparmio economico ma il GAS per come lo intendiamo è un’abbreviazione di una sigla importante: Gruppo di Acquisto Solidale

Solidale è un termine che da solo dice tutto su quello che si pone il gruppo di acquisto e solitamente la Solidarietà non guarda unicamente l’aspetto economico ma anche tanti altri risvolti e sfaccettature che vanno dal rispetto per l’ambiente nella scelta del tipo di produzione o dal fornitore da premiare con il nostro acquisto, la fiducia nella persona che ci nutre, l’accorciamento della filiera che ci porta il prodotto finale dal coltivatore/allevatore/produttore/trasformatore fin sul tavolo della cucina.

Io condivido appieno il comunicato stampa che ha redatto il tavolo RES e che per completezza vi riporto:

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MATTEO RENZI
AL CONSIGLIO DEI MINISTRI
A TUTTI I PARLAMENTARI
AL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
OGGETTO: CONSIDERAZIONI DELLA RETE NAZIONALE DELL’ECONOMIA SOLIDALE SULL’ART. 1 COMMA 391 DELLA LEGGE DI STABILITA’ – GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI
Chi scrive è la Rete Nazionale dell’Economia Solidale a cui aderiscono anche i Gruppi di Acquisto Solidale che si riconoscono nei principi e nei valori che da oltre 20 anni ispirano processi collettivi di economia solidale.
Con la presente intendiamo chiedervi di riconsiderare l’applicazione della disposizione in oggetto laddove è scritto nella Legge di Stabilità all’art. 1 comma 391:
“La Carta famiglia nazionale è funzionale anche alla creazione di uno o più gruppi di acquisto familiare o gruppi di acquisto solidale nazionali, nonché alla fruizione dei biglietti famiglia e abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici e di altro tipo”
La Legge n. 244 del 2007 (Legge Finanziaria per il 2008) ai commi 266 e 267 dell’art. 1, ha già definito e disciplinato il fenomeno dei “gruppi di acquisto solidale”; si tratta di consumatori che la Legge riconosce quali soggetti associativi autonomi, che agiscono con finalità etiche, di solidarietà e di sostenibilità ambientale
.
Crediamo inopportuno e fuorviante riferirsi in un contesto di agevolazioni ai “Gruppi di Acquisto Solidali” (per brevità GAS). Rimandando ai documenti ufficiali che potete trovare sul sito http://www.economiasolidale.net per una più precisa identificazione di questo fenomeno, basti qui ricordare che con questa definizione, si identificano le attività di gruppi di persone che intendono favorire comportamenti responsabili e consumi consapevoli, rivolti in particolare all’alimentazione, privilegiando l’agricoltura biologica, il rispetto dell’ambiente, l’accorciamento e la trasparenza della filiera e la costruzione di patti fiduciari tra produttori e consumatori, soprattutto locali.
Tra i loro principali scopi non c’è la realizzazione di una compravendita vantaggiosa, ma piuttosto la generazione di relazioni di comunità basate sulla solidarietà, in cui la persona è posta al centro del rapporto e dove lo scambio economico e il prezzo corrisposto, seppur importanti, rientrano in una relazione più ampia e articolata. Oltretutto, la partecipazione ai Gas è aperta a tutti i cittadini.
Il testo del comma 391 dell’art. 1 della Legge di Stabilità sembra proporsi di favorire – attraverso l’incentivo delle agevolazioni previste e riservate ai possessori della Carta famiglia – la formazione di Gruppi di Acquisto Solidali di carattere nazionale. Si verrebbero così a creare delle enormi agenzie di acquisto e di distribuzione, senza alcuna base territoriale locale, quindi non basate sulle relazioni di prossimità tra piccoli gruppi di consumatori e produttori, ed in cui la dimensione della solidarietà sarebbe declinata solamente nel supporto economico a famiglie svantaggiate e non nella scelta consapevole di persone che intendono condividere un percorso di cambiamento di stile di vita e di graduale transizione verso modalità di produzione e consumo maggiormente sostenibili sul piano sociale ed ambientale.

Riteniamo che il riferimento ai GAS nella disposizione in oggetto sia un grave errore semantico (dovuto alla scarsa conoscenza del fenomeno) che può trasmettere un messaggio fuorviante rispetto alla reale natura di queste organizzazioni e che certamente non aiuterebbe alla diffusione di pratiche economiche realmente sostenibili.

Siamo disponibili ad ogni genere di chiarimento su questo tema, ma nel frattempo vi chiediamo di eliminare dalla norma tale riferimento.
Data, 23 marzo 2016

Magari se volete potete dire la Vostra … per arricchire di punti di vista la cosa.
Saluti radiosi

Romeo G. Meldola

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Romeo G. Meldola

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