Oggi sono in ferie e quindi, quale modo migliore di riposarsi se non dedicarsi al ritiro del nostro ordine inGASato presso l’azienda Rivalta?
Ho lasciato a Stefano il suo ordine forlivese e quello di Valentina, mentre quello di Irene è pronto da me. Il mio, naturalmente, è già al sicuro in dispensa, che certe cose è bene non lasciarle troppo in giro… 🙂
Questa è la carica di frutta che abbiamo preparato per le Marche. Ho aiutato a caricare e, mano a mano che passavano cassette, mi si riempiva il cuore. Oltre, va detto, a sciogliersi buona parte del grasso cutaneo, perchè l’agrifitness del passamano cassette non perdona…
Ma vi rendete conto?
Tutta questa frutta non passa dalla catena della grande distribuzione organizzata, non finisce nelle loro celle frigorifere, non viene trattata come una merce anonima dentro un percorso anonimo. Ieri era nei campi romagnoli dei nostri agricoltori, ad aspettare di essere raccolta. Oggi è in viaggio. Stasera sarà sulle tavole di chi l’ha scelta.
E, soprattutto, in mezzo non ci “specula” nessun altro se non chi l’ha prodotta e chi la riceverà.
In questo giro dalle Marche, in particolare da Francesca di Butrigo e da Alessandro di Semi di Zuccam, sono arrivati circa 700 euro di prodotti marchigiani dagli inGASati e da RAGAS. In direzione opposta, verso le Marche, sono ripartiti circa 1.350 euro di frutta fresca e succulenta, valore che probabilmente crescerà ancora un po’, perchè mancano alcuni conteggi finali.
Le aziende romagnole coinvolte in questo passaggio virtuoso sono state:
- Cà Barleti
- Azienda Agricola Rivalta
- Desidia
- La Roncona
- Milena Poggi
- La Saracca
E tutto questo non nasce per caso.
Nasce dalle visioni, dalla caparbietà e dalla generosità di alcune gasiste. Non posso non citare Licia, Eleonora e le loro “truppe”, capaci di vedere possibilità dove altri vedrebbero solo complicazioni logistiche. E che dire della donazione di un’azienda faentina che ha capito, concretamente, i benefici di un commercio locale, diretto e relazionale?
Poi c’è la volontà di un gruppo di coltivatori che si sono messi insieme per aumentare l’offerta, non in competizione tra loro, ma con spirito di collaborazione. E già questo, di questi tempi, è una piccola rivoluzione culturale travestita da cassetta di pesche; grazie Agrioasi e grazie Marco!
Infine ci sono quelli che, ogni volta, si prestano a fare da trasportatori. Questa volta è toccato ad Alessandro, ma è meraviglioso vedere come, giro dopo giro, i produttori coinvolti riescano a comporre e coprire il calendario dei viaggi quindicinali. Un incastro di disponibilità, fiducia, chilometri e cassette che, visto da fuori, potrebbe sembrare complicato. Da dentro, invece, sa tanto di comunità.
Oggi ho mangiato il più buon cocomero della stagione. Grazie Marco. È stata la meravigliosa ricompensa dopo l’agrifitness del passamano cassette!
Naturalmente, tanto ben di Dio non poteva che essere scortato fino all’autostrada. Non si sa mai che qualche “romagnulaz” chiedesse il lasciapassare al nostro Alessandro, trovato a sconfinare da territorio marchigiano con un carico così prezioso…
Grazie a chi leggerà.
E grazie, soprattutto, a chi rende possibile tutto questo.
Ci si sente meno soli nella voglia di orientare questo mondo nel migliore dei modi, anche quando significa andare controcorrente. Anzi, forse proprio per questo.
Saluti radiosi



I locali devono essere ripuliti (entro un paio di settimane ci darà conferma) in quanto da tempo inutilizzati e la stanza principale è circa 5 metri per 4 metri con anche un bagno di servizio.
Ho appena assistito ad una presentazione di
n pratica tutti i sabati, a partire dall’11 ottobre, non andare alla grande distribuzione a fare la spesa.
Questo riportato sotto è il frutto finale del nostro lavoro; considerando sempre che metà raccolto va ai proprietari e metà ce lo siamo suddivisi in base alle ore e alle cassette raccolte ed alla resa in molitura (la spremitura a freddo non offre rese esagerate ma siamo praticamente sempre riusciti a stare poco sopra al 9%). Margherita è stata brava a fare pesate divise delle varie cassette nei giorni e, con la resa per molitura, il conteggio è stato piuttosto facile. Da osservare che il costo di molitura della propria quota di olive resta a carico del gasista e che Margherita ha gestito in autonomia gli appuntamenti ed i trasporti (e le attese molte volte “pesanti”) al frantoio, vigilando il percorso delle olive fino alla tanica. Delle tre moliture fatte due sono state indirizzate a Modigliana ed una a Savignano Sul Rubicone da Sapigni.