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Riflessioni

I piselli e l’agricoltura.

Ragazzi, torna il contadino che è in me … provo a mettere le mani nella terra ed oggi ho piantato i piselli comprati da Fabio al Consorzio e le fave calabresi scambiate allo scambio semi qualche domenica fa.
I piselli e l'agricoltura. 1Non vi dico la sorpresa a trovare i piselli finalmente di un colore più simile al loro (erano praticamente verdolini…); ne avevo avanzati da anno scorso che erano completamente rossi. Parlando con Fabio mi ha spiegato che la commissione europea ha imposto di smettere di conciare i piselli e l’Italia si è immediatamente allineata … chi lo ha proposto era di non ricordo quale Nazione che, naturalmente, se ne è fregata e continua a conciarli con quella sostanza rossiccia che nemmeno so cos’è ma sicuramente macchiava pure le mani…
Non so se sia vero ma il cambio l’ho verificato direttamente e ne sono certo e l’ho pure fotografato (lo so … non sono bio … ma non sono riuscito a trovarli in 4 e 4otto, purtroppo).
Questo pippone per dire che ci dobbiamo tenere buoni i contadini nostrani anche se non sono Bio perché devono rispettare sicuramente norme e controlli mediamente molto più stringenti delle altre Nazioni, anche solo in Europa (non parliamo nemmeno di altri continenti….) ed in più il detto “mogli e e buoi dei paesi tuoi” ci vorrebbe ancorati meglio al nostro territorio 🙂

Che dire poi dell’impatto e delle emissioni: sicuramente l’agricoltura biologica sarebbe il massimo ma io ho un trattore del ’70 e non lo potrei mai cambiare …. e non ci penso proprio a prenderlo elettrico … ah già, non li fanno … e anche li si entra nel girone infernale della auto “Euro” qualche numero …. che penso sia il modo più elegante per fregare noi miseri mortali. La cosa che inquina meno è quella che non compriamo, non cambiamo o quella che usiamo lo stretto necessario (anno scorso ho acceso il trattore 7 volte in tutto l’anno … di cui due era per salvarlo dall’alluvione…). Lo spirito contadino è certamente portato a non sprecare mezzi e carburante e, soprattutto, fatica specie quando non serve e non è strettamente necessaria; cerchiamo di avere fiducia cercando di approfondire al meglio ed appoggiare chi ha deciso di manifestare perchè gli interessi degli agricoltori sono coincidenti a quelli di noi consumatori!

Spero che venerdì ci raggiunga il buon Pietro Venezia in plenaria perché lui ha una visione che va ben oltre l’Italia e ci permetterebbe un orizzonte molto più vasto per le nostre considerazioni anche perchè l’agricoltura nutre ogni persona del pianeta … e non siamo pochini …

Saluti radiosi

Una risposta su “I piselli e l’agricoltura.”

Certo Romeo che tra piselli dipinti, fave e scambio semi, il rischio sembra concreto e non solo in agricoltura… Ma, come dici tu, se si limita la promiscuità rimanendo nel proprio territorio e frequentando chi conosciamo, se si prendono precauzioni, come scegliere chi produce con una certa etica, sicuramente saremo più tranquilli. Sono le basi, i princìpi fondanti del GAS. L’Italia, la nostra perla, forse il Paese al Mondo con la più alta biodiversità e la più alta concentrazione di bellezze e di bontà in un piccolo territorio molto popolato, ora, purtroppo sembra in prima fila tra i cattivi: con l’UE a favore delle Guerre volute da zio Joe, la deregolamentazione sugli OGM e il conseguente attentato alla Sovranità e alla Sicurezza Alimentare e contro l’UE su temi come la caccia e la tutela della fauna selvatica (vedasi lo sterminio degli orsi). Insomma, chi ci rappresenta (e soprattutto chi lo sostiene) non splende per acutezza e lungimiranza. E a tutti noi non resta che arruolarci e combattere in questi anni turbolenti che stiamo vivendo e che vivremo: in modo pacifico e non violento ma altrettanto strenuo, cercando di tornare ad essere frugali, semplici, essenziali, coltivandoci un orto, facendoci la legna e scambiando i nostri semi.

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