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Incontri

13/10/2026 ore 17:30 – Workshop organizzato da Radica_menti dove anche gli inGASati sono invitati.

Ciao a te!
Avevo già anticipato nell’ultima plenaria e ora inizia ad avvicinarsi il giorno del confronto con questi giovani (perlopiù dai 15 ai 35 anni) coraggiosi ed interessati !

Indegnamente proverò a rappresentare questo nostro gruppo, per offrire anche il punto di vista di un gruppo di consumatori nei confronti della misera remunerazione che va ai nostri agricoltori; sicuramente molti altri sarebbero più indicati di me ma spero proprio di aprire una breccia e stabilire collegamenti importanti e, magari, anche portare qualcuno di loro a venirci a conoscere per addentrarsi nell’operato gasista.

Qui trovate il loro articolo su instagram con anche i riferimenti per prenotarsi un posto; spero che stimoli anche giovani frequentatori del blog, che magari finora si sono solo affacciati a questa vetrina, a scendere in “campo” mettendosi in gioco. Ho già proposto in famiglia … se son rose fioriranno!

Saluti radiosi

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Incontri plenaria

Resoconto plenaria inGASata 25 Settembre 2026 – lavanda, cavalli, oli essenziali e qualche assaggio da ricordare

Come da tradizione, abbiamo iniziato con un giro di presentazioni in cerchio, chiedendo a ciascuno di condividere un ricordo legato alla propria esperienza negli inGASati.

Gloria Gasrage racconta del mobile-scarpiera ricevuto da Claudia, tanto entrato in famiglia da meritarsi persino un nome: “Claro”…. “se scarpe ch cerchi sono dentro al “claro”. Davide Gasrage ricorda con piacere le riunioni al Centro per la Pace, partecipate e piene di entusiasmo. Irene Gaspaccio torna con la memoria a un viaggio in auto verso Forlì con suo figlio piccolo, Matteo, per ritirare un ordine: non sapeva bene dove andare, ma alla fine ce l’ha fatta. Del resto, negli inGASati si arriva quasi sempre a destinazione… magari facendo qualche giro in più … Luca Gaspaccio ricorda una festa natalizia al Villaggio Mafalda, con tantissime persone e una bellissima atmosfera. Andrea Gaspaccio torna alla prima riunione da Jacopo, ricordando soprattutto la simpatia delle persone presenti (slquanto strane per il vero … Paolo, oggi non più gasista ma sempre prezioso collaboratore informatico, conserva un ottimo ricordo delle visite ai produttori. Claudia, nostra futura fornitrice, ricorda invece il suo primo giro di consegne effettuato con l’auto elettrica insieme ad Alex Bassetti. Romeo Gaspaccio non può dimenticare i viaggi notturni con il furgone di Max per portare a destinazione di due bancali di arance che arrivavano direttamente dal meridione verso le 2 – 4 di notte. Mattia Gasrage ripensa con affetto alla sede di via Olindo Guerrini, ai suoi due ingressi, al famoso divano e soprattutto alle tante persone che ogni sabato magicamente la animavano.

Claudia Romanini ci presenta Natura Essenziale

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Incontri

Digiuno intermittente: quando il pieno di energia passa anche dal vuoto

Ieri sera, martedì 14 luglio, ho avuto il piacere di ascoltare Marta Bartolini, per molti anni impegnata in ambito oncologico e oggi attiva ed impegnata su un progetto di prevenzione (“Progetto Radici” che potete trovare sia in rete su Instagram che sufacebook ed anche sul suo canale WA , percorsi che hanno un obiettivo molto semplice da dire, ma non sempre facile da mettere in pratica: imparare a prenderci cura di noi stessi nella vita quotidiana.

Non solo quando stiamo male, non solo quando “bisogna correre ai ripari”, ma prima. Nelle abitudini piccole, ripetute, quotidiane. Quelle che, sommate, fanno stile di vita.

Il tema della serata era il digiuno intermittente, accompagnato anche da una piacevole incursione nelle acque aromatizzate, utili per sostenere l’idratazione durante le ore senza cibo.

Come sempre, provo a mettere in fila quello che mi sono portato a casa, con beneficio di inventario e senza trasformarmi in medico nutrizionista nel giro di una serata ?

Il digiuno, soprattutto se prolungato o in presenza di patologie, va affrontato con criterio e possibilmente con il supporto di persone competenti.

Il digiuno non è una moda nuova

Una delle cose più interessanti emerse è che il digiuno non nasce certo con Instagram, le app contacalorie o i guru del benessere.

Nella storia dell’umanità i periodi senza cibo erano molto più normali di oggi. Non esisteva l’abitudine, ormai quasi automatica, dei tre pasti più spuntino, merendina, aperitivo, assaggino, “solo un pezzettino” e magari anche lo snack davanti alla televisione.

Ippocrate considerava il digiuno uno strumento terapeutico importante. Anche gli animali, quando stanno male, spesso smettono spontaneamente di mangiare o riducono molto il cibo. Gli Egizi lo legavano addirittura ai cicli della luna nuova, più o meno ogni 28 giorni, come pratica di purificazione e rinnovamento.

L’idea di fondo è affascinante: chiudere per un po’ il canale del cibo può aprire un altro tipo di ascolto. Non solo fisico, ma anche mentale.

Oggi invece il benessere è spesso associato all’avere sempre qualcosa da mangiare a disposizione. Peccato che l’eccesso alimentare sia collegato anche alla crescita di problemi metabolici come obesità e diabete, sempre più presenti anche tra bambini e ragazzi.

Tre modi diversi di parlare di digiuno

Durante l’incontro sono state distinte tre pratiche principali.

La prima è il digiuno intermittente, cioè limitare il periodo in cui si mangia a una finestra di circa 6, 8 o massimo 10 ore, lasciando poi 14, 16 o 18 ore senza alimenti solidi. È la formula più semplice da sperimentare, sempre usando buon senso.

La seconda è la dieta mima digiuno, che prevede cicli di 5 giorni con alimentazione ipocalorica, riduzione di proteine e zuccheri, e un piano ben strutturato. Qui l’improvvisazione è meglio lasciarla fuori dalla porta.

La terza è il digiuno prolungato, oltre le 48 o 72 ore. Questo è un terreno che richiede supervisione e monitoraggio medico o specialistico adeguato. Non è materia da “provo e vedo come va”.

Cosa succede nel corpo quando digiuniamo?

La parte più interessante, almeno per me, è stata capire che il digiuno non è semplicemente “non mangiare”.

Dopo un certo numero di ore, il corpo cambia carburante. Finché mangiamo spesso, l’organismo utilizza soprattutto zuccheri e glicogeno. Dopo circa 12 o 24 ore di digiuno, inizia progressivamente a utilizzare i grassi, producendo chetoni. È il cosiddetto switch metabolico.

Poi c’è il tema della pulizia e riparazione cellulare. Mangiare è legato alla crescita, mentre il digiuno sembra favorire meccanismi di riparazione, ricambio e rigenerazione. Nei digiuni lunghi questi processi sarebbero più marcati, ma qualcosa può attivarsi anche in quelli più brevi.

È stato poi citato l’effetto antinfiammatorio, con il coinvolgimento di sostanze come adiponectina e grelina. Curioso anche il richiamo alla respirazione nasale, che favorisce la produzione di ossido nitrico, utile per la vasodilatazione.

Infine il BDNF, il fattore neurotrofico cerebrale, una molecola importante per cervello e connessioni neuronali. Detto molto rozzamente: il digiuno non riguarda solo pancia e bilancia, ma potrebbe avere effetti interessanti anche su concentrazione, memoria e salute del sistema nervoso.

Idratarsi, idratarsi, idratarsi

Una cosa è stata molto chiara: digiunare non significa seccarsi come una prugna dimenticata nel cassetto.

Durante il digiuno si continua a bere. Anzi, l’idratazione diventa fondamentale.

Qui entrano in scena le acque aromatizzate, che mi sono sembrate una bella idea anche per chi, come me, ogni tanto deve rendere l’acqua un po’ più “simpatica”.

Qualche esempio:

  • limone e zenzero
  • limone e lavanda
  • basilico
  • cetriolo
  • rosmarino
  • menta

Si lasciano erbe, frutta o verdure in infusione in acqua minerale non clorata per almeno una notte. Gli ingredienti possono essere riutilizzati un paio di volte. La frutta va usata con moderazione, perché comunque contiene zuccheri. E così ieri sera prima immersione di erbe raccolte al buio, da solo scalzo e con il sorriso stampato 🙂
In inverno si può passare più serenamente alle tisane.

Studi, salute e buon senso

Sono stati citati diversi ambiti di studio: diabete, sistema nervoso, malattie autoimmuni, longevità, microbiota intestinale, umore e sonno.

Molte evidenze arrivano da studi preclinici o su animali, quindi è importante non trasformare ogni risultato in una promessa miracolosa. Però il quadro è interessante.

Nel diabete si parla di possibile miglioramento del controllo glicemico e di prevenzione nei soggetti predisposti. Sul sistema nervoso è stato citato il ruolo del BDNF, con possibili effetti su memoria, concentrazione e protezione rispetto a malattie neurodegenerative. Per l’artrite reumatoide è stato riferito un possibile miglioramento della sintomatologia grazie alla riduzione dell’infiammazione.

Molto interessante anche il tema del microbiota intestinale, con riferimento ad Akkermansia, batterio associato ad attività antinfiammatorie (lascio a te che sei curioso andare a vedere che si dice di sto batterio … :-))

Poi umore e sonno: secondo quanto riportato, il digiuno potrebbe favorire la produzione di melatonina e serotonina, con effetti positivi sul riposo e sul benessere psicologico.

Ma il messaggio più bello, secondo me, è stato questo: il digiuno non dovrebbe essere praticato solo per dimagrire. La perdita di peso può arrivare, certo, ma non dovrebbe essere lo scopo principale. Il centro resta la salute metabolica, l’ascolto del corpo, la prevenzione.

Il mio piccolo esperimento

Personalmente da marzo sto provando a “saltare la cena”, ferie escluse perché in ferie, si sa, anche la disciplina rimane sotto l’ombrellone.

Ho notato una migliore concentrazione serale. Riesco a leggere meglio, a introiettare meglio quello che leggo e ad arrivare alla sera meno appesantito. Il peso è sceso in modo moderato ma visibile.

Una cosa curiosa: se a pranzo inserisco alimenti fermentati (le mie verdure per esempio), sento molto meno la fame fino al mattino. In pratica la cena di famiglia non l’ho eliminata, l’ho solo spostata: la mangio a colazione ?

Durante la serata Gianni ha raccontato anche un’esperienza ben più intensa: un digiuno prolungato di 21 giorni, fatto intorno ai quarant’anni, . Esperienze di questo tipo, però, sono un altro “campionato” e vanno seguite seriamente.

Per chi non è indicato

Il digiuno non è per tutti.

È stato ricordato che non è consigliato per:

  • bambini e ragazzi in crescita
  • donne in gravidanza
  • persone cachettiche o prive di adeguate riserve corporee
  • persone con disturbi del comportamento alimentare, come anoressia, bulimia o condizioni correlate

E aggiungo io: se ci sono patologie, farmaci, fragilità o dubbi, meglio parlarne con un professionista prima di partire lancia in resta.

Da dove cominciare?

Il suggerimento più pratico è partire dal digiuno intermittente, perché è il più semplice da inserire nella vita reale.

La modalità proposta come più sensata è mantenere colazione e pranzo, saltando la cena, piuttosto che saltare la colazione. Dopo pranzo si può restare solo con liquidi oppure prevedere un piccolo spuntino entro le 16:30, ad esempio poca frutta secca.

L’estate può essere un buon momento per provarci qualche giorno alla settimana. Si beve molto, si ascolta il corpo e si impara a distinguere la fame vera da quella mentale, che spesso è solo abitudine, noia o automatismo.

Per chi fa sport nel tardo pomeriggio o alla sera, serve un pranzo ben strutturato e attenzione particolare all’idratazione.

Due idee semplici per accompagnare il percorso

Per abituarsi gradualmente a saltare la cena, sono state anche assaggiate e consegnate le ricette leggere di accompagnamento (eravamo all’azienda agricola Mabè e Benedetta e sua mamma ci hanno accolto con deliziose acque aromatizzate e prelibatezze culinarie:

Una vellutata di zucchine, con 2 kg di zucchine, una patata, dado vegetale autoprodotto e acqua.

Lenticchie fredde con verdure: lenticchie cotte con aromi vegetali  da brodo, poi unite a verdure fresche a dadini e cipolla saltata con qualche goccia di acidulato di umeboshi.

Non stare a scandalizzarti … io non ho mangiato ma ho fatto solo … l’asporto … e stamattina mi sono gustato le lenticchie 🙂

Libro consigliato

È stato suggerito anche il libro “Il digiuno felice” di Salvatore Simeone, per chi volesse approfondire ed anche un altro libro di Longo che però non mi sono segnato…

In conclusione

Mi porto a casa l’idea che il digiuno intermittente non sia una punizione, né una gara di resistenza, né l’ennesima dieta travestita da filosofia.

Può diventare, se fatto bene, una pratica di ascolto. Un modo per alleggerire il corpo, ma forse anche la testa. Un piccolo spazio vuoto che, paradossalmente, può riempirsi di energia.

Come sempre, niente fanatismi. Buon senso, gradualità, acqua a portata di mano e, se serve, un professionista competente a cui appoggiarsi.

Saluti radiosi

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Comunicazioni di servizio Incontri Ricette

Co-Energia e convenzione con Dolomiti energia per fattura elettrica a costo fisso

Dopo per partecipato al webinar organizzato da co-energia lo scorso 11 giugno ho avuto modo di approfondire un pò l’argomento sia riascoltando il webinar (la vecchiaia non aiuta a recepire tutti gli input in prima battuta… e io modestamente mi percepisco “invecchiato” :-)) che consultando la presentazione che ci è stata mostrata durante il meeting.

Ho provato ad applicarmi nella loro tabella di simulazione ma ammetto che era troppo ostica per me e temevo di fare errori e così ho desistito, sfruttando la disponibilità dichiarata a più riprese durante l’incontro on line (mail a energia at co-energia.org ( a cui consiglio di riferirsi per valutare la propria tariffa)

Ho così inviato la mia ultima bolletta della luce e lasciato fare, al gruppo di Lavoro Sovranità Energetica di CO-energia, il calcolo sui miei consumi che mi è tornato, a tempi record, la mattina successiva al giorno dell’invio. Con molta franchezza ed onestà, Marco Riccato, ha riscontrato l’attuale convenienza della mia tariffa (sono ancora nel servizio a tutele graduali non essendo mai passato a mercato libero, questo almeno fino a metà anno prossimo, quando scadrà anche questa possibilità).

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Incontri Riflessioni

Biodiversy fest, le mie considerazioni

La prima parte dell’incontro che avevamo cercato di sponsorizzare è stata riservata ai saluti istituzionali di un paio di Assessori del Comune di Cesena (mi ha favorevolmente colpito l’assessore Bertani che ha riconosciuto di essere membro del GAS di Cesena).

Ha parlato anche una ex Consigliere della Regione, prima firmataria della legge regionale di Ottobre 2023, Silvia Zamboni di Europa Verde. Ha letto il frontespizio della sua Legge che riguarda appunto i distretti del biologico spiegando come la stessa si propone di mettere in rete agricoltori, allevatori, trasformatori, Università. Ha illustrato anche che, da quando in vigore, ha già stanziato 300.000€ ad aziende della Regione ed altri 300.000€ sono a bando proprio ora.
E’ la volta di Bazzocchi (essere “mitologico” che ha contatti anche con ambienti Ministeriali ed è un po’ un riferimento per molti compresi i relatori precedenti). Ci ha spiegato come, in Italia, ci siano già circa 54 Distretti del biologico e del suo obbiettivo, per Ottobre di quest’anno, di raggiungere ed unire in un unico distretto del biologico tutta la Romagna

Iniziano gli interventi tecnici con Dradi Davide che mostra una bellissima serie di immagini di parassiti ed insetti utili, con l’immancabile coccinella, e mi ha convinto ad approfondire l’Alisso e l’Aneto lungo e vicino all’orto che tipo di aiuto possano dare ?

E’ la volta di Pransani Stefano (proprio quello del mulino che ci prepara la farina dai cereali di Paolo Marianini de “I Tirli” che ce lo trasforma in pane). Bellissima persona, semplice e diretta che spiega come riattivò l’attività del mulino dei suoi nonni con macine a pietra, ma dotandosi anche di mulino più moderno per diversificare e rispondere alle richieste di produzione che il mercato richiede. Fa sorridere come, senza sapere che significava il contratto di filiera, lui ne fu precursore in tempi poco sospetti. Lui iniziò con suo cereale e quello di altre 5 aziende vicine ed ora è arrivato a 70 aziende (naturalmente medio/piccole…) che si fidano di lui e per le quali stocca e aiuta a vedere cereali e farine. Spiega che fornisce anche in Trentino la segale che ha provato a far coltivare qua con un certo successo … Ora altre aziende arrivano a lui e vorrebbero entrare nella sua orbita ma … è saturo …servono altri Pransani!!!

E’ la volta della Dott.ssa Daniela Conti che finalmente ho conosciuto di persona!

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Incontri

Frutti al mare – resoconto del primo incontro del 20/04/2026

Arrivo con i 10 minuti accademici di ritardo dopo aver assistito alla sconfitta per 67 a 59 di mio figlio a basket … ?

Purtroppo mancano in toto i produttori romagnoli ed anche alcuni altri GAS.
Presenti i gas Faenza, Forlì, Pesaro, Monserra, che rinnovano la volontà di partecipare al progetto e ad attivare gli ordini.

Presente anche Monica del Gras che spiega che si sta trasferendo quindi non potrà seguire, per il GRAS di Ravenna, ma sottolinea che probabilmente nel 2025 non aveva ben intuito il principio che sta dietro a questo “giro marchignolo” e si augura di trovare due gasisti che riescano ad allinearsi a questo progetto facendolo ricadere nel GRAS in modo più efficace.

Licia spiega che difficilmente si riesce a sostenere questo giro con questa mole di ordini quando sarà esaurito il contributo che era stato dato al GAS di Faenza (e con cui ora si finanziano i viaggi). Anticipava che, ad esempio, Cristina, dagli 80 € di anno scorso a viaggio aumenterà un po’ il contributo a coprire il viaggio forse con 100 o 120€

Dal gas Monserra Alessandra spiega che potrebbe esserci un produttore  che fa: zuppe di cereali, legumi e cicerchia ed anche “Lonzino di fico” (salume con dentro fichi secchi, appunto, che è  anche presidio slow food  molto particolare e buonissimo). Probabilmente, si ragiona insieme, sarà difficile che possa poi ricevere ordini sostanziosi dalla Romagna con questi prodotti, quindi, forse meglio approfondire se può essere ancora interessato anche con ordini scarsi.

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Eventi Incontri

Biodiversità e scelte consapevoli – 23 Maggio 2026 a Cesena

Grazie alla nostra Elena Campacci siamo entrati come GAS della Romagna su questo tema della biodiversità e siamo quindi tutti invitati a segnarci in agenda. Se qualcuno si vuole unire nel viaggio segnamoci le presenze così ottimizziamo le auto.

 

 

 

 

 

Come vedete gli interventi sono di livello elevato e può solo far bene all’anima approfondire questi temi … la natura ci abbraccia e ci permette di godere l’arcobaleno di sfumature di questo nostro tempo terreno; non impegnarsi sulla strada della biodiversità può solo portarci verso una natura … in bianco e nero.

Sempre Elena ci avvisa che a seguire ci sarà anche un altro interessante talk che lei stessa coordinerà:

? dalle ore 19,30 alle ore 21
TALK
Educare ad un buon inizio ed a un buon cibo
(coordina Elena Campacci)

Con aperitivo a cura della Taberna

– Il diritto ad un buon inizio in campo educativo Daniela Fagioli – pedagogista e psicomotricista

– L’importanza di salvaguardare i semi e lo scambiosemi con Chi burdel dla Campurela – Elena Campacci e Enrico GuardiglI e con Ortisti di strada (da confermare)
– la ricerca attorno alle varietà locali da recuperare con Stefano Tellarini

– RACCONTI DI ESPERIENZE E PROGETTI SEME
Camminidipane – Elena Campacci

Progetto Argra – Tellarini

Il progetto oasi messicole – Rivalta

Il forno Demetra – il forno di paese, le informate sociali e il nuovo spazio collettivo – Sabrina Bianchi

Il Collettivo Rime
e la rivista RIME

Saluti radiosi

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Comunicazioni di servizio Incontri

La Favola dei nuovi OGM … andiamo ad approfondire il tema sabato 21 a Cesena?

Visto che già ieri abbiamo visto assieme una interessante iniziativa di Co-energia; che ne dici di andare in gruppo a conoscere Daniela Conti a Cesena Sabato pomeriggio prossimo 21/03/2026?

Io sarò già a Cesena per una partita di basket di mio figlio che inizia alle 17:00;  prima dell’inizio della sua esposizione sarò li per conoscerla ma poi dovrò andarmene … commenta qui e organizziamo meglio le auto.

Da cosa nasce cosa e … perchè non farla intervenire anche in un incontro sul forlivese???

Saluti radiosi

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Incontri plenaria Riunioni

Verbale inGASato del 30 gennaio 2026 – Parliamo di bollette

Con i miei tempi lunghi, arrivo a pubblicare il verbale della riunione del 30 gennaio 2026.

Essendo noi un GAS prima o poi avremmo dovuto parlare di gas. E questo momento è arrivato. Nella fattispecie parliamo di bollette del gas e dalla luce.

Questa sera è invitato alla plenaria degli inGASati Giorgio Gavelli, ex collega di Romeo. Giorgio offre da volontario consulenza sulle bollette della luce e del gas. Lo fa presso la Lega Consumatori, che offre uffici e struttura. Il suo scopo è aiutare le persone a non restare intrappolate nei trucchi degli operatori di luce e gas. 

La serata entra subito nel vivo. Questi gli argomenti trattati:

Mercato tutelato o mercato libero?

Secondo le norme attuali, le bollette di luce e gas si calcolano in 2 possibili modi:

  • Secondo le regole del mercato tutelato
  • Secondo le regole del mercato libero.

Il mercato tutelato è sicuramente il regime più conveniente, ma attualmente è disponibile solo per le fasce considerate deboli e cioè:

  • a chi ha più di 75 anni
  • a chi ha un ISEE inferiore a 9.796 euro
  • a chi ha un ISEE inferiore a 20.000 euro e almeno 4 figli
  • a chi è soggetto con disabilità ai sensi dell’art. 3 della Legge 104/92.
  • a chi vive in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi.

Chi non rientra in queste categorie ha necessariamente un contratto a mercato libero.

Consiglio n.1 di Giorgio. Chi ha più di 75 anni o appartiene a una delle altre categorie, conviene che richieda di passare al regime tutelato. Si deve fare un po’ di burocrazia, ma ce la si fa (nel caso, Giorgio può aiutare).

Un’opzione per accedere al regime tutelato anche se non si rientra in queste categorie consiste nell’intestare la bolletta a una persona over 75 (ad esempio un genitore), perché la bolletta non deve essere obbligatoriamente intestata al proprietario della casa.

Chi rimane nel mercato libero, tenga d’occhio le tariffe. Perché i contratti sono tendenzialmente a tempo indeterminato, ma poi i fornitori, dopo un anno o due mandano degli avvisi di modifica unilaterale del contratto e, con scritte piccolissime, modificano le tariffe a metro cubo (per il gas) o kWh (per la luce). Se l’utente non disdice il contratto, vale il silenzio-assenso e quindi l’operatore applica le nuove condizioni e le nuove tariffe che sono sempre molto più alte. Nessuno legge queste lettere di modifica del contratto! (e quindi si prendono fregature)

Consiglio n.2 di Giorgio. Chi è nel mercato libero, ogni anno o due anni, cambi operatore!

Cambiare operatore

Come si fa a cambiare operatore? Come orientarsi tra le 1000 offerte con cui la pubblicità ci bombarda?

Consiglio n. 3 di Giorgio. Mai mai mai accettare proposte di contratto che arrivano per telefono! Non sono mai chiare, si prestano a rifilarci delle fregature e poi venderanno i nostri dati per continuare a farci bombardare di pubblicità telefonica.

E allora come si fa?

Si segue il consiglio n. 4 di Giorgio. Per scegliere l’offerta migliore del momento, consultare il portale delle offerte sul sito di ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente – è l’ente dello stato presso cui tutti gli operatori devono registrare le loro offerte per legge). Il portale ARERA è a questo indirizzo: https://www.ilportaleofferte.it/portaleOfferte/ 

Per poter scegliere un’offerta che sia più vantaggiosa di quella che abbiamo al momento attuale, però, bisogna sapere quanto stiamo pagando adesso. Non è così banale!

Come capire qual è la nostra tariffa attuale

Come si fa a sapere quanto stiamo pagando in questo momento? Anche questo non è facile da capire con la marea di dati che ci sono sulle nostre bollette. Non bisogna fidarsi di numeri, di solito scritti in grande sull’offerta che avevamo accettato all’inizio del contratto, perché quelle tariffe di solito indicano quanti centesimi si paga per ogni kWh di luce o metro cubo di gas che consumiamo, MA non considerano tutte le tasse, l’IVA e gli altri balzelli che verranno aggiunti a quella tariffa!

Giorgio ci illustra un metodo empirico e molto semplice. Guardando una qualsiasi nostra bolletta, tra le righe piccole, c’è sempre una sezione dei consumi annui di luce e un’altra dei consumi annui di gas. In questa sezione c’è anche scritto l’importo totale (comprensivo di consumi, IVA, tasse e 1000 balzelli vari) che abbiamo pagato nei 12 mesi precedenti.

Ad esempio, su una mia bolletta trovo queste informazioni relative al gas:

Per capire qual è la tariffa gas che ho pagato negli ultimi mesi, basta dividere il totale di euro pagati (876,35) per il n. di metri cubi (è il valore in m³, a volte indicato con “Smc” come in questo caso) consumati (566). Quindi nel mio caso ho pagato in media (perché poi dipende dalle fasce del giorno, dalle stagioni ecc.): 

€ 876,35 : 566 m³ = 1,55 €/m³

Questa è la tariffa che userò come parametro per cercare sul sito ARERA se c’è qualche operatore che ha un’offerta migliore, perché sul sito ARERA viene sempre indicata la tariffa a m³ comprensiva di tutte le tasse!

A questo punto vado sul portale ARERA. Qui basta inserire solo il CAP per vedere le offerte attive sul nostro territorio. Per il gas devo indicare che ho un contatore di tipo G6 (sono quelli comunemente usati per le abitazioni), indicare se voglio un prezzo fisso o un prezzo variabile (Giorgio consiglia sempre variabile), inserisco quanti m³ consumo in un anno (uso il dato della bolletta, quindi inserisco 566) e scopro che ci sono più di 1000 operatori che posso scegliere nella mia zona. Già dai primi, vedo che potrei risparmiare oltre 250 euro l’anno sulla spesa del gas.

Facciamo la stessa operazione per la luce.

Per capire qual è la tariffa luce che ho pagato negli ultimi mesi, basta dividere il totale di euro pagati (535,96) per il n. di kWh consumati (1999). Quindi nel mio caso ho pagato in media (perché poi dipende dalle fasce del giorno, dalle stagioni ecc.): 

€ 535,96 : 1.999 kWh = 0,27 €/kWh

Questa è la tariffa che userò come parametro per cercare sul sito ARERA se c’è qualche operatore che ha un’offerta migliore, perché sul sito ARERA viene sempre indicata la tariffa a kWh comprensiva di tutte le tasse!

Vado quindi sul sito di ARERA, indico se voglio vedere tariffe monorarie o biorarie (ad es. nel mio caso ho un consumo abbastanza alto nelle ore diurne, quindi mi conviene passare alla tariffa monoraria). Nelle tariffe biorarie o triorarie si paga di meno la corrente consumata la sera e nei fine-settimana. Quindi a chi può mettere la lavatrice di notte e di giorno non è in casa, conviene la tariffa bioraria. A chi invece consuma corrente anche di giorno, conviene la tariffa monoraria.

Qui scopro che le tariffe sono leggermente più alte di quello che ho pagato finora (ma credo influisca il fatto che il costo dell’energia ora è aumentato).

Conclusioni

Con questo strumento ognuno può fare le proprie valutazioni con uno strumento un po’ più neutro di quelli strombazzati dalla pubblicità.

La serata è stata lunga, la si chiude mangiando un po’ di pizza fredda offerta dal Gaspaccio, saluti e baci e si va a casa sfiniti!

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Comunicazioni di servizio Incontri Riunioni

Grazie al Resto del Carlino per l’articolo di oggi

E dopo aver ringraziato Eleonora e il Corriere di Forlì ringraziamo di cuore anche la redazione de “Il resto del Carlino” per l’articolo certamente più scarno ma essenziale ed orientato all’evento di venerdì prossimo sulle bollette energetiche.

Saluti radiosi