Esperienza davvero “mistica” da Alessandro ed Anna, le due anime creatrici di Semi di Zucca, nonché da sempre GASisti nel GAS di Fano.
Alle 16:00 mia moglie, una coppia di amici ed io eravamo già la a conoscere il luogo magico dopo una mattinata intensa di meraviglioso mare adriatico (pulitissimo per la verità!).
Ci accoglie Anna mentre Alessandro è ancora in giro per il pollaio a raccogliere le uova … lo raggiungo e con lui ascoltiamo alcuni minuti di bottinatura di api nella malva che si è ben radicata “invadendo” il suo pollaio all’aperto ?
Lo lascio al suo lavoro e ci raggiungerà poi; ne frattempo noi iniziamo le degustazioni delle sue bevande al sambuco e alla menta (sempre al top!!!) che Anna ci ha portato in tavola.
Chiacchierando amabilmente arriviamo alle 17:00 quando ci raggiungono anche parecchi membri del Gas di Rimini, San Marino, Fano e della cooperativa Poco di Buono (più tardi arriverà anche la rappresentanza del Gas di Pesaro ?)
Ancora seduti nell’aia in circolo, rapido giro di presentazioni con le caratteristiche salienti di ogni GAS (non preoccupatevi … sono stato conciso e abbottonato senza annoiare nessuno … stranamente essenziale ?). Mi ha favorevolmente impressionato l’iniziativa del GAS di Fano in merito a corsi di cucito aperti ai gasisti e non; la “spesa sospesa” del Rigas (buoni da 5 euro che vengono pagati e lasciati a disposizione di chi attraversa momenti di difficoltà ….) e, naturalmente, le conserve resistenti … che, peraltro, già conoscevamo ?

Questo riportato sotto è il frutto finale del nostro lavoro; considerando sempre che metà raccolto va ai proprietari e metà ce lo siamo suddivisi in base alle ore e alle cassette raccolte ed alla resa in molitura (la spremitura a freddo non offre rese esagerate ma siamo praticamente sempre riusciti a stare poco sopra al 9%). Margherita è stata brava a fare pesate divise delle varie cassette nei giorni e, con la resa per molitura, il conteggio è stato piuttosto facile. Da osservare che il costo di molitura della propria quota di olive resta a carico del gasista e che Margherita ha gestito in autonomia gli appuntamenti ed i trasporti (e le attese molte volte “pesanti”) al frantoio, vigilando il percorso delle olive fino alla tanica. Delle tre moliture fatte due sono state indirizzate a Modigliana ed una a Savignano Sul Rubicone da Sapigni.







